18:04 16 Dicembre 2018
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Cancro al telefono. Il cellulare può provocare patologie oncologiche?

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La paura delle radiazioni invisibili ed estremamente pericolose riguarda molti di noi.

La gente ha paura delle fonti di radiazioni, come i radar, i ripetitori, i trasmettitori e ora anche i telefoni cellulari. Il loro utilizzo è responsabile di diversi mutamenti sull'ambiente circostante (come la scomparsa dei passeri). Ma non abbiamo ancora prove chiare dell'influsso negativo dei telefoni cellulari. Di recente negli USA si è concluso un programma decennale di studio sull'influsso delle radiazioni su ratti e topi. Da un lato, i risultati hanno rilevato un rischio maggiore di tumori cardiaci nei ratti maschi e, dall'altro, un aumento dell'aspettativa di vita degli animali sottoposti alle radiazioni. Cerchiamo di capirne di più.

In piedi, entra la corte!

Nell'ottobre del 2012 la Corte suprema italiana ha soddisfatto le richieste di Innocente Marcolini nei confronti dell'INAIL per il risarcimento di danni alla salute. Marcolini, occupato come Responsabile acquisti, per 12 anni 6 ore al giorno ha utilizzato il telefono cellulare finché i medici non hanno scoperto un tumore al trigemino vicino all'orecchio sinistro. La ragione dell'insorgenza del tumore non è chiara, ma Marcolino sosteneva che fosse dovuto all'utilizzo prolungato del cellulare al lavoro. Il tumore è stato rimosso con successo, ma Marcolini continuava a sentire fortissimi dolori.

La Corte d'assise ha dato ragione al ricorrente, ma i legali dell'INAIL hanno fatto ricorso appellandosi alla conclusione dell'OMS riguardo al fatto che nessun influsso negativo dei telefoni cellulari sull'organismo umano è stato ancora dimostrato. Nel 2010, durante il processo, l'OMS era di quest'opinione. Oggi, invece, ritiene le radiazioni dei cellulari "potenzialmente cancerogene".

La Corte suprema ha emesso la sentenza finale a favore di Marcolini. Gli avvocati dell'Associazione per la Difesa dei Consumatori hanno festeggiato la vittoria perché è stato creato un precedente che permetterà agli utenti di cellulari di richiedere rimborsi per vie legali in caso di insorgenza di tumori. Ma, in generale, va detto che casi simili sono piuttosto rari.

Le opinioni delle parti in questo caso erano in contrasto per evidenti ragioni: ognuna delle parti sfruttavano le fonti che portavano acqua al loro mulino. Nel 2010 sono stati pubblicati diversi studi i cui risultati spiegavano sia che i cellulari sono sicuri sia che potevano avere effetti negativi.

Che tipo di radiazione è?

In che modo le radiazioni elettromagnetiche influiscono sull'organismo umano? Dipende dalla loro intensità e anche dalla lunghezza e dalla frequenza delle onde.

L'unica fonte di onde a bassa frequenza (fino a 1 kHz) che incontriamo nel nostro quotidiano sono radiazioni della rete elettrica artificiale con una frequenza di 50-60 Hz. Queste onde penetrano facilmente nel corpo, ma i campi e i flussi di ioni da loro creati solitamente sono molto deboli e non rappresentano un pericolo. L'influenza delle radiazioni di frequenza fino a 10 MHz è poco studiata vista la rarità di fonti simili.

Molti più studi sono stati dedicati all'influenza delle onde radio (da 10MHz a 300 GHz). Queste sono in grado di penetrare nel corpo inducendo le molecole interessate a ruotare e oscillare. Ciò porta a un aumento locale della temperatura. Radiazioni più intense vengono impiegate per riscaldare, ad esempio con i forni a microonde, per la lavorazione di vari materiali industriali o ancora per le comunicazioni satellitari.

Le onde radio si usano anche negli apparecchi per la risonanza magnetica. Le radiazioni a bassa intensità sono impiegate nei mezzi di telecomunicazione mobili (radio, telefoni, dispositivi Bluetooth e Wi-Fi) e per la creazione di reti wireless.

