03:48 19 Gennaio 2019
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Centinaia e migliaia di marinai caduti in mare, anni di ricerche e l'eterna infamia di "nave-fantasma": da quando l'uomo ha cominciato a solcare i mari, gli oceani hanno portato via molte vite.

Con lo sviluppo dei mezzi di comunicazione e di radiolocalizzazione è diventato più semplice rintracciare e prestare soccorso alle imbarcazioni in difficoltà. Ma sparizioni inspiegabili si verificano anche oggi e alcune navi vengono ritrovate solo dopo anni. Sputnik vi presenta un gruppo di 5 navi che sono finite chissà dove.

Il sottomarino San Juan

I collegamenti con il sottomarino diesel San Juan vennero persi il 15 novembre del 2017, 4 giorni dopo la sua uscita in mare. In quel momento di trovava a 430 km dalla costa. Durante l'ultima connessione dal sottomarino furono evidenziati problemi alle batterie di accumulo che si erano riempite di acqua tramite il sistema di ventilazione. A bordo si verificò un incendio e la nave cominciò ad affondare. L'equipaggio del San Juan non diede più segnali.

Alle ricerche del sottomarino affondato parteciparono decine di navi e arei fra cui anche la Yantar, nave oceanografica della Marina militare russa. Il governo argentino proclamò anche che avrebbe conferito una ricompensa di 3,5 milioni di dollari a chi avesse trovato informazioni sulla nave affondata. Ma il San Juan venne trovato solamente un anno dopo a una profondità di più di 900 metri a 500 km dalla costa. Ad oggi ancora non è stata stabilita la ragione esatta dell'incidente.

A bordo si trovavano 44 marinai, fra cui la prima donna argentina in un sottomarino, Eliana Maria Kravchik. Al momento si sta decidendo se riportare in superficie il sottomarino o se ufficiare per quest'ultimo dei funerali militari.

Imbarcazione Copenaghen

La nave scuola danese a 5 alberi Copenaghen fu costruita nel 1921 in Scozia. La storia della nave affondata insieme a tutto l'equipaggio generò numerose leggende. La Copenaghen era considerata uno dei velieri più resistenti e sicuri.

Solo 6 erano le imbarcazioni al mondo con caratteristiche simili. Lo scafo della Copenaghen era in acciaio di grande qualità, per la sua costruzione sono state impiegate le tecnologie più avanzate per il tempo. A bordo furono collocati un generatore di elettricità e una stazione radio. I verricelli erano dotati di motore elettrico.

La nave venne impiegata non solo come vettore, ma anche come nave scuola. Infatti, nell'ultima sua traversata i membri dell'equipaggio (in tutto 61 persone) erano perlopiù cadetti. Nel dicembre del 1928 la nave salpò da Buenos Aires per non tornare mai più. La Copenaghen era diretta a Melbourne, in Australia. La traversata sarebbe dovuta durare un mese e mezzo lungo un percorso ben noto e non particolarmente complicato. Ma già una settimana dopo la partenza la nave smise di dare segnali. Se ne cercò la carcassa per un anno intero, senza risultati.

L'imbarcazione sparì senza lasciare traccia. La Commissione d'indagine sulle catastrofi è giunta alla conclusione che la nave sarebbe affondata in seguito a eventi naturali imprevisti. Ma rimane senza risposta un quesito: come ha fatto la catastrofe a verificarsi così velocemente da non dare la possibilità all'equipaggio di dare un segnale d'allarme nonostante tutta l'apparecchiatura necessaria presente a bordo?

Il sottomarino S-117

La scomparsa del sottomarino sovietico S-117 Shuka nel dicembre del 1952 è quella più misteriosa nella storia russa. Il sottomarino era in servizio nella Flotta del Pacifico dalla metà degli anni '30 (allora si chiamava Sh-117). Durante la Grande guerra patriottico lo Shuka non prese parte agli scontri con le navi nemiche ed effettuò solamente un'uscita militare nell'agosto del 1945. A metà di dicembre del 1952 venne impiegato per gli addestramenti di brigata nel Mare di Ochotsk e svolse il ruolo di ricognitore. Il sottomarino uscì in mare da solo, prima delle altre navi. L'ultimo segnale ricevuto risale al 15 dicembre.

