16:35 22 Maggio 2019
Un metallurgo

Com’è nato il maggiore giacimento di ferro della Siberia? Rispondono i geologi

© Sputnik . Alexandr Kondratuk
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Geologi russi e indiani hanno spiegato che la Mina di ferro di Bakchar, la maggiore della Siberia, si è formata in seguito a circostanze insolite che gli scienziati non si aspettavano. Le loro conclusioni sono state presentate sulla rivista Marina and Petroleum Geology.

"Fino ad ora non si sa con certezza da dove venga tutto questo ferro. La teoria più nota sostiene che sia stato trasportato dal mare tramite erosione di antiche rocce. Ma uno studio approfondito della situazione geologica e delle rocce del giacimento ci ha permesso di discordare con tale teoria", spiega Maksim Rudmin del Politecnico di Tomsk.

Una delle maggiori mine di ferro russe, sita nei dintorni del villaggio di Bakchar, è stata scoperta per caso a metà del secolo scorso durante le ricerche di giacimenti di petrolio e altri idrocarburi.

Stando alle stime geologiche attuali, la mina contiene circa 29 miliardi di tonnellate di ferro di ottima qualità già esplorate e altre 110 previste. Questo la rende il giacimento di ferro più grande in Russia. Sebbene la mina sia stata scoperta più di mezzo secolo fa, l'attività di estrazione è cominciata solamente nel 2007.

Gli scienziati, come osserva Rudmin, da tempo dibattono su come siano comparsi questi enormi depositi di ferro. La maggior parte dei ricercatori ritiene che si siano formati in seguito a fuoriuscite di magma o ad altri processi sotterranei come successo nella Mina di Kovdor o nell'Anomalia magnetica di Kursk.

Il fatto è che circa 90 milioni di anni fa quasi l'intero territorio dell'attuale Siberia occidentale era ricoperto da un mare poco profondo. Nelle decine di milioni di anni che seguirono sul suo fondo si formarono spessi strati di rocce sedimentarie all'interno dei quali comparvero tutti i futuri giacimenti di gas, petrolio e altri idrocarburi che estraiamo oggi.

La maggior parte dei geologi ritiene che il ferro sia finito in questi sedimenti grazie all'attività fluviale in seguito all'erosione di rocce già esistenti e all'accumulo dei loro resti sul "fondo" della futura Siberia occidentale. Questa teoria, però, come spiegato da Rudmin, presenta incongruenze e difetti.

Gli scienziati sono giunti a questa conclusione studiando la formazione e l'evoluzione di questo giacimento dai tempi dei dinosauri e analizzando la sua composizione chimica.

È risultato che attorno alla mina di Bakchar non vi sono tracce di potenziali falde "donatrici" dalle quali i minerali ferrosi sarebbero potuti fuoriuscire e, grazie all'attività fluviale, finire nel fondo marino. In modo analogo, gli scienziati non hanno trovato nessuna traccia di fiumi che potrebbero aver trasportato queste rocce verso il mare.

Inoltre, questi stessi minerali contenevano bollicine di metano e quantità insolitamente elevate di metalli rari, vanadio, bario e altri elementi relativamente rari che non potrebbero esistere in pietre sedimentarie "fluviali". Ancor meno chiaro è il fatto che i confini della mina di Bakchar non sono cambiati con il mutare dell'antico mare.

Tutte queste osservazioni hanno indotto gli scienziati a pensare che la mina di Bakchar sia nata in seguito all'attività di altri flussi d'acqua e di fonti geotermali sotterranee. Le rocce da essi formate, osserva Rudmin, contengono quantità simili di elementi rari e metano. Se futuri studi sulla mina di Bakchar confermeranno la teoria del Politecnico di Tomsk, si potranno riconsiderare le metodologie di ricerca non solo di mine di ferro simili a questa, ma anche di giacimenti di altro tipo (ad esempio, di zinco e di piombo).

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giacimento, geologia, Siberia, Russia
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