11:41 16 Dicembre 2018
Come potrebbe apparire il primo asteroide interstellare Oumuamua

Il SETI: nessuna traccia di extraterrestri sull’asteroide interstellare

© Foto : ESO/M. Kornmesser
Mondo
URL abbreviato
3 0 0

Le prolungate osservazioni dell’asteroide Oumuamua durante il suo avvicinamento alla Terra hanno portato ad escludere la presenza sulla sua superficie di “qualsivoglia fonte artificiale di onde radio o altri segnali”.

A questa conclusione sono giunti gli astronomi dell'Istituto Search for Extra-Terrestrial Intelligence (Ricerca di Intelligenza Extraterrestre), SETI, che hanno pubblicato un articolo sulla rivista Acta Astronautica.

"Abbiamo cercato di intercettare un qualche segnale che rivelasse la natura extraterrestre di quel corpo celeste. Non abbiamo trovato niente di simile nonostante l'elevata sensibilità dei nostri telescopi. Ad oggi non possiamo escludere con certezza che Oumuamua sia stato creato dagli extraterrestri", racconta Gerry Harp del SETI di Mountain View (USA).

A metà ottobre dello scorso anno il telescopio Pan-STARRS1 ha scoperto il primo corpo celeste "interstellare". Questo corpo venne definito "cometa" ma con riserve, ricevette il nome temporaneo di C/2017 U1 e cominciò ad essere studiato da decine di telescopi terrestri e orbitali.

Prima che lasciasse lo spazio circumterrestre, gli scienziati riuscirono a fare numerose fotografie e a ricavare molti dati sulle sue proprietà fisiche. Questi rivelarono che il corpo celeste in questione è più probabilmente un asteroide e non una cometa. Venne rinominato 1I/2017 U1 e poi ribattezzato Oumuamua, ovvero "esploratore" nella lingua dei nativi delle Hawaii.

In seguito, la singolare forma allungata di Oumuamua e la presenza di grandi quantità di sostanze organiche sulla sua superficie indussero gli scienziati a pensare che in realtà Oumuamua potesse essere il nucleo di una cometa "spenta", un vero asteroide o qualcosa d'altro.

Ad esempio, a inizio novembre gli astronomi di Harvard, partendo dal presupposto che la traiettoria dell'"esploratore interstellare" era mutata in maniera insolita mentre si avvicinava al Sole, ipotizzarono che potesse essere un corpo celeste creato da qualche creatura.

Secondo loro, Oumuamua potrebbe essere un "veliero" interstellare sui generis lanciato dagli extraterrestri verso il Sistema solare. La sua forma singolare gli avrebbe permesso di seguire la rotta e di raggiungere la Terra in alcuni milioni di anni di volo.

Harp e i suoi colleghi verificarono questa ipotesi impiegando i dati rilevati dal radiotelescopio ATA dopo l'avvicinamento massimo di Oumuamua alla Terra (quando questo corpo celeste intersecò l'orbita del nostro pianeta tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre del 2017).

La vicinanza del corpo celeste e la grande potenza di ATA permisero agli astronauti di verificare se sulla superficie dell'"esploratore" interstellare ci fossero fonti anche minime di onde radio la cui potenza superasse di decine e centinaia di volte i cellulari e le radio portatili.

La potenza massima del radiotrasmettitore che sarebbe rimasto invisibile al telescopio è di soli 500 milliwatt, il che è chiaramente insufficiente per stabilire un contatto con la Terra o con altri sistemi planetari.

Secondo Harp, per questo è poco probabile che Oumuamua sia una "sonda interstellare" creata dagli extraterrestri per stabilire un contatto con la Terra. Tuttavia, studiare questo corpo celesti e altri ci permette di capire come sono formati i mondi al di là del Sistema solare e qual è il loro tasso di abitabilità. 

Tags:
asteroide, extraterrestre, scienza, spazio, Extraterrestri, Terra
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik