12:18 29 Novembre 2020
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Molte grandi scoperte capitarono per caso o per un’incomprensione. Non sempre si riuscì a capirne l’importanza subito, ma prima o poi queste permisero all’umanità di fare un enorme passo in avanti. Sputnik vi racconta come gli errori scientifici abbiano cambiato la storia.

La vita brilla di nuovi colori

Fino alla metà del XIX secolo la maggior parte degli europei indossava capi grigi, bianchi e marroni. Non si trattava di una moda o di preferenze personali: semplicemente gli abiti di altri colori potevano permetterseli solamente i più ricchi. La maggior parte dei coloranti proveniva da materiali naturali che si danneggiavano con facilità e, dunque, costavano molto.

Nel 1856 August Wilhelm von Hofmann, professore presso il dipartimento di chimica del King's College di Londra, incaricò il suo studente William Henry Perkin di studiare l'anilina prodotta dal catrame minerale. Lo scienziato sperava di ottenere il chinino che al tempo veniva usato per curare la malaria.

Un perito medico in laboratorio
© REUTERS / Sirpa - Gendarmerie Nationale/F. Balsamo

Invece del composto voluto Perkin ottenne una strana polvere scura. La diluì nell'alcol e notò che diventava viola. Come venne spiegato in seguito, questa polvere riusciva a colorare la seta.

Perkin chiamò la polvere ottenuta mauveina, lasciò la scienza, fondò la prima fabbrica al mondo per la produzione di coloranti artificiali e diventò ricco.

In seguito gli scienziati cominciarono a creare a partire dal catrame minerale coloranti di altri colori e questo pose fine all'industria delle tinte naturali.

Non sempre conviene lavarsi le mani

Nel 1879 il chimico Constantin Fahlberg nel laboratorio dell'Università di Johns Hopkins studiava le proprietà del bitume. Tornato a casa, lo scienziato si dimenticò di lavarsi le mani. Si mise a tavola per cenare, ma il cibo gli parve dolce. Una volta rientrato al laboratorio cominciò a studiare i contenitori in cui aveva effettuato gli esperimenti quel giorno. Scoprì che la sostanza dal gusto dolciastro che si era sparsa sulle sue dita era il prodotto di una miscela di diverse sostanze.

Lo scienziato lo chiamò saccarina e dopo alcuni mesi insieme al collega Ira Remsen pubblicò un articolo sulla sintesi della nuova sostanza. La comunità scientifica, tuttavia, accolse la scoperta in maniera molto cauta. Solo quando nel 1884 Fahlberg brevettò la formula chimica della saccarina e ne avviò la produzione industriale, il dolcificante artificiale divenne sorprendentemente popolare. I medici lo prescrivevano per il mal di testa, l'obesità e la nausea e dal 1907 cominciarono a consigliarne l'assunzione ai diabetici come sostituto dello zucchero.

Raggi misteriosi

Wilhelm Conrad Röntgen studiava le scariche elettriche e le proprietà dei raggi catodici in tubi di vetro sottovuoto rimanendo spesso fino a tardi al lavoro. Questo successe anche l'8 novembre del 1895 quando, uscendo dal laboratorio di sera, notò uno strano bagliore. Questo illuminava uno schermo di cianuro di bario dietro al quale si trovava un tubo catodico: il fisico aveva dimenticato di spegnerlo una volta finito l'esperimento. Röntgen spense il tubo e la luce scomparve.

Armi chimiche
© Sputnik . Pavel Lisitsin

Questo fenomeno suscitò tanto interesse nello scienziato che cominciò a fare esperimenti. Mise davanti al tubo diversi oggetti e verificò se questi riflettessero la luce o la lasciassero passare. Alla fine Röntgen mise la propria mano davanti al tubo e notò che questa traspariva sull'immagine proiettata sullo schermo.

Dopodiché lo scienziato sostituì il tubo con una lastra fotografica e ottenne il primo raggio X. Fu la fotografia della mano di sua moglie che poi fece il giro del mondo. Nel 1901 Röntgen ricevette il Premio Nobel per la fisica per la sua scoperta.

Altri vantaggi dello sporco

Il batteriologo scozzese Alexandr Fleming era famoso per la sua trascuratezza. Nel suo studio sostanze chimiche, strumenti e cibo erano disposti alla rinfusa, mentre le capsule di Petri (recipienti da laboratorio impiegati per le colture di batteri) venivano pulite molto raramente. Proprio tali condizioni permisero a Fleming di effettuare due grandi scoperte, una delle quali portò a una vera e propria rivoluzione della medicina. 

Inizialmente nel 1922 lo scienziato, raffreddatosi, starnutì in una capsula di Petri in cui cresceva una coltura del batterio Micrococcus lysodeicticus. Dopo un po', Fleming si ricordò di questo recipiente e decise di controllarlo. Notò che tutti i microbi in esso presenti erano morti. Così Fleming scoprì una nuova sostanza con potere antibatterico, il lisozima.

Nell'inverno del 1928 dopo essere mancato per un mese dal suo laboratorio, lo scienziato vi tornò e su una delle piastre con delle colture di stafilococco osservò la presenza di muffe.

Uno studio più ravvicinato svelò che si trattava dei funghi Penicilium notatum e che non vi erano più microbi nel recipiente. Fleming stabilì che la muffa aveva creato una sostanza in grado di uccidere i batteri. Sei mesi dopo riuscì a isolarla e la chiamò penicillina. Così cominciò l'epoca degli antibiotici.

Prima della Seconda guerra mondiale la penicillina, in grado di curare varie malattie, dalla polmonite alla tubercolosi, salvò circa 200 milioni di vite. Per la sua scoperta Fleming nel 1945 ricette il Premio Nobel.

Un farmaco del cuore cura l'amore

Il primo farmaco della storia per la disfunzione erettile venne creato in maniera del tutto casuale. Negli anni '90 i collaboratori della società farmaceutica Pfizer lavoravano alla creazione di un farmaco per combattere l'angina pectoris e le ischemie.

I ricercatori intendevano ottenere una sostanza che inducesse i vasi sanguigni ad espandersi poiché in caso di angina pectoris il cuore soffre per la mancanza di ossigeno.

Ma i test clinici fallivano: o il farmaco UK-92480 non aveva alcun effetto o l'effetto era troppo breve e la sua assunzione prolungata provocava nei soggetti volontari dolori muscolari.

Le compresse avevano anche un altro effetto collaterale al quale i ricercatori inizialmente non avevano prestato molta attenzione: alcuni giorni dopo l'assunzione i volontari registravano un miglioramento dell'erezione. Anche nei casi in cui gli uomini non ricordavano quando ne avessero avuta una l'ultima volta.

La società organizzò nuovamente dei test clinici (questa volta con esito positivo) ai quali presero parte circa 3.000 volontari. All'inizio del 1998 il farmaco venne commercializzato con il nome di Viagra.

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Medicina, scienza, Curiosità
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