La radiazione infrarossa occupa un intervallo compreso tra 300 GHz e 429 THz e le sue onde si estendono da 1 mm a 780 nm. Queste radiazioni rappresentano la metà di tutta l'energia solare che raggiunge la superficie terrestre. Fonti di questa energia sono il fuoco, i riscaldatori infrarossi e i termosifoni elettrici. Un'eccessiva esposizione agli infrarossi può portare a ustioni e ipertermia.

Anche la luce visibile fa capo a radiazioni elettromagnetiche. La lunghezza delle sue onde è compresa tra i 780 e i 380 nm. In gran parte viene riflessa o assorbita dalla pelle. Una luce molto forte può danneggiare gli organi della vista.

Circa il 10% dell'energia nello spettro solare è rappresentata da raggi UV, le cui onde sono lunghe tra i 400 e i 100 nm. Gli UV influiscono principalmente sulla pelle e i suoi tessuti. In dosi moderate sono necessari per la biosintesi della vitamina D. In dosi eccessive può provocare ustioni della pelle, danneggiare la retina o la cataratta. Secondo alcuni dati, gli UV potrebbero anche danneggiare il DNA ed essere la ragione dell'insorgenza del cancro della pelle (nel 90% dei casi) e di melanomi.

Armi chimiche
© Sputnik . Pavel Lisitsin
I raggi X e gamma sono ionizzati. Penetrano facilmente nei tessuti e possono provocare ustioni e tumori. Questi raggi sono anche mutageni e possono influire sulla salute della prole.

Nel 2018 il numero di utenti mobili ha raggiunto i 5 miliardi 135 milioni di persone con un aumento del 4% l'anno. Chi possiede più telefoni al mondo sono gli abitanti del Bahrain (229% della popolazione) seguiti dai russi (176%) e dagli svedesi (153%).

Per le comunicazioni mobili nei Paesi europei e asiatici si utilizzano le frequenze del GSM (Global system for Mobile Communications) comprese tra 900 e 1800 MHz: in particolare per la ricezione si usano frequenze da 890-915 a 1710-1785 MHz, mentre per la trasmissione da 935-960 a 1805-1880 MHz. La potenza di radiazione massima dei telefoni cellulari GSM-1800 è di 1 W, mentre per i GSM-900 di 2 W. Negli USA, in Canada e negli Altri Paesi dell'America Latina e dell'Africa si usa un'altra tipologia di GSM (850/1900 MHz) con frequenza di ricezione 824-849 — 1850-1910 MHz e di trasmissione 869-894 — 1930-1990 MHz.

Esperimenti sui roditori

A inizio del 2018 sono stati pubblicati i risultati dello studio sull'influsso delle onde radio su ratti e topi condotto dal Programma tossicologico nazionale statunitense (NTP). Christopher Porter, ex direttore nell'NTP, si è espresso in questo modo riguardo allo studio: "Ad oggi è lo studio più accurato e preciso dell'influsso su organismi viventi delle onde radio emesse dai dispositivi mobili". Cosa si è riusciti a stabilire?

In una pubblicazione precedente, resa nota nel maggio del 2016, si parlava di un leggero aumento dei casi di tumori al tessuto nervoso cerebrale e cardiaco nei ratti maschi dopo esposizione a onde radio.

Nello studio sono stati impiegati 3000 ratti e topi, femmine e maschi, sottoposti a onde radio di frequenze corrispondenti agli standard GSM e CDMA nelle reti 2G e 3G. Gli animali sono stati sottoposti alle onde da quando erano embrioni fino a 2 anni, età che negli umani corrisponde a 70 anni.

Sebbene ogni organo e tessuto dell'organismo possieda un livello proprio di assorbimento delle onde radio, ad ogni modo gli animali sono stati sottoposti interamente a queste radiazioni. Nell'esperimento il livello di assorbimento in media è stato di 1,5 W/kg per 2 anni 9 ore al giorno, un po' meno della potenza massima dei dispositivi mobili che è pari a 1,6 W/kg nell'area circostante il dispositivo. In verità, il telefono emette un'energia così forte solamente in casi in cui la comunicazione con la stazione non è stabile. Ma gli scienziati non si sono fermati a 1,5 W: su alcuni animali hanno impiegato una radiazione il cui livello di assorbimento era di 3-6 W/kg per i ratti e di 2,5-5 W/kg per i topi.

