09:48 24 Aprile 2019
Mar Glaciale Artico

Danimarca: al via una nuova corsa all’Artide

© Sputnik . Alexander Kovalyov
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I Paesi confinanti con l’Artide hanno ufficialmente deciso di mantenere l’Artide una zona libera da qualsivoglia attrito geopolitico. Ma la regione è ricca di risorse naturali ed è di importanza strategica dal punto di vista della sicurezza. Inoltre, anche altri Paesi avanzano pretese sull’Artide.

Gli esperti danesi sono preoccupati, innanzitutto, dagli investimenti cinesi in Groenlandia.

La nave danese di 200 metri Venta Maersk in grado di trasportare 3.600 container ha appena concluso una rischiosa traversata del Passaggio a nord-est. Partita da Vladivostok, ha attraversato lo Stretto di Bering che divide gli USA dalla Russia, ha costeggiato la sponda artica di Russia e Norvegia e ha attraversato il Mar Baltico. L'imbarcazione ha concluso il suo tragitto a San Pietroburgo diventando così la prima portacontainer ad aver portato a termine questa pericolosa traversata.

Il viaggio è durato 5 settimane e si è concluso in maniera positiva, come riporta la società Møller - Mærsk. "Questa navigazione ci ha permesso di imparare molto. Abbiamo messo alla prova i sistemi di bordo, le abilità dell'equipaggio e il funzionamento delle strutture di supporto su terra", ha affermato Palle Laursen, direttore tecnico alla Mærsk. Negli ultimi anni le società armatrici guardano con sempre maggiore attenzione al Passaggio a Nord-est (PNE) per espandere la loro attuale rete. Rispetto al percorso attraverso il Canale di Suez, il PNE è più corto, più conveniente e ci si mette due volte in meno per percorrerlo.

Con i cambiamenti climatici il limite delle nevi perenni si è spostato più a nord aprendo nuove possibilità per la navigazione. Il volume dei trasporti sta crescendo velocemente. Nel 2010 hanno avuto il coraggio di percorrere il PNE solo 4 imbarcazioni. Oggi, invece, siamo già a un centinaio. Alcuni esperti prevedono che entro il 2040 l'Artide non avrà più ghiaccio.

Il trasporto di container e la navigazione commerciale sono attività civili. Ma i cambiamenti in Artide sono talmente grandi che grandi nazioni hanno già incluso questa regione lontana e desertica nei loro piani strategici militari.

Lotta geopolitica per l'Artide

Nonostante i ghiacci perenni l'Artide è diventata un nuovo "punto caldo" della politica mondiale per la sicurezza. Oggi vi è una corsa virtuale all'Artide, simile alla competizione ormai centenaria tra Amundsen e Scott: chi ha raggiunto per primo il Polo Sud? A questa corsa partecipano sia superpotenze sia nazioni più modeste e ciascuna di esse ha nella regione i propri interessi e le proprie "attività".

Il compito è il seguente: guadagnarsi il diritto di accesso agli enormi giacimenti di petrolio e gas presenti nel sottosuolo dell'Artide. Quando la regione non sarà più ricoperta di ghiaccio, sarà possibile effettuare operazioni di ricerca ed estrazione di queste risorse. Inoltre, si tratta anche di rafforzare le proprie pretese geopolitiche in questa regione ultrasensibile grazie alla presenza militare. Grazie alla Groenlandia la Danimarca è considerata la grande nazione artica. Danimarca, Russia, USA, Canada, Norvegia, Svezia, Finlandia, Islanda hanno possedimenti in Artide o confinano con essa, per questo rientrano nel Consiglio artico. Al momento sono alle prese con controversie intestine. Tuttavia, concordano sul fatto che proprio loro hanno diritti e privilegi su quel vasto territorio che intendono dividersi. Fino ad oggi questo è accaduto in maniera piuttosto pacifica sotto l'egida dell'ONU, il che comunque non ha ridotto l'aumento delle tensioni. Inoltre, vi sono anche altre nazioni che sognano di accedere all'Artide.