Furono formulate alcune ipotesi sulla sparizione del sottomarino. Una di queste fu lo scontro con la motonave Gornozavodsk. Ma dopo aver esaminato questa nave e interrogato l'equipaggio non fu trovata alcuna conferma. Furono passate al vaglio anche teorie su eventuali problemi tecnici e sull'esplosione di una mina. Ma non sono state registrate esplosioni nell'area di navigazione dello Shuka e non sono state nemmeno trovate tracce di carburante.

Inoltre, è stata considerata la teoria di un attacco dello Shuka da parte di un sottomarino della Marina militare statunitense poiché al tempo erano all'ordine del giorno incidenti tra militari sovietici e americani con ricorso alle armi. Ma la Commissione rigettò anche questa teoria. L'S-117 e i suoi 52 marinai sono ancora oggi deceduti per cause ignote.

La nave da crociera Lyubov Orlova

La nave da crociera sovietica Lyubov Orlova venne costruita nel 1976 in Jugoslavia e fino al 1999 fece parte della Far Eastern Shipping Company Group. La nave trasportava passeggeri a Sakhalin, in Kamchatka, lungo le coste del Territorio del Litorale e in Giappone. Dopo che la nave fu venduta a una società straniera, passò di proprietario in proprietario varie volte e fu addirittura confiscata causa bancarotta. Alla fine nel 2012 l'ennesima società l'acquistò e decise di rimorchiarla dal Canada fino in Repubblica Dominicana per ricavarne del metallo.

Ma durante il trasporto a causa di una forte tempesta sull'Atlantico si ruppe una fune del rimorchio. Dal 24 gennaio del 2013 la Lyubov Orlova è diventata un'ingestibile nave-fantasma ed è ormai in balia dei venti e delle correnti. Da allora sui media si parla regolarmente del luogo in cui si troverebbe l'imbarcazione, ma nessuna conferma è mai arrivata. A novembre del 2018 sembra che la carcassa della nave sia stata rinvenuta al largo della California. Alcuni media occidentali parlavano di orde di roditori cannibali a bordo della nave. Ma gli esperti hanno confutato queste affermazioni perché una nave in pochi anni non può diventare un'isola. A quanto pare, se la Lyubov Orlova non è affondata, continuerà a solcare gli oceani.

La USS Cyclops

Il più grande mezzo di trasporto della Marina militare statunitense, la USS Cyclops, nel marzo del 1918 affondò senza lasciare traccia nel Triangolo delle Bermuda. A bordo della nave lunga quasi 170 metri e carica di 11.000 tonnellate di manganese vi erano più di 300 persone. La maggior parte dei passeggeri erano vacanzieri e militari in congedo. Dopo il carico in Argentina la Cyclops salpò dal porto intermedio delle Barbados e si diresse verso Baltimora. Stando all'ultimo comunicato ricevuto, nessuna situazione straordinaria si verificò a bordo e il tempo atmosferico non lasciava presagire nulla di cattivo.

Tuttavia, la Cyclops non diede più altri segnali. Le squadre di salvataggio non furono in grado di trovare né la carcassa né tracce di carburante né le scialuppe né i corpi dei marinai.

L'aspetto più misterioso della faccenda è il seguente: perché l'equipaggio non ha più provato a chiamare i soccorsi e a dare segnali di emergenza? Inizialmente la ragione principale addotta per la sparizione della Cyclops fu il siluramento di un sottomarino tedesco. Tuttavia, questa versione venne definita inconsistente dopo aver verificato gli archivi tedeschi: infatti, in quel momento e in quel luogo non vi erano né navi né sottomarini tedeschi.

Fra le altre teorie si annoverano una insurrezione dell'equipaggio e il conseguente dirottamento dell'imbarcazione, l'esplosione del manganese, un'onda killer o il sabotaggio del capitano che avrebbe permesso ai sottomarini tedeschi di affondare l'imbarcazione. Nessuna di queste teorie è stata confermata e la scomparsa della Cyclops resta quella più misteriosa nella storia della marina americana. 

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scomparsa, Navi, USA, Argentina, Giappone, Russia, Scozia, Danimarca
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