09:35 21 Maggio 2019
Kim Jong Un e Moon Jae-in

La tanto attesa visita di Kim Jong-un a Seul

© AP Photo / Korea Summit Press Pool
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Inizialmente questa notizia ha suscitato in molti osservatori sudcoreani e non solo una vera e propria euforia. È per caso uno scherzo che per la prima volta dal 1948 un leader della Corea del Nord visita Seul?

È un vero e proprio sviluppo nelle relazioni fra le due Coree al quale seguirà probabilmente la firma di un trattato di pace e di disarmo nucleare. E da lì a unificare le due Coree poco ci manca. Così la pensano gli esperti più ottimisti. Ma, come spesso capita con i progetti in cui è coinvolta Pyongyang, raramente le cose vanno lisce.

Alcuni autorevoli quotidiani basandosi su loro anonime fonti governative hanno confermato che il leader nordcoreano si recherà a Seul o il 12 o il 18 o il 22 dicembre. L'amministrazione del presidente della Repubblica coreana si ormai stancata di smentire queste informazioni.

La Corea del Nord, dal canto suo, alimenta questo mistero perché non ha ancora rivelato i progetti del suo leader. Questi, lo ricordo, durante il terzo incontro con il presidente sudcoreano Moon Jae-in a Pyongyang ha promesso di recarsi a Seul "nel prossimo futuro". Come in seguito precisato da Moon Jae-in questa espressione voleva dire "entro la fine del 2018".

Ora che mancano solo 2 settimane all'inizio del 2019 si può confermare con una buona dose di certezza che Kim Jong-un non si recherà a Seul prossimamente. Se ci atteniamo ai comunicati dell'amministrazione di Moon Jae-in, per la preparazione di questo vertice serviranno almeno un paio di mesi.

Una situazione scomoda

Come è emerso di recente, Pyongyang non ha proprio dato alcuna risposta ufficiale all'invito ricevuto.

L'amministrazione di Moon ha avviato la preparazione alla visita alcune settimane fa e sulla sua residenza a Seul è stato esposto un grande manifesto raffigurante i due leader che si stringono la mano.

Se Kim Jong-un non si recherà a Seul entro la fine di dicembre, sarà molto imbarazzante per Moon Jae-in considerato l'entusiasmo manifestato da tutti e, in particolare, dal collega americano Donald Trump.

La bandiera della Corea del Sud
© Sputnik . Ramil Sitdikov
Tuttavia, la situazione creatasi è ben lungi dall'essere casuale. Il rinvio della visita potrebbe complicare la preparazione al secondo vertice tra USA e Corea del Sud che, secondo le previsioni, si terrà a gennaio o febbraio del 2019.

Moon Jae-in è fra i presidenti sudcoreani il sostenitore più attivo dell'avvicinamento e della successiva unificazione con la Corea del Nord sebbene il suo Paese sia uno stretto alleato degli USA. In tal senso gli approcci di Seul e di Washington sono completamente discordanti.

Gli USA di Trump sono focalizzati sugli sforzi sanzionatori inflitti alla Corea del Nord per obbligare nel più breve tempo possibile Kim Jong-un a rinunciare ai propri armamenti nucleari. La Corea del Sud di Moon desidera anch'essa il disarmo, ma ricorda che è un processo lungo che non può essere effettuato boicottando un Paese.

Moon dall'aprile del 2018 ha incontrato Kim già tre volte. Proprio grazie ai suoi sforzi è riuscito a organizzare il vertice dei leader di USA e Corea del Nord a Singapore. Un altro incontro su cui vengono riposte grandi speranze è il quarto vertice fra le due Coree. Si ritiene che questo incontro permetterà di superare lo stallo creatosi nei negoziati sul disarmo nucleare fra USA e Corea del Nord.

Tuttavia, né Pyongyang né Washington hanno molto fretta, il che pone Moon Jae-in in una posizione scomoda. Trump ha detto che probabilmente incontrerà Kim Jong-un a gennaio o febbraio, ma al contempo non vuole perdere tempo con i nordcoreani.

Fra Pyongyang e Washington

Prima che si tenesse il secondo incontro di Trump con Kim, l'amministrazione USA desiderava ottenere garanzie sul fatto che la Corea del Nord avrebbe presentato prove più convincenti del suo disarmo completo: ad esempio, dichiarando agli ispettori stranieri tutte le testate nucleari in suo possesso.

Al tempo stesso i nordcoreani richiedono che prima della presentazione della loro lista di testate e dei luoghi in cui sono dislocate gli USA adottino "misure per stabilire la fiducia" firmando, tra l'altro, un trattato di pace con la Corea di Nord in cui si pongono le basi per le future relazioni diplomatiche e si diminuiscono le sanzioni.

Le posizioni delle due parti sono così discordanti che senza la mediazione di un terzo partecipante non sarà possibile giungere a un accordo. Proprio questo è il ruolo che contava di svolgere Moon Jae-in: appianare le controversie, raggiungere un consenso e avviare il dialogo. Tuttavia, Moon è affondato già subito dopo l'incontro di Kim e Trump a Singapore dove le parti hanno firmato una dichiarazione nella quale il leader della Corea del Nord ha promesso in modo vago di "impegnarsi per il completo disarmo della penisola coreana".

Oltre agli obiettivi di politica estera, Moon Jae-in ha estremo bisogno della visita di Kim Jong-un per interrompere la sua lenta, ma inesorabile perdita di consenso popolare.

Gli incontri con il partner nordcoreano gli hanno permesso di incrementare il proprio consenso di 15-25 punti percentuali. Dopo il primo vertice fra le due Coree il livello di popolarità di Moon è balzato all'80% e anche dopo il secondo e il terzo incontro questo livello ha subito un incremento significativo. E ora che la popolarità del presidente, a causa dei problemi economici e sociali, è scesa al suo minimo storico (il 48%), Kim Jong-un potrebbe rivelarsi l'unica persona in grado di salvarlo.

In qualunque caso i sudcoreani attendono con impazienza la visita del leader nordcoreano a Seul. Secondo i sondaggi è più del 60% dei sudcoreani a volerla. Nelle ultime settimane a Seul si è anche tenuta una serie di manifestazione a sostegno della visita di Kim Jong-un.

Nonostante il pessimismo generale riguardo alle prospettive di una visita di Kim a Seul entro la fine di dicembre, non è possibile escludere del tutto la possibilità di una tale visita. In fin dei conti, si avvicinano il Natale e l'Anno nuovo, cioè il periodo dell'anno in cui accadono i miracoli.

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Visita, incontri, Moon Jae-in, Donald Trump, Kim Jong-un, Singapore, Corea del Sud, Corea del Nord, USA
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