Danimarca: attore chiave

"Chiaramente, riconosciamo che l'Artide abbia un'importanza fondamentale per la Russia, come anche per noi. Vi basta guardare il mappamondo! Vorremmo che l'Artide restasse una zona pacifica perché noi collaboriamo bene con i russi nell'Artide", ha spiegato Claus Hjort Frederiksen, ministro della difesa del Paese.

"La Danimarca, chiaramente, segue con attenzione i passi della Russia", ha aggiunto.

Segue i passi della Russia e degli USA. Ad agosto il Pentagono ha ripristinato la sua vecchia Seconda flotta. Il suo compito sarebbe quello di pattugliare l'Atlantico settentrionale. Questo dovrebbe costituire una risposta alle azioni russe in Artide.

La Cina, che non è affatto lontana dall'Artide, conferma che quella regione non può appartenere a nessuna e deve diventare un bene comune. Nel 2014 la Cina ha dichiarato di volere diventare una "supernazione polare".

Sullo sfondo del crescente interesse cinese André Ken Jakobsson, professore del Centro di studi militari presso l'Università di Copenaghen, ritiene che non corrisponda più al vero affermare che l'Artide sia un territorio senza tensioni. Basta considerare gli interessi cinesi a investire in Groenlandia che includono una rete di aeroporti locali e la base militare chiusa di Grönnedal.

"Tutti stanno tentando di risolvere la questione senza scontri. Il problema è solo che gli interessi cinesi riguardo alla "Via della seta" marittima si scontrano con quelli americani. Le nazioni che solitamente preferiscono fare affari con gli USA collaboreranno maggiormente con la Cina", afferma.

Secondo lui, il Pakistan è un esempio lampante del fatto che gli USA hanno già capito le intenzioni cinesi.

"Lo stesso accadrà anche in Artide. Gli investimenti negli aeroporti della Groenlandia sono stati solo un innocuo preludio al futuro volgere degli eventi. I cinesi considerano il Mar Glaciale Artico uno snodo dei futuri percorsi commerciali nel quale dovranno contrapporsi alla Russia e ad alcuni membri della NATO. Per questo, la cosa più facile è aggrapparsi alla Groenlandia", osserva Jakobsson.

La Cina come superpotenza artica

Anche i servizi segreti danesi ammoniscono riguardo alle ambizioni cinesi.

"Gli stretti rapporti tra le società cinesi e il partito comunista cinese potrebbero rappresentare rischi importanti per gli enormi investimenti cinesi in Groenlandia", avvertono i servizi segreti danesi nella loro recente stima sui rischi nell'Artide in cui la Cina occupa una posizione di rilievo.

Il servizio di sicurezza danese ha di recente incaricato un responsabile nella capitale della Groenlandia, Nuuk, di monitorare la zona.

Claus Hjort Frederiksen ritiene che l'Artide non sia di fondamentale importanza per la politica estera della Cina. I cinesi sarebbero più interessati all'energia e alle risorse naturali. Infatti, Frederiksen sostiene:

"Chiaramente, non dobbiamo essere ingenui. La Cina è lungimirante e ha un approccio strategico sia ai propri investimenti sia alla presenza sull'Artide".

Il cucuzzolo del mondo

Ad avere pretese sul Mar Glaciale Artico sono diversi Paesi anche se non confinano con il territorio circostante il Polo Nord. Si giustificano sostenendo che quel territorio è un bene comune. Ufficialmente tutti sono concordi nel rendere l'Artide una zona a lieve tensione, ma l'incremento della presenza militare è importante.

Le questioni relative alla spartizione del sottosuolo sono di competenza della Commissione dell'ONU per il diritto marittimo. Si stanno tenendo incontri regolari durante i quali la Danimarca partecipa insieme alla Groenlandia come Regno di Danimarca.

