22:02 21 Aprile 2019
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Repubblica Ceca svilupperà drone che non le servirà

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La Repubblica Ceca ha aderito al progetto per produrre un velivolo senza pilota militare europeo di classe MALE (Medium-Altitude Long-Endurance). Il drone monitorerà gli oggetti volanti a media quota, ma può anche essere armato con missili. Perché la Repubblica Ceca prende parte ad un progetto del genere?

Lo sviluppo del drone da combattimento di classe MALE (Medium-Altitude Long-Endurance) è iniziato nel 2009 come progetto Talarion, successivamente trasformato nel programma MALE RPAS (Medium Altitude Long Endurance Pilotate Aircraft System). A questo progetto comune lavorano imprese spagnole, tedesche, francesi e italiane. Recentemente si è aggiunta una società della Repubblica Ceca.

Quali compiti verranno assegnati al drone? Prima di tutto deve rilevare gli obiettivi e monitorarli, pertanto avrà un'autonomia di volo maggiore. Anche se in tempo di pace il suo compito principale è quello di pattugliare i confini dell'Unione Europea, può inoltre essere equipaggiato con diversi armamenti d'aviazione.

Sputnik ha parlato del progetto del drone europeo e del ruolo della Repubblica Ceca con l'ex militante del partito KSČM e membro della commissione Difesa della camera bassa del Parlamento ceco Stanislav Mackovík.

La Repubblica Ceca è entrata a far parte del progetto del drone europeo EuroDrone. Questa partecipazione è proficua per l'industria della difesa della Repubblica Ceca?

— Ad oggi la partecipazione della Repubblica Ceca a questo progetto è piuttosto di facciata. In questo caso devo letteralmente citare il comunicato stampa del ministero della Difesa della Repubblica Ceca, in cui si afferma quanto segue: "Sono in corso trattative sul progetto europeo MALE RPAS (Medium Altitude Long Endurance Pilotate Air Systems), guidato dalla Germania e affiancato da Francia, Italia, Spagna e la Repubblica Ceca. Nel ruolo di osservatori ci sono: Belgio, Finlandia, Ungheria, Olanda, Polonia e Portogallo. Si prevede che il suo finanziamento sarà effettuato nell'ambito del Fondo europeo di difesa (EOF)".

Sulla base dei dati disponibili, la Repubblica Ceca dovrebbe prendere parte per scambiare informazioni, esperienza e condividere il parere di esperti. Stiamo parlando di controllori di volo, esperti di diritto, gestione dei progetti e certificazioni. Dovrebbero essere coinvolti anche esperti in sicurezza delle informazioni e ingegneria aerospaziale. In merito alla partecipazione diretta al progetto di qualche società ceca non si sa nulla.

I media hanno solo menzionato che la società Aero Vodochody non ha ancora ricevuto una proposta ufficiale per partecipare al progetto. È ovvio che al momento non si sa nulla della partecipazione delle nostre compagnie di difesa. Molto probabilmente il discorso riguarda la preparazione di una base legislativa e logistica per il dispiegamento dei droni. Ma in futuro non possiamo escludere l'allocazione dei droni in prima linea, ad esempio nei nostri mezzi di ricognizione e navigazione. Ora tutto è principalmente volto a garantire che questi droni possano volare nel nostro spazio aereo. Il nostro ministero della Difesa non partecipa nemmeno finanziariamente al progetto e lo Stato non ha assunto alcun impegno per acquistare i droni per le proprie necessità. Coinvolgere le nostre imprese nel progetto è solo un'ipotesi, ed è impossibile parlare di benefici per la Repubblica Ceca al momento attuale.

Cosa pensa del progetto EuroDrone?

— L'uso di veicoli aerei senza equipaggio per esigenze militari e civili è logico. La tecnologia permette di volare alto, lontano e a lungo. I dati ottenuti sono di alta qualità e possono essere utilizzati in tempo reale. Il progetto stesso è un MALE RPA europeo, il cui primo volo è previsto nel 2023. Nell'ambito di questo progetto, vengono inizialmente effettuati studi biennali, durante i quali devono essere determinate le caratteristiche tattico-tecniche del dispositivo. Il drone dovrebbe essere equipaggiato con due motori e il suo design è stato presentato nell'aprile di quest'anno alla fiera di Berlino. Significa che si tratta più di intenzioni che di fatti concreti.

In sette anni la UE vuole ottenere la tecnologia che gli Stati hanno già all'interno della NATO. Sembrerebbe che si tratti di un discorso di concorrenza con i produttori americani. Ma gli Stati Uniti occupano una posizione dominante, sia nella NATO che nel processo decisionale della UE, in particolare sulle questioni di politica di difesa. Il progetto Eurodron continuerà finché sarà nell'interesse degli Stati Uniti. E' così messa male la politica all'interno della UE.

La Repubblica Ceca ha preso parte al progetto con l'intenzione di acquisire in seguito i droni con uno sconto?

— Nel 2019 dovrebbe essere firmato un accordo di sviluppo comune. Saranno presenti anche rappresentanti della Repubblica Ceca. Per noi il drone progettato è piuttosto grande. Secondo le informazioni disponibili, l'acquisto di droni di queste dimensioni per il nostro esercito non è pianificato. Un sistema così grande per l'intelligence strategica non sarà a buon prezzo, quindi credo che il nostro Paese servirà solo come territorio per il suo dislocamento.

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Scienza e Tecnica, Tecnologia, Difesa, Sicurezza, droni, Aviazione, NATO, Repubblica Ceca, UE
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