05:46 22 Marzo 2019
Genitori e figli

Morire per eredità: i geni dei genitori influenzano la salute dei figli

© Fotolia / fotografiedk
Mondo
URL abbreviato
0 50

Di recente scienziati americani e britannici hanno pubblicato uno studio in cui si conferma che forte stress e traumi gravi non solo riducono l’aspettativa di vita, ma possono anche influenzare la salute della prole.

Ricercatori olandesi in passato sostenevano che i figli concepiti dopo che le loro madri avevano sofferto la fame presentavano problemi di metabolismo. Sputnik vuole capire se davvero un'esperienza traumatica vissuta da una persona sia in grado di esercitare un'influenza così forte sulla sua prole.

Al di sopra dei geni

All'inizio di quest'anno ricercatori dell'Università di Cambridge e dell'Università della California hanno passato in rassegna elenchi di prigionieri di guerra durante la Guerra civile negli USA. Seguendo le storie di questi soldati in tempo di pace, i ricercatori hanno scoperto che i figli di chi aveva subito torture e altre pratiche incresciose contro la propria volontà erano morti giovani il 10% più frequentemente dei loro coetanei i cui genitori non erano mai stati fatti prigionieri.

Questo è stato spiegato con la trasmissione di caratteristiche epigenetiche. Si suppone che un'esperienza traumatica lasci nei geni della persona un segno chimico che viene poi trasmesso alla prole. La struttura del DNA non viene modificata, ovvero non si verificano mutazioni, ma ad essere influenzata è l'espressione genica: l'attività dei geni, infatti, aumenta o diminuisce.

"È possibile che si verifichi la trasmissione di caratteri acquisiti in vita. Ma parlare di trasmissione di un'esperienza traumatica non è corretto. Sarebbe meglio dire che determinate caratteristiche dell'ambiente esterno con le quali si è confrontato l'organismo durante la vita possono impattare il funzionamento delle cellule e questo viene trasmesso alle generazioni successive. Tale fenomeno viene chiamato trasmissione epigenetica", spiega a Sputnik Yulia Medvedeva, direttrice del gruppo di trascrittomica ed epigenomica presso il Centro studi federale "Basi fondamentali della biotecnologia" dell'Accademia russa delle scienze.

Il meccanismo di trasmissione

"Esistono alcuni meccanismi di trasmissione delle caratteristiche epigenetiche. In generale sono legati a una modificazione del DNA largamente diffusa, come la cosiddetta metilazione, cioè il legame a determinati filamenti di DNA di atomi di carbonio e idrogeno. Questo determina l'attività genica nelle cellule e talvolta persino le "spegne". In questo caso diversi cambiamenti possono verificarsi: dovuti allo stile di vita, alle malattie e a molto altro. Ma si studia da relativamente poco la trasmissione di un determinato stadio di metilazione e il suo legame con una qualche esperienza avuta durante la vita dell'uomo", precisa Mikhail Skoblov, direttore del laboratorio di genomica funzionale del Research Centre of Medical Genetics dell'Accademia russa di scienze mediche.

Secondo lui, gli scienziati sono cauti nell'affrontare la questione della trasmissione di caratteristiche epigenetiche di generazione in generazione: è difficile stabilire che cosa di preciso si possa trasmettere in questo modo.

A caccia dei peccati dei genitori

Un esempio di trasmissione epigenetica. I ratti maschi le cui madri durante la gravidanza avevano mangiato cibo con il pesticida Vinclozolina hanno presentato problemi legati alla qualità e alla quantità degli spermatozoi. Quest'effetto è stato osservato per 4 generazioni di cavie e alla quinta generazione è scomparso. Ricerche simili sull'uomo sono ben più complicate anche solo per il fatto che vive più a lungo.