Il Consiglio artico di cui fanno parte le nazioni della regione artica e i loro popoli autoctoni si occupa esclusivamente di questioni di sviluppo civile e di tutela dell'ambiente, ma non di affari militari e di sicurezza. Uno dei suoi membri è anche la Danimarca.

Finora nell'Artico grande attenzione è stata riservata alla Russia. Come osserva Jakobsson, i danesi da tempo lavorano con la Russia e sanno come fare affari con i russi. Inoltre, la Russia ha un'economia più modesta di quella cinese. Dunque, ha meno margine di manovra quanto a investimenti.

Quest'anno la Cina ha presentato una nuova strategia per l'Artide in cui ha definito i propri interessi nella regione. Al momento Pechino sta anche costruendo rompighiaccio e considera l'Artide come prolungamento del grande progetto della "Via della Seta", che dovrebbe collegare la Cina e l'Europa occidentale. Come nazione artica si è presentata anche l'India a cui è stato conferito lo status di nazione osservatrice nel Consiglio artico nel 2013 assieme a Singapore, Corea e Italia. In seguito al Consiglio si è aggiunta anche la Svizzera.

I soldati britannici e la Norvegia

Nemmeno la Gran Bretagna confina con l'Artide. Tuttavia, alcuni mesi fa il governo britannico ha dichiarato di essere al lavoro per elaborare una propria strategia di difesa dell'Artide che, tra l'altro, include il dispiegamento nella Norvegia settentrionale di un contingente di 800 soldati britannici. Questi, insieme ai loro commilitoni norvegesi e olandesi, dovranno sorvegliare le operazioni militari russe nel'Artide, ha dichiarato il ministro della difesa del Paese Gavin Williamson.

Questi ha, inoltre, fatto riferimento alle operazioni dei sottomarini russi e al ripristino di basi militari chiuse dai tempi della Guerra fredda.

"Dobbiamo essere presenti e pronti a difendere i nostri interessi", ha dichiarato Gavin Williamson.

"Sotto il ghiaccio la Russia ha numerosi sottomarini e intende costruire in Artide più di 100 siti militari. I russi avanzano pretese e stanno militarizzando la regione. Dobbiamo essere pronti a risolvere eventuali problemi", ha aggiunto.

La Norvegia e gli USA stanno sfruttando congiuntamente la stazione radar di Vardø. La stazione si trova a nord della Norvegia ed è in corso di ammodernamento. Da lì è possibile controllare buona parte della Penisola di Kola e seguire gli spostamenti della Flotta del Nord e dei missili intercontinentali russi.

Un anno e mezzo fa i caccia russi hanno simulato un attacco a Vardø senza tuttavia violare lo spazio aereo norvegese.

"Un comportamento simile non contribuisce a sviluppare rapporti amichevoli", hanno dichiarato dal Ministero degli Interni norvegese.

La Russia è il maggior investitore

Nessuno investe nell'Artide tanto quanto la Russia. Il Cremlino ha posto l'Artide al centro della propria strategia militare. Quando alcuni anni fa il Ministro della Difesa russo Dmitry Rogozin ha presentato una strategia rinnovata in cui l'Artide era indicata come un'importante regione strategica per la flotta russa.

La Russia sta espandendo sistematicamente la propria presenza nella regione artica. Inoltre, il Cremlino ha annunciato la costruzione di un'intera flotta di rompighiaccio a propulsione nucleare. La costruzione di una sola rompighiaccio può durare fino a 10 anni, per questo si tratta di un progetto a lungo termine.

Il presidente Putin ripete continuamente che è necessario incrementare la presenza militare nella regione. Recentemente è stato creato un Esercito artico con quartier generale a Murmansk, mentre i distretti militari artici hanno subito una riorganizzazione. Sono in costruzioni aeroporti e strade. Sempre più spesso si tengono esercitazioni militari su ampia scala.

