08:22 22 Aprile 2019
Cinema

Andare spesso al cinema contribuisce a prevenire la depressione

CC0 / Pixabay
Mondo
URL abbreviato
115

L’impegno culturale potrebbe contribuire a diminuire il rischio di insorgenza di disturbi mentali.

Andare al cinema, trascorrere la giornata al museo e guardare uno spettacolo sono tutti modi piacevoli per sfruttare al meglio il proprio tempo libero, ma da nuove ricerche si evince che queste attività contribuiscano anche a proteggere la propria mente.

Secondo un nuovo studio pubblicato sul British Journal of Psychiatry, un "impegno culturale" assiduo potrebbe contribuire a diminuire il rischio di insorgenza di disturbi mentali in età avanzata.

Basandosi sui dati ottenuti da più di 2000 adulti con più di 50 anni partecipanti all'English Longitudinal Study of Ageing (ELSA), i ricercatori hanno scoperto che i soggetti che avevano partecipato a mostre, visto film o spettacoli teatrali almeno una volta al mese o più avevano il 48% di possibilità in meno di sviluppare disturbi depressivi.

Anche chi aveva praticato attività culturali una volta ogni qualche mese aveva comunque beneficiato di un rischio ridotto del 32%.

Lo studio ELSA contiene dati sulla salute e il benessere sociale e mentale degli anziani in Inghilterra su un periodo di dieci anni. Include informazioni sulla frequenza con cui si recano all'opera, al cinema, a mostre, musei e rivela quali partecipanti hanno una diagnosi di depressione.

Anche dopo che i risultati erano stati adeguati per considerare altri fattori che potrebbero influire sulla propensione dell'individuo alla depressione (come età, sesso, salute ed esercizio fisico), i ricercatori hanno scoperto che le attività culturali continuavano a costituire un vantaggio rilevante per il mantenimento del benessere mentale di un individuo.

"In generale, le persone conoscono i benefici del mangiare frutta e verdura ogni giorno e del fare esercizio fisico e mentale, ma ancora in pochi sanno che le attività culturali presentano benefici simili", ha affermato Daisy Fancourt della UCL.

Fancourt ha spiegato che i benefici derivanti dalle attività culturali sono legati agli stimoli mentali, all'interazione sociale e alla creatività che queste incoraggiano.

"Siamo rimasti piacevolmente stupiti dai risultati", ha aggiunto.

"In particolare, vi è la medesima relazione tra impegno culturale e depressione in persone con redditi o livelli di istruzione diversi. L'unica cosa che cambia è la frequenza di partecipazione".

La dottoressa Amanda Thompsell, direttrice della Facoltà della terza età al Royal College of Psychiatrists, sottolinea che, nonostante i risultati siano promettenti, praticare queste attività non è una panacea per curare la depressione.

"Questo richiede un approccio basato sull'impiego di terapie verbali e di farmaci nel caso di mancata risposta da parte dell'anziano o di forma più grave di patologia", ha affermato.

"L'ente che rappresento accetta i risultati di questa ricerca e invita a condurre ulteriori studi in quest'area così importante della salute della terza età".

Tags:
depressione, cinema, studio, ricerca
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik