23:57 17 Gennaio 2019
Asteroide Bennu

Scoperta acqua “sull'asteroide dell'apocalisse” da sonda della NASA

© NASA. Goddard/University of Arizona
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La stazione automatizzata OSIRIS-REx ha trovato tracce di acqua nei minerali della superficie dell'asteroide Bennu, potenzialmente il corpo celeste più pericoloso del sistema solare.

Questo lo avvicina ad altri asteroidi e comete finora studiate, ha riferito la NASA.

"La presenza di tracce di acqua nei minerali di Bennu aiuterà ad ottenere dati sulla composizione chimica ed isotopica della materia primordiale dei pianeti. Quando i campioni delle sue rocce arriveranno sulla Terra, gli scienziati otterranno molte informazioni sull'evoluzione primordiale del sistema solare", dichiara Amy Simon, collaboratrice dello Space Flight Center "Goddard" della NASA.

Nel settembre 2016 gli esperti dell'agenzia spaziale americana avevano lanciato la sonda OSIRIS-REx nell'orbita terrestre, il cui scopo principale era quello di avvicinarsi e raccogliere campioni dalla superficie dell'asteroide Bennu (1999 RQ36). Ha raggiunto il corpo celeste all'inizio di dicembre, trasmettendo le prime immagini dell'asteroide dell'apocalisse.

Bennu ha una forma simile all'asteroide Ryugu, che la missione giapponese Hayabusa-2 sta attualmente studiando. Nei prossimi sei mesi OSIRIS-REx mapperà la superficie di Bennu, dopodichè gli scienziati determineranno da dove verrà prelevato un campione di circa 60 grammi di terreno dell'asteroide.

Secondo i piani dell'agenzia, la sonda prevelerà il campione del terreno nella prima metà del 2019. Se l'operazione avrà successo, lancerà una capsula con il materiale prelevato verso la Terra. Come previsto dai responsabili alla missione, atterrerà nello Utah alla fine del settembre 2023.

La Simon ha osservato che la sonda aveva fatto le prime scoperte non appena arrivata sull'asteroide. Il suo spettrometro ha trovato sulla superficie dell'asteroide riserve di minerali argillosi contenenti un gran numero di molecole d'acqua.

Tali depositi, secondo la Simon sono distribuiti sull'intera superficie di Bennu. Questo suggerisce che vapor acqueo o persino acqua liquida avrebbero dovuto essere presenti sulla superficie del progenitore dell'asteroide, il più grande "embrione planetario" formatosi all'inizio della nascita del sistema solare.

Le prime immagini di Bennu, come raccontato da Dante Lauretta, direttore della missione OSIRIS-REx, non hanno fornito scoperte sorprendenti. La forma complessiva dell'asteroide, la sua composizione ed altre caratteristiche sono quasi le stesse indicate dalle immagini di Hubble e dai telescopi terrestri.

D'altra parte gli scienziati hanno scoperto che sulla superficie di Bennu c'è una grande "montagna" alta 50 metri e molte pietre. Questo potrebbe complicare la procedura di avvicinamento e il prelievo di campione, tuttavia gli esperti sono fiduciosi di aver successo.

Il primo avvicinamento di OSIRIS-REx con Bennu è prevista a febbraio: per la prima volta, la sonda cambierà l'orbita e riceverà immagini della superficie dell'asteroide da distanza ravvicinata. Per effettuare queste misurazioni gli scienziati stanno analizzando continuamente i dati, cercando di calcolare la massa esatta "dell'asteroide del giorno del giudizio".

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Astrofisica, Scienza e Tecnica, Spazio, asteroide, Acqua, NASA
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