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00:44 17 Settembre 2019
Base militare russa nel circolo polare artico Arctic Trilistnik

WSJ: gli USA si preparano a “guerra fredda” nell’Artico contro Cina e Russia

© Sputnik . Ministry of defence of the Russian Federation
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Sullo sfondo del riscaldamento globale e dell'emergere di nuove rotte commerciali nell'Artico, la marina USA competerà con Russia e Cina per l'influenza nella regione, scrive The Wall Street Journal. Come nota il quotidiano, in particolare, Washington intende ripristinare la base navale nelle isole Aleutine non lontano dalla costa della Russia.

La marina statunitense cercherà di aumentare il suo ruolo nell'Artico, in quanto sullo sfondo del riscaldamento globale e l'emergere di nuove rotte marittime, gli Stati Uniti dovranno affrontare la rivalità per l'influenza nell'estremo nord con potenze come la Russia e la Cina, scrive The Wall Street Journal.

Nei prossimi mesi, nel quadro della cosiddetta operazione per garantire la libertà di navigazione, una nave della Marina statunitense passerà attraverso le acque artiche. Lo ha dichiarato in un'intervista con il Wall Street Journal il ministro della Marina Richard Spencer. Questa campagna sarà la prima operazione della flotta americana di questo tipo nell'Artico.

Inoltre, la Marina invierà ad Adak Island, in Alaska, una certa quantità di risorse militari. Nel periodo tra il 1942 e il 1997, su quest'isola c'era una base militare americana. La composizione della nuova unità, dispiegata sull'isola, includerà navi di superficie e aerei da ricognizione P-8 Poseidon.

"Sì, il concetto consiste nell'idea di andare lì", ha detto Spencer, dicendo che lo sviluppo di nuove operazioni nell'Artico è ancora in una fase iniziale.

Poiché il riscaldamento globale ha portato a uno scioglimento più evidente del ghiaccio durante l'estate, che ha portato alla scoperta di nuove rotte marittime e di una navigazione più attiva in aree precedentemente invalicabili, da un punto di vista commerciale e militare, la situazione nell'Artico è diventata più tesa.

Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno condotto varie operazioni per garantire la libertà di navigazione in tutto il mondo per garantire il diritto delle navi americane e di altre a operare liberamente nelle aree contese. Pertanto, come osserva il quotidiano, Washington spera di dare una risposta alle "pretese eccessive" di alcuni paesi. In particolare, gli Stati Uniti hanno condotto dozzine di tali operazioni nel Mar cinese meridionale per respingere le rivendicazioni regionali della Cina.

Secondo il comandante Jereal Dorsey, questa missione sarà la prima operazione della marina statunitense per garantire la libertà di navigazione nell'Artico. Tuttavia, come ha notato Spencer, nell'ambito della pianificazione non è ancora del tutto chiaro in quale porto entreranno le navi americane.

Per quanto riguarda la Russia, da tempo ha sviluppato il suo potenziale di azione nella regione artica, poiché è stata sempre motivata da una serie di circostanze, in particolare dalle prospettive commerciali e dalla necessità di mantenere basi militari lungo confine settentrionale.

La Cina, che si è dichiarata "potenza quasi artica", ha emanato una vasta dottrina per l'azione nella regione l'anno scorso. All'interno della sua struttura, la Cina creerà una "Via della seta polare" e permetterà alla sua flotta di operare liberamente nella regione.

Adak Island, che si trova all'estremità delle Isole Aleutine vicino alla Russia, era un tempo territorio militare della Marina, ma la base sull'isola fu chiusa nel 1990. Nel 2003, Aleut Corporation ha occupato il suo territorio. Dato che il governo ora controlla solo alcune migliaia di ettari sull'isola, la Marina statunitense sta attualmente negoziando con la corporazione.

"Questo sarebbe un ottima base", ha osservato Spencer. "Possiamo inviare navi? Sì. "

Secondo molti funzionari, gli Stati Uniti in passato hanno trascurato l'influenza in questa regione, pertanto, nel corso dell'attuazione dei suoi piani, la Marina statunitense dovrà affrontare una serie di problemi.

L'espansione delle operazioni militari nell'estremo nord richiederà alla Marina di coordinarsi con la Guardia Costiera, che sostiene ampiamente la presenza statunitense nell'Artico. Spencer non ha specificato se la Marina assumerà alcuni dei doveri della Guardia Costiera, ma ha detto che il suo dipartimento avrebbe collaborato con essa.

Inoltre, la Guardia Costiera possiede l'unica rompighiaccio americana nella regione, cosa che preoccupa i legislatori e l'esercito, dal momento che la Russia ne ha diverse decine, e la Cina sta costruendo una flotta di navi di questa classe. Nell'ambito dell'ultimo bilancio della difesa, è previsto il lancio di nuove navi rompighiaccio, ma le prime navi entreranno in servizio solo dopo alcuni anni.

Secondo Spencer, la US Navy sta anche preparando delle modifiche alla sua dottrina ufficiale delle operazioni nell'Artico, che darà un rilievo significativo ai combattimenti in superficie. La dottrina attuale degli Stati Uniti si concentra maggiormente sui sottomarini e sui velivoli da ricognizione, piuttosto che nelle navigazioni di superficie.

Di recente, la flotta americana ha adottato alcune misure per aumentare la sua presenza nell'Artico. In particolare, in agosto, gli Stati Uniti hanno ristabilito la Seconda flotta, che dovrebbe operare nel Nord Atlantico, e ha anche iniziato a prestare maggiore attenzione alla preparazione del Corpo dei Marines per azioni in condizioni di temperature estremamente basse.

Attualmente, 600 marines sono in Norvegia per prepararsi alle operazioni di combattimento terrestre in condizioni artiche.

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navigazione, artico, esplorazione, guerra fredda, guerra fredda, marina USA, Artico
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