L'autore dello studio, John Bucher, ha dimostrato che l'aumento del numero di tumori del tessuto nervoso cardiaco e in particolare dei neurinomi maligni si osserva nel 6% dei maschi nel gruppo che ha ricevuto la dose massima di radiazioni, mentre negli animali sottoposti a radiazioni controllate non è insorto alcun tumore. I maschi non hanno avuto fortuna solo perché, a differenza delle femmine, hanno più massa corporea e, quindi, assorbono anche più radiazioni. Dunque, l'effetto è stato classificato come "alcuni segnali di attività cancerogena" e nella scienza la definizione "alcuni segnali" viene subito dopo "segnali evidenti".

Inoltre, negli animali sottoposti a radiazioni è stato osservato un effetto interessante, ovvero la riduzione dei casi di insufficienza renale legata all'età che normalmente si registra nei ratti maschi e un aumento dell'aspettativa di vita rispetto al gruppo con radiazioni controllate a seconda della dose di radiazione assorbita. L'unica spiegazione di questo fenomeno al momento è la seguente ipotesi: le onde radio potrebbero esercitare sul corpo un'azione simile alla terapia ad onde corte volta a diminuire l'infiammazione che solitamente compare in seguito a una nefropatia. Proprio questa riduzione dell'infiammazione è stata osservata nel gruppo di ratti sottoposto a radiazione eccessiva e non nell'altro.

Durante lo studio si è osservata anche una riduzione del peso nei neonati ratti, mutazioni nei processi degenerativi di alcune aree del cuore, il danneggiamento del DNA in alcuni tessuti, ma al momento, secondo Bucher, è presto per parlare di importanza biologica di questi effetti.

Secondo gli scienziati, nella produzione di cellulari si osserva la tendenza a ridurre la potenza di emissione perché questo aumenterebbe la durata delle batterie di alimentazione. Per ridurre il livello di radiazioni è necessario aumentare il numero di stazioni radio base grazie alle quali si espande l'area di rete stabile. Abbiamo chiesto a Bucher se avesse cambiato le proprie abitudini d'uso del telefono e se avesse informato i suoi figli dei pericoli ad esso legati. Bucher ha risposto di parlare al telefono come faceva prima e di non aver affrontato l'argomento con i figli.

Nuovi studi

Agli esperimenti sugli animali gli scienziati ricorrono in quei casi in cui studiare i risultati dell'influsso di una data tecnologia direttamente sull'uomo sarebbe impossibile per ragioni etiche. L'applicazione sugli umani dei dati ottenuti dagli esperimenti sugli animali è una pratica comune in tossicologia.

Nel 2007 sono stati pubblicati i risultati di uno studio del gruppo di Lennart Hardell che testimoniano che l'uso del telefono per un periodo di 10 anni o più aumenta il rischio di tumore al cervello. Proprio questo studio è stato addotto come motivo della sentenza della Corte suprema italiana a favore del ricorrente nel caso Marcolini contro INAIL. L'OMS al tempo manteneva una posizione di "ragionevole accortezza". Questa è la posizione che si adotta quando si prendono decisioni su una situazione riguardo alla quale non vi sono dati precisi che confermino la nocività o meno di un fenomeno. 

Nel maggio del 2011 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), parte dell'OMS, ha raccolto in un gruppo di lavoro 31 scienziati provenienti da 14 Paesi del mondo per valutare il legame tra uso del cellulare e insorgenza di un tumore. Dopo discussioni durate una settimana e uno studio approfondito della questione si è concluso che le prove riguardo alla probabilità di insorgenza di glioma o neurinoma del nervo uditivo sono limitate e che i dati riguardanti altre tipologie di cancro sono insufficienti.

L'IARC ha rilasciato una conferenza stampa in cui ha dichiarato: "i dati a disposizione, in continuo aggiornamento, ci permettono di concludere che l'uso di telefoni cellulari è un fattore cancerogeno di classe 2B". In tutto l'IARC suddivide in 5 classi i fattori cancerogeni:

  • 1 — Cancerogeno riconosciuto.
  • 2A — Cancerogeno probabile.
  • 2B — Cancerogeno sospetto.
  • 3 — Limitata evidenza di cancerogenità: assenza di dati.
  • 4 — Non cancerogeno.