Come spesso accade le armi artiche occupano una loro posizione alle parate tradizionali del Giorno della Vittoria in Piazza Rossa a Mosca. In particolare, in quell'occasione vengono mostrati sistemi missilistici con mimetizzazione artica, come osserva Flemming Splidsboel Hansen, collaboratore senior dell'Istituto danese di studi internazionali.

Durante gli addestramenti della NATO Trident Juncture, che si sono tenuti in Norvegia a ottobre, sono giunte voci che la Russia avrebbe distorto le comunicazioni tra i partecipanti. Si suppone che questo riguardi i dirigenti delle divisioni artiche che controllano 3.000 persone.

"La Russia si approccia all'Artide in pompa magna. L'Artide in Russia è un tema importante. Nessun altro Paese artico conferisce così tanta importanza alla regione come la Russia. È uno strascico dell'epoca sovietica quando vi si effettuavano numerose spedizioni. L'Artide ha sempre occupato un posto speciale per i russi", spiega Hansens.

Tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare

Tuttavia, Hansen osserva che la Russia fa la furba quando si tratta dell'Artide. Gli investimenti destinati alle forze armate russe in Artide per il periodo 2015-2020 sono stati ridotti del 94%. Nel 2017 è stato adottato il nuovo piano strategico per la regione per il periodo 2018-2025 che è molto più modesto.

"Alle dichiarazioni di progetti grandiosi in Artide (sia civili sia militari) spesso seguono importanti riduzioni e la stampa internazionale non riserva a questi eventi la dovuta attenzione", spiega.

Inoltre, sottolinea Hansens, la Russia intrattiene buoni rapporti lavorativi con altre parti interessate alla regione, come la Danimarca.

Le controversie riguardo alla suddivisione del Mar Glaciale Artico vengono prese in esame dalla Commissione dell'ONU per il diritto marittimo. Forse la più nota di queste è la contesa sulla Dorsale di Lomonosov lunga 1800 km sulla quale la Russia avanza pretese. Si ritiene che il fondo marittimo lì sia particolarmente ricco di gas e petrolio.

Molti ricorderanno anche l'espressivo evento del 2007 in cui dei sub russi hanno collocato una piccola bandiera russa sul fondo marino del Polo Nord e sulla Dorsale di Lomonosov come a rimarcare la supremazia russa nella regione. Nel 2012 ricercatori russi hanno anche proposto di ribattezzare la regione "Mare russo". Ma la proposta non ha trovato seguito.

Aumentano gli attriti

La Danimarca (come anche il Canada) respinge le pretese della Russia poiché considera la Dorsale di Lomonosov una diramazione della dorsale continentale della Groenlandia. Tali questioni vengono discusse già da anni e la Danimarca prende parte attiva a queste discussioni.

Nonostante le buone intenzioni, il rischio di escalation del conflitto in Artide è grande.

Più se ne parla, più potrebbe scoppiare. Anche i nuovi dirigenti della NATO incaricati della gestione dell'Artide, che dovrebbero garantire buoni rapporti transatlantici in situazioni di crisi, si stanno spostando a nord. Questo potrebbe portare a un ulteriore aumento della tensione tra NATO e Russia, osserva Hansens.

Una serie di ministri degli esteri giustifica gli investimenti danesi in Artide sostenendo che quest'ultima debba rimanere un territorio pacifico anche in futuro. Ma la Danimarca sta rafforzando anche la propria presenza militare per rimarcare la sovranità e rafforzare il controllo sulla regione.

Il Ministro della Difesa Frederiksen osserva che la Danimarca vorrebbe sostenere lo sviluppo pacifico dell'Artide anche in futuro:

"Non possiamo essere ingenui mentre altre nazioni si rafforzano nella regione. Per questo noi e i nostri alleati siamo costretti a riservare costante attenzione allo sviluppo dell'Artide".

Venta Mærsk ha attraversato il PNE senza alcun problema. Ora queste acque controverse attendono nuove avventure.

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NATO, Norvegia, Mar Glaciale Artico, Groenlandia, Cina, USA, Danimarca, Russia, Artide, Artico
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