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15:26 23 Settembre 2019
Foto dell'occhio spaziale fatta con il telescopio Hubble.

Universo, possibile presenza di esopianeti ricchi di pietre preziose

© Foto: ESA/Hubble & NASA
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È possibile che nell’universo esistano esopianeti composti per lo più costituiti da pietre preziose, come rubini e zaffiri. Lo riporta oggi la rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society.

Sulla Terra le pietre preziose sono rare e per lo più nascoste nel sottosuolo. Nello spazio, invece, ci possono essere le condizioni per la formazione di grandi quantità di pietre preziose. Dipende soprattutto dalla distanza a cui si è formato un determinato pianeta dalla sua stella. Se questo si verifica a una distanza significativa dalla stella, gli elementi come silicio, ferro e magnesio sono condensati dall'inizio, e il pianeta sarà simile per composizione a Mercurio, Venere, Terra o Marte; Se il pianeta si forma vicino alla stella, in condizioni di temperature molto più elevate, altre sostanze si condensano e la composizione del pianeta si rivelerà diversa.

Gli scienziati sostengono l'esistenza di esopianeti, più grandi della Terra, in termini di dimensioni e massa, ma abbastanza simili per composizione e densità. Questi pianeti si sono formati molto vicino alla loro stella. Per questo motivo, invece di ferro saranno ricchi di calcio e alluminio; mentre il loro mantello sarà composto di allumina cristallina, la materia base di rubini e zaffiri.

Un team di ricercatori svizzeri e britannici ha anche identificato tre esopianeti che potrebbero appartenere a questa classe: HD 219134 b, situato a 21 anni luce di distanza dalla Terra; 55 Cancri e, a 41 anni luce; e WASP 47 e a 870 anni luce di distanza. Il primo ruota intorno al suo sole in tre giorni, mentre gli altri due in appena 18 ore.

Secondo le simulazioni computerizzate, questi pianeti sarebbero privi di nucleo, e di conseguenza non dovrebbero avere campi magnetici. La loro densità media dovrebbe essere inferiore del 10-20% rispetto a quella della Terra. Questa differenza è evidente, ma la probabilità di un errore nel determinare i parametri degli esopianeti conosciuti è ancora elevata e non consente di verificare accuratamente le previsioni del nuovo modello.

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esopianeti, Universo, Ricerca scientifica
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