11:13 16 Dicembre 2018
Le navi ucraina detenute al porto di Kerch

Putin: sui diari di bordo delle navi ucraine il compito di entrare nelle acque russe

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Incidente nello stretto di Kerch (39)
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Sui registri navali delle navi ucraine fermate nel Mar Nero, c'era la missione di infiltrarsi nelle acque territoriali russe.

È confermato dalla testimonianza dei marinai, ha detto il presidente Vladimir Putin, sottolineando che non sa, se è riuscito a convincere gli altri leader del G20 riguardo la  provocazione ucraina, ma loro hanno reagito con calma.

Nel corso di una conferenza stampa al termine del vertice del G20 a Putin è stato chiesto se è riuscito a convincere gli altri leader riguardo il fatto che sia stata una provocazione da parte dell'Ucraina l'incidente nel Mar Nero.

"La reazione era calma. Non so se li ho convinti, chiedetelo a loro", ha detto Putin.

"Abbiamo esposto la nostra posizione, e non solo la posizione, la cronologia dello sviluppo della situazione. È difficile opporsi a questo. Quali possono essere le obiezioni, se nel diario di bordo c'è scritto direttamente che questi veicoli dovevano segretamente entrare nelle nostre acque territoriali e di nascosto passare lo stretto di Kerch? Che cos'è? È una provocazione pianificata, dai documenti si vede, e dalla testimonianza degli stessi marinai. Tutto qui. Qui non c'è nulla da obiettare", ha aggiunto.


Il 25 novembre le cannoniere ucraine Berdyansk e Nikopol e il rimorchiatore Yany Kapu hanno attraversato il confine marittimo russo. Secondo il servizio di sicurezza federale della Russia (FSB), le navi salparono verso lo stretto di Kerch, un accesso al Mar d'Azov, dove le navi furono sequestrate dalla Russia a causa della mancanza di risposta a una richiesta legittima di fermarsi.

Il 26 novembre a seguito dell'incidente il Parlamento ucraino ha approvato il decreto del presidente Petro Poroshenko di imporre la legge marziale in alcune regioni per 30 giorni.

La Russia ha aperto un procedimento penale per violazione del confine di Stato e ha proposto di discutere la situazione nel Mar D'Azov al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ma la maggioranza dei votanti ha bloccato la richiesta.

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha definito la situazione nello Stretto di Kerch una chiara provocazione: Kiev avrebbe violato le principali disposizioni del diritto internazionale secondo Lavrov. Ha notato che le azioni della Marina ucraina erano molto pericolose e minacciavano il movimento delle navi.

Commentando l'introduzione della legge marziale in Ucraina, Lavrov ha sostenuto che Kiev sta cercando di capovolgere una situazione che viene percepita dalla popolazione sempre più negativamente.

Durante l'incidente nello Stretto di Kerch la Russia ha agito secondo il diritto internazionale e le leggi nazionali, dal momento che ha reagito ad un'invasione di navi da guerra straniere nelle acque territoriali della Russia, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

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