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05:07 21 Agosto 2019
Okinawa, Giappone. Base militare americana.

Referendum sulla base militare americana in Giappone

© AP Photo / Greg Baker
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Motoyama Jinshiro, presidente di una ONG che si batte perché si tenga il referendum sulla costruzione della base americana di Henoko, è nato nella città di Ginowan nella prefettura di Okinawa nel 1991 e ha conseguito la laurea magistrale all’Università di Hitotsubashi.

"Il 30 settembre durante le votazioni per eleggere il governatore della prefettura di Okinawa il candidato Sakima Atsushi, sostenuto attivamente dal governo di Abe, ha subito una pesante sconfitta e ha vinto invece Denny Tamaki, a favore dello spostamento della base di Henoko al di fuori della prefettura. Mi lascia l'amaro in bocca il fatto che, nonostante questo fosse l'esito del referendum, il 14 dicembre è stata avviata la costruzione del terrapieno a Henoko. Tali azioni ci inducono a dubitare del fatto che il Giappone osservi i principi democratici. Ritengo ormai chiaro che il governo di Abe stia ignorando completamente il volere degli abitanti di Okinawa".

Sputnik: Le opinioni riguardo al referendum di Okinawa sulla costruzione della base americana militare di Henoko sono discordanti. Ad esempio, i Consigli cittadini di Ginowan e di Miyakojima hanno adottato una risoluzione contro il referendum. Come valuta le loro azioni considerato il fatto che lei stesso è a favore di questa votazione?

Motoyama: I cittadini di Okinawa hanno il diritto di avanzare una richiesta diretta. Sono state raccolte le firme e il Consiglio della prefettura ha approvato un progetto di legge per l'organizzazione del referendum sul trasferimento della base militare americana al di fuori dell'isola. Ogni cittadino di Okinawa ha diritto a un solo voto. Temo che con le loro azioni i politici locali privino i cittadini del loro diritto. Noi contavamo dopo l'approvazione del progetto di legge di concentrarci sulle manifestazioni: creare dei filmati e tenere lezioni informative dedicate all'imminente referendum. Non ci aspettavamo la contrapposizione dei Consigli locali che si sono rifiutati di finanziare con parte del bilancio locale l'organizzazione del referendum e siamo profondamente dispiaciuti del fatto che sia accaduto.

Penso che vada data la priorità alla democrazia diretta, cioè alle richieste dirette dei cittadini e non a una decisione presa da un gruppo di persone scelte con ruoli di rappresentanza. Ad esempio, non è possibile emendare la Costituzione senza organizzare un referendum popolare: infatti, nemmeno il consenso di tutti i membri del Parlamento giapponese sarebbe sufficiente per farlo. È imperativo chiedere al popolo. Lo stesso vale per il referendum di Okinawa. Sono convinto che stando alla Costituzione la precedenza vada data al desiderio comune dei cittadini di organizzare o meno un referendum popolare su un tema concreto e non all'opinione dei consiglieri locali.

Nel momento in cui singoli politici rifiutino di organizzare un referendum, si crea una situazione paradossale: invece di difendere i diritti dei cittadini, ne ignorano la volontà. Credo che questo metta in dubbio la loro stessa esistenza come figure pubbliche.

Sputnik: Dall'avvio della costruzione del terrapieno per il nuovo aeroporto militare americano fino all'organizzazione del referendum passeranno circa 2 mesi. Quali azioni intende intraprendere in questo periodo?

Motoyama: Le sedute dei consigli locali si terranno fino alla settimana prossima, dunque continueremo a seguire attentamente l'approvazione dei bilanci. Prevediamo incontri con quei membri dei consigli e con quei sindaci che si rifiutano di finanziare l'organizzazione del referendum. Oltre alla creazione e alla diffusione di volantini, dall'inizio dell'anno prossimo intendiamo tenere lezioni informative e seminari durante i quali convincere i cittadini a partecipare alla votazione.

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Difesa, Base militare, Giappone, USA
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