Ma scienziati svedesi hanno avuto fortuna. I cittadini del villaggio di Överkalix, nella Svezia settentrionale, dal XVI secolo descrivono dettagliatamente ciò che sanno su loro stessi, i propri parenti e amici: l'origine, lo status sociale, la causa della morte. Venivano documentati anche il clima, il raccolto e gli eventi più importanti della cittadina. Il risultato è una quantità incredibile di dati riguardo a tutto ciò che ha vissuto una popolazione umana relativamente isolata per circa 500 anni.

Analizzando queste informazioni, gli scienziati hanno tratto alcune conclusioni importanti. In primo luogo, si è osservato che in età infantile l'ipernutrizione (se l'annata era buona) poteva portare all'insorgenza del diabete e di morte precoce a causa di patologie cardiovascolari. In secondo luogo, nei figli e nei nipoti si sviluppa una predisposizione a queste malattie.

Secondo i ricercatori, la cosiddetta Carestia olandese verificatasi tra il settembre del 1944 e il maggio del 1945 durante la quale morirono circa 18.000 olandesi rivela l'esistenza di un altro meccanismo. I bambini al tempo già grandi avevano problemi di metabolismo, soffrivano di obesità, diabete e patologie cardiovascolari. Il loro DNA non è mutato rispetto ai fratelli e alle sorelle nati prima o dopo, ma al gene che influenza l'altezza e il peso si sono aggiunte particolari strutture chimiche che hanno bloccato la sua attività.

"A logica non è possibile determinare in maniera precisa la trasmissione epigenetica poiché nell'uomo è impossibile escludere l'influenza sulle cellule embrionali. Le strutture che precedono gli ovuli vengono creati già durante lo sviluppo uterino dell'embrione. Per questo, qualsiasi influenza sulla madre può essere direttamente esercitata sul feto ancora in grembo. Nel caso del padre la situazione è più semplice: gli spermatozoi e la struttura ad essi precedente hanno vita breve. Ma è possibile il caso in cui una qualche sostanza si accumuli nell'organismo del padre e cominci a esercitare un'influenza diretta sulle cellule embrionali. Per questo, è possibile parlare davvero di trasmissione epigenetica solamente se l'effetto è visibile nella seconda generazione, cioè nei nipoti. In alcuni degli studi più interessanti si è riusciti a dimostrare l'effetto su generazioni molto lontane. Non conosco studi di questo tipo effettuati sull'uomo, ma c'è uno studio sulla trasmissione epigenetica nei vermi fino a 14 generazioni", spiega Yulia Medvedeva.

I bio-hacker prendano nota!

Secondo la ricercatrice, i meccanismi epigenetici non esercitano un'influenza né negativa né positiva. Ma sono strettamente necessari per il funzionamento di un organismo pluricellulare.

Come ha precisato Mikhail Skoblov, vi sono pochi studi sull'epigenetica, per questo è difficile parlare di esempi di influenza positiva delle caratteristiche epigenetiche, ma su alcuni animali è stato dimostrato che oltre allo stress anche altri fattori influenzano l'aspettativa di vita della prole e il loro metabolismo.

"È dunque possibile modificare il profilo epigenetico in modo tale che questo favorisca l'organismo invece di danneggiarlo? Sì! L'esempio classico è quello dei topi agouti. Il loro colore giallo brillante, il loro peso eccessivo e le patologie che li caratterizzano sono segni dell'espressione di un particolare gene. È stato stabilito che, se si nutre il topo con un mangime contenente donatori di gruppi metilici, il promotore di questo gene subisce la metilazione e viene soppresso. Questo porta al ritorno al tradizionale fenotipo del topo (colore grigio e peso nella norma). Per l'uomo hanno tentato di trovare effetti simili legati alla dieta, all'esercizio fisico e ad altri fattori, ma per ora non è stato prodotto nulla di convincente", conclude Yulia Medvedeva. 

Correlati:

Scoperta un'altra ragione per cui dormire poco fa male alla salute
Gli scontrini sono dannosi per la salute
Italia: il caffè fa bene o fa male alla salute?
Tags:
DNA, morte, Malattie, genitori, genetica, Salute, guerra civile, USA
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik