20:34 22 Maggio 2019
The Hubble Space Telescope captures new photos of the Ghost Nebula.

Voci dallo spazio: i russi alla ricerca dei “segnali degli extraterrestri”

© Courtesy of ESA/Hubble, NASA
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Già da dieci anni gli astronomi stanno tentando di capire in che modo si manifestino i misteriosi “radiosegnali degli extraterrestri”, i cosiddetti lampi radio veloci.

Sergey Trushkin, collaboratore dell'osservatorio di astrofisica speciale presso l'Accademia russa delle scienze (RAN), ha spiegato a Sputnik che le fallimentari ricerche di questi lampi hanno spinto gli scienziati russi a fare supposizioni riguardo alla loro possibile fonte.

Segnali extraterrestri

"Un anno fa mi ripromisi che avremmo trovato almeno un segnale simile. Sinceramente mi aspettavo che avremmo trovato decine di lampi radio, ma le cose sono andate diversamente: non abbiamo registrato nemmeno un FRB", ha afferma Trushkin in un intervento all'annuale conferenza "Astrofisica delle alte energie" presso l'Istituto di ricerche spaziali della RAN a Mosca.

Gli astronomi hanno cominciato a parlare per la prima volta dell'esistenza di misteriosi lampi radio (i fast radio-burst, FRB) nel 2007 quando vennero scoperti per caso durante le osservazioni su pulsar con l'ausilio del telescopio Parkes, in Australia.

Negli ultimi anni gli scienziati sono riusciti a trovare tracce di altri nove lampi simili, lo studio dei quali ha dimostrato che potrebbero avere origine artificiale e potenzialmente essere segnali di civiltà extraterrestri per via dell'inspiegabile periodicità nella loro struttura.

Tutti i segnali erano uniti dall'eccessiva potenza e da una distanza insolitamente elevata dalla sorgente. Per questo, gli astronomi hanno ipotizzato che lampi simili si creassero durante la fusione di stelle di neutroni o di altri corpi compatti che si trasformano in un buco nero.

Due anni fa gli scienziati hanno, però, stabilito che non è così: il telescopio Parkes ha registrato ripetuti lampi nel punto in cui 6 anni prima era stato osservato uno dei primi lampi FRB, ovvero l'evento FRB 121102. Questo ha reso i "segnali degli extraterrestri" ancor più misteriosi e interessanti.

Nell'agosto del 2018 gli astronomi hanno scoperto un'altra stranezza: il radiotelescopio CHIME, che ricerca proprio questi lampi, ha scoperto una nuova tipologia di segnali simili la cui frequenza massima si osserva su una frequenza del tutto diversa. Questo ha messo in discussione le ultime teorie che collegavano i "segnali degli extraterrestri" con i processi aventi luogo nell'atmosfera dei magnetar, particolari stelle spente.

Poiché le insolite proprietà di questi lampi radio non permettono di collegarli né alle esplosioni delle supernove né alle fusioni di buchi neri o di stelle di neutroni, gli scienziati hanno ipotizzato soluzioni più esotiche al mistero dell'origine di questi segnali.

Ad esempio, alcuni astrofisici ipotizzano che i segnali possano nascere a causa del decadimento degli assioni, leggerissime particelle di materia oscura, per via delle esplosioni di microscopici buchi neri o ancora perché indotti da gigantesche stringhe.

Il volto della fortuna

Un anno e mezzo fa a questi studi si è aggiunta anche la Russia con uno dei più famosi e antichi telescopi russi, il RATAN-600 collocato presso l'osservatorio di astrofisica speciale della RAN nel villaggio di Zelenchukskaya.

Due caratteristiche chiave dei "segnali degli extraterrestri", come sperava Trushkin, ovvero la loro spiccata brillantezza e la loro elevata fugacità, dovevano riuscire ad aggirare il principale difetto del RATAN-600, ovvero l'incapacità di seguire un punto nello spazio per tanto tempo.

"Chiaramente, perdiamo a mani basse la sfida con il Parkes in quanto a dimensioni: lì gli scienziati possono osservare contemporaneamente 2000 minuti quadrati, mentre qui solo 90", spiega l'astrofisico.

Durante le ricerche dei FRB il telescopio russo ha perlustrato l'intero cielo notturno soffermandosi su ogni punto per pochissimo tempo, circa un'ora e mezza. Questo ha permesso, nonostante il modesto campo visivo del RATAN, di coprire una regione sufficientemente ampia del cielo, solo 4 volte meno rispetto al Parkes.

La mancanza di finanziamenti e le specifiche tecniche del telescopio, come spiegato dall'astronomo un anno fa, hanno indotto il team di esperti a scegliere un intervallo di frequenze insolito per la ricerca dei lampi radio, ovvero circa 4,5 — 4,7 GHz.

