18:41 18 Dicembre 2018
L'inverno arriva a Novosibirsk

Harvard: al via l’anno prossimo a un esperimento per raffreddare il pianeta

© Sputnik . Alexandr Kryazhev
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Mentre la maggior parte degli esperimenti che consistono nel nebulizzare sostanze chimiche nell’atmosfera per raffreddare il pianeta si basano su modelli computerizzati, quest’esperimento sarà effettuato realmente.

Voci riguardanti questo esperimento si sono diffuse già il mese scorso quando gli scienziati pianificarono di "ingannare" il Sole "con un metodo originale, ma ancora non dimostrato per combattere il cambiamento climatico". Ma fu reso noto che in realtà si trattava solamente di verificare se progetti di geoingegneria solare fossero realizzabili dal punto di vista tecnico ed economico.

Ma quest'occasione fu colta da un altro gruppo di scienziati che desideravano realizzare questi progetti e hanno già fatto passi avanti importanti nel determinare l'influenza della geoingegneria solare su di noi. Il loro esperimento che si aggira attorno ai 3 milioni di dollari potrebbe cominciare già l'anno prossimo.

Il progetto, lo Stratospheric Controlled Perturbation Experiment, SCoPEx, è parte del programma di ricerca Havard's Solar Geoengineering.  Mentre la maggior parte degli esperimenti che consistono nel nebulizzare sostanze chimiche nell'atmosfera per raffreddare il pianeta si basano su modelli computerizzati, SCoPEx sarà effettuato direttamente nella stratosfera terrestre.

Durante l'esperimento un pallone aerostatico entrerà nella stratosfera raggiungendo quota 20 km e rilascerà piccole quantità di carbonato di calcio. Immediatamente questi composti di disperderanno in un'area lunga 1 km e di 100 m di diametro. Poi il pallone aerostatico farà la spola tra la terra e la stratosfera per 24 ore per analizzare il comportamento delle particelle e dei processi innescati nel cielo.

L'obiettivo degli scienziati è vedere se le particelle nell'atmosfera, riflettendo i raggi del solare, possano influire sul raffreddamento della superficie terrestre. L'esperimento in parte ricreerà le conseguenze dell'eruzione del vulcano Pinatubo nel 1991 che portò alla maggiore emissione di gas nella stratosfera dall'eruzione del Krakatoa del 1883. Allora gli esperti rilevarono una diminuzione della temperatura di 0,5°.

Tuttavia, la geoingegneria solare ha anche dei difetti. Alcuni studi dimostrano che la nebulizzazione nell'atmosfera di un'enorme quantità di particelle che riflettono la luce del sole potrebbe avere conseguenze gravi perché influirebbe in modo negativo sul raccolto, sulle condizioni climatiche e sullo strato di ozono. Quest'ultimo fattore è una delle ragioni per cui la squadra di SCoPEx utilizza il carbonato di calcio: i loro precedenti studi hanno dimostrato che questo composto sarebbe più sicuro per la stratosfera.

Anche se gli esperimenti avranno esito positivo e dimostreranno che vale la pena sviluppare la geoingegneria solare, ciò non costituirà una panacea contro il riscaldamento globale. L'umanità continuerà a dover ridurre le proprie emissioni di carbonio poiché questa è la ragione principale dei cambiamenti climatici. Inoltre, la geoingegneria solare non potrà contribuire alla risoluzione di altre questioni correlate come l'acidificazione degli oceani. 

Tags:
esperimento, harvard, Terra
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