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10:50 24 Settembre 2019
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Depressione e tentato suicidio: la vita di un sub peruviano dopo un terribile incidente

© flickr.com/ David Haberthür
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Quattro anni fa, quando Alejandro Willy Ramos si tuffò in alto mare per raccogliere dei mitili vicino al vecchio porto di Pisco, in Perù, una nave mercantile recise il tubo dell’ossigeno. Quello sfortunato incidente ha cambiato la sua vita per sempre.

Nel 2014 la vita di Alejandro Willy Ramos era molto diversa. Manteneva la sua famiglia con la pesca di frutti di mare, i suoi quattro figli e i suoi fratelli. Ha lavorato come sub di profondità per oltre 40 anni, ma uno sfortunato incidente ha cambiato la sua vita.

Ramos a raccontato a Sputnik, come "quel giorno lavorava a una profondità di circa 33 metri" quando una nave mercantile, che passava vicino al luogo, recise il tubo di dell'ossigeno e obbligò il subacqueo a nuotare rapidamente verso la superficie.

Incapace di aspettare la decompressione lenta come stabilito dalla procedura, centinaia di bolle di azoto si sono accumulate permanentemente nel petto e nelle braccia. Questa condizione, nota come narcosi da azoto, si verifica quando i subacquei si immergono a profondità superiori a 15 metri e risalgono rapidamente.

​Ed è così che il suo aspetto è cambiato e la sua salute è rimasta pregiudicata. Subito dopo necessitava di una protesi all'anca e di diverse sedute di camera iperbarica, un trattamento che in totale costa circa $100.000.

È così che è nata l'idea di creare un conto presso la Banca del Credito del Perù (BCP), dove le persone potevano depositare donazioni in solidarietà con la situazione dell'uomo. Ma non ha ricevuto molto aiuto in quel modo e dopo più di 10 mesi di trattamento con tutte le analisi completate, Willy ha lasciato l'ospedale dove è stato ricoverato per tornare a casa.

"Circa un mese e mezzo fa sono tornato per stare con i miei figli, il trattamento che ho seguito con le camere iperbariche mi ha aiutato molto con i disagi che avevo, per i dolori della colonna vertebrale, e per l'anca destra: avevo già una protesi ma mi faceva ancora male", ha detto.

Ha spiegato che gli studi medici erano già stati completati e che non riusciva a trovare risposte dove si trovava. Stare in ospedale mi ha solo stressato, era come una prigione, perché è un ospedale militare e avevo perso i miei figli, ha riconosciuto.

Ha anche detto di sentirsi meglio psicologicamente, poiché al momento dell'incidente il colpo più grande è stato per la sua autostima.

"Mi sento già psicologicamente guarito e mi sento bene, ho alcuni dolori articolari e ci sono disagi ma con gli analgesici posso sopportarli. Evito gli incontri, ovviamente sabato sono uscito con alcuni amici ma non è lo stesso, tutti mi guardano, alcuni scherzano in senso buono, in modo sarcastico e io non presto attenzione a loro come prima, ma preferisco stare nella mia stanza, dove i miei nipoti vengono a trovarmi… un piccolo eremita", ha confessato.

Inoltre, le sue condizioni attuali gli impediscono di muoversi e non è stato in grado di tornare al lavoro, così ha smesso di essere il capofamiglia. Qualche tempo dopo l'incidente, Willy ha sofferto di una grave depressione a causa del suo aspetto e ha persino tentato il suicidio.

Ma oggi riconosce di sentirsi "più calmo". "La depressione è praticamente sotto controllo, sono più calmo, vedo la vita in un altro modo, a quel tempo non mi rendevo conto che avevo figli e avevo dei nipoti e una famiglia che mi sosteneva, e quando ho commesso questa follia li ho feriti", ha ammesso.

"Ringrazio il Signore per avermi salvato la vita perché, sinceramente, io stesso non mi spiego come possa stare bene, come ho potuto sopportare così tanto azoto, anche i medici sono sorpresi, com'è possibile che un essere umano abbia sopportato così tanto azoto?", ha detto parlando del suo caso, che fino a ora è unico al mondo.

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Tags:
immersioni subacquee, Malattie, equipaggiamento subacqueo, Sputnik, Perù
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