12:53 25 Maggio 2019
l’Antartide

Il robot-verme della NASA è pronto a conquistare l'Antartide

© Sputnik . Aleksey Nikolskyi
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Gli esperti della NASA hanno creato il robot IceWorm unico nel suo genere che proprio come un verme è in grado di arrampicarsi sulle scoscese alture di ghiaccio e pietra.

Nonostante la rete satellitare e le apparecchiature più avanzate, sulla Terra vi sono ancora luoghi in cui l'uomo non riesce ad arrivare. Un esempio è il Monte Erebus in Antartide. È il vulcano attivo più a sud della Terra e il secondo vulcano più alto del continente. Per gli scienziati si tratta di un potenziale "scrigno delle meraviglie" nel quale si potranno cercare tracce di DNA di creature antiche. Ma, ahinoi, non è ancora accessibile all'uomo a causa dell'elevata concentrazione di CO2 nei tunnel.

Questo monte e altri luoghi simili sono diventati una delle ragioni che hanno spinto gli ingegneri della NASA a creare il robot IceWorm (verme di ghiaccio). Il gruppo Extreme Environments Robotics della NASA lavora a questo progetto dal 2016. Aaron Curtis, il principale progettatore di IceWorm, ha passato in rassegna tutte le informazioni ad oggi disponibili sul vulcano Erebus affinché il robot potesse funzionare efficacemente nelle condizioni estreme dei tunnel. Curtis cercava dei robot che potessero muoversi sul ghiaccio. E sebbene gli esperti di JPL si occupassero del progetto LEMUR, ancora non era stato creato qualcosa in grado di superare pareti ghiacciate e scoscese.

Com'è facile immaginare, IceWorm ha ottenuto il proprio nome grazie al modo in cui si muove. È alto circa 1,4 metri e il robot riesce a stare fermo sul ghiaccio grazie a due "gambe" che impiegano viti in acciaio. Un arto è sempre più alto dell'altro. Raggiunta una posizione stabile, il robot svita dalla superficie la gamba più in basso, poi sistema la sua posizione finché entrambi i fissatori non sono paralleli. Poi la gamba libera si avvita nuovamente, quella più in alto procede e il processo si ripete nuovamente. Questo è in parte simile all'arrampicata di un enorme verme o bruco lungo una parete scoscesa.

Curtis osserva che questa tipologia di movimento per un robot è "del tutto innovativa e unica". Va detto che gli arti del robot sono dotati di sensori di pressione che permettono alla macchina di valutare la superficie e trovare il proprio equilibrio sul ghiaccio. IceWorm è già stato testato con successo in condizioni pericolose: sul monte Sant'Elena nello Stato di Washington dove nel 1980 si è verificata una forte eruzione. Gli ingegneri affermano che sulla neve soffice il robot non si muove in maniera sicura, mentre sul ghiaccio ha una tenuta ottima.

Il potenziale di questi robot è grandissimo. Se IceWorm e robot simili potessero superare scogliere di ghiaccio e arrampicarsi fino alla cima dei vulcani, si aprirebbe per tutti gli scienziati (dai geologi ai meteorologi) un metodo innovativo e unico per ottenere dati non solo sulla Terra, ma anche su altri pianeti e sullo spazio. Questi robot sono ideali per lo studio di satelliti ghiacciati come Encelado ed Europa, ricoperti da uno spesso strato di ghiaccio che in alcuni punti raggiunge un'altezza di 15 metri.     

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Ricerca, scienza, robot, NASA, USA
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