Questa strategia ha reso le ricerche con il RATAN-600 uniche. Tuttavia, si è manifestato il rischio che gli scienziati non trovassero niente in questo intervallo.

La mancata conoscenza del luogo e del modo in cui si manifestino questi lampi ha costretto gli scienziati a concentrare i propri sforzi sull'unica loro sorgente "verificata", ovvero il FRB 121102. Trushkin ha affermato che il RATAN-600 lo ha studiato per circa 6 mesi, ma la mancanza di risultati ha costretto gli scienziati a cambiare approccio.

"Vi sono ragioni oggettive e soggettive. Inoltre, la fortuna non è mai abbastanza: non sappiamo dove guardare per cercare queste sorgenti. Trovarne anche solo una per caso è molto complesso", ha spiegato lo scienziato.

Una delle ragioni oggettive degli insuccessi è il fatto che le osservazioni su FRB 121102 sono state molto disturbate da sorgenti terrestri che hanno ridotto il tempo di osservazione fino a sole 7 ore al giorno. Infatti, l'ala occidentale del RATAN-600 è collocata accanto all'autostrada Cherkessk-Arkyz che è molto trafficata. Le componenti elettroniche delle auto, come hanno scoperto gli astronomi, producono molto rumore durante le osservazioni diurne.

Questo disturbo è così forte che non si è riusciti ad eliminarlo dal segnale nemmeno utilizzando gli appositi sistemi di apprendimento automatico. Di fatto gli scienziati hanno dovuto elaborare i dati diurni a mano.

"Non pensavamo che le automobili avrebbero influenzato a tal punto i nostri studi, ma la pratica ha dimostrato che invece è stato proprio così: le osservazioni notturne di fatto si sono sempre rivelate molto più positive di quelle diurne", continua Trushkin.

Inoltre, con l'esperienza si è capito che RATAN-600 è in grado di individuare velocemente solo le sorgenti di onde radio più luminose e visibili. Secondo l'astronomo, di queste ve ne sono molto poche fra i circa 80.000 lampi radio che si manifestano ogni secondo nell'Universo visibile e questo diminuisce sensibilmente la probabilità di trovarle anche se il telescopio "capitasse" sulla sorgente del segnale.

Grida di stelle spente

"Insomma, ci siamo stancati e a maggio abbiamo deciso di reindirizzare il telescopio là dove qualcosa perlomeno si potrebbe trovare, ad esempio una pulsar o una radiogalassia. Abbiamo cominciato a monitorare la Nebulosa Granchio e la sua stella di neutroni", ha osservato lo scienziato.

Queste osservazioni, secondo lui, hanno dimostrato che RATAN-600 può davvero individuare i lampi radio veloci e hanno evidenziato un'altra cosa inaspettata che ci ha indicato la loro possibile sorgente.

Infatti, i cosiddetti impulsi giganti, cioè potenti lampi di onde radio che talvolta vengono emessi dalla Nebulosa Granchio, erano molto simili per la loro struttura ai "segnali degli extraterrestri". Questi impulsi sono stati individuati da Truskhin e i suoi colleghi durante le osservazioni di alcune pulsar.

"Questi segnali sono stati registrati da tutti e tre i nostri ricettori che sono attivi su diversi canali. Questo ci porta a pensare che non possano essere un errore sistematico riscontrato nelle osservazioni. Ora ipotizziamo che i lampi radio veloci e gli impulsi giganti delle pulsar possano essere legati fra loro", ha dichiarato l'astrofisico.

Quest'idea non è nuova: infatti, è già stata ventilata nel 2016 da Maksim Lyutikov della Purdue Università, negli USA, e da Sergey Popov dell'Istituto statale di astronomia presso l'Università statale di Mosca.

I ricercatori hanno ipotizzato che le sorgenti dei lampi radio veloci possano essere le pulsar che ruotano a grandissima velocità ed emettono impulsi giganti e insolitamente potenti.

La potenza di questi lampi diminuisce a seconda dell'attività delle stelle spente e con il tempo (dopo alcune decine o centinaia di anni dalla nascita della pulsar) diventano completamente invisibili ai radiotelescopi terrestri.

Dunque, la scoperta di lampi radio veloci ripetuti grazie al RATAN-600 e le misurazioni delle loro velocità di spegnimento contribuiranno a confermare o confutare quest'ipotesi. Tutto ciò sarà possibile se la squadra di Trushkin incrementerà il numero di ricettori da 4 a 6 e raddoppierà il numero di filtri. Questo non richiederà ingenti investimenti, si parla di circa 2 milioni di rubli.

"Se questi progetti saranno realizzati, sono sicuro che nel 2019 riusciremo a trovare il primo lampo radio veloce "russo"", afferma Trushkin.

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extraterrestre, segnale, Ricerca, scienza, Spazio, Spazio, Russia
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