Nel 2012 l'OMS ha condotto un grande studio chiamato INTERPHONE dedicato all'influsso dei cellulari sull'organismo umano. Innanzitutto, sono stati considerati i dati relativi al rischio di sviluppare un tumore cerebrale o al collo. Allo studio hanno partecipato i cittadini di 13 Paesi, mentre i dati sono stati raccolti tramite la compilazione di formulari.

Questo studio non ha evidenziato conferme riguardo alla possibilità di sviluppare il cancro in questo modo. Tuttavia, l'OMS non ha cambiato idea sulla possibile cancerogenità delle radiazioni dei cellulari e mantiene la stessa posizione anche oggi.

In realtà, va detto che INTERPHONE non ha considerato i casi di utilizzo quotidiano e prolungato dei dispositivi. In seguito, i detrattori dei cellulari hanno definito INTERPHONE inaffidabile perché tra i finanziatori dello studio comparivano produttori di cellulari e provider di servizi di telecomunicazioni. Tuttavia, queste conclusioni non possono essere considerate fondate poiché la quota principale dei finanziamenti è stata stanziata dall'UE e le società non hanno avuto accesso ai risultati intermedi, non potendo dunque influenzarli.

In un'analisi di coorte condotta in Danimarca sono state messe a confronto le bollette di telefonia mobile di 35.800 utenti e i dati di patologie oncologiche del Registro danese di patologie oncologiche. L'analisi non ha evidenziato legami tra la salute dei possessori di telefoni cellulari da più di 13 anni e l'insorgenza di tumori o neurinomi del nervo acustico.

Sono stati condotti numerosi altri studi minori i cui dati sono contrastanti come nel caso dello studio sugli animali.

La maggiore banca dati di questi studi condotti tra il 1995 e il 2017 è l'EMF-portal. Al momento questa banca dati contiene diverso materiale che potrebbe sostenere sia la tesi della nocività dei cellulari sulla salute umana sia la tesi contraria. Curioso è uno studio che ha evidenziato un effetto curativo della radiazione elettromagnetica. È risultato che questa diminuirebbe il deposito delle placche dell'amiloide, muterebbe la circolazione sanguigna nel cervello e migliorerebbe alcune funzioni cognitive nelle cavie anziane colpite dall'Alzheimer.

Esiste anche il gruppo BioInitiative che sta conducendo uno studio statistico basato su un campione di 325 articoli medici dedicati all'influsso delle onde radio sul sistema nervoso. Secondo questi dati, nel 72% dei casi i ricercatori hanno definito quest'influsso negativo e solo nel 28% dei casi innocuo. BioInitiative sta insistendo perché i produttori e i venditori di cellulari informino gli acquirenti sui possibili rischi.

L'opinione dell'esperto

Anton Barchuk, docente dell'Università di Tampere e presso il Centro nazionale russo di studi oncologici N. N. Petrov del Ministero della Salute

L'inclusione delle onde radio dei telefoni nella lista di cancerogenità classe 2B è un fattore eloquente: è necessario studiare il legame tra telefoni cellulari e sviluppo del cancro. Per questo è necessario un approccio critico: se questo fenomeno non venisse inserito tra i "probabili cancerogeni", non si continuerebbe a studiarlo.

Secondo il mio collega, il professore di epidemiologia Anssi Auvinen, autore di varie opere e pubblicazione riguardo all'effetto della radiazione sulla salute, per la radiazione ionizzante sono stati trovati e dimostrati meccanismi cancerogeni piuttosto precisi. Vi sono moltissimi studi che dimostrano la presenza di un legame di causa-effetto. Tuttavia, la maggior parte degli studi sulle radiazioni non ionizzanti non dimostrano alcun effetto, alcun legame e l'eventuale meccanismo di cancerogenesi non è ancora chiaro. Due grandi analisi di coorte condotte in Gran Bretagna e in Danimarca non hanno dimostrato un aumento del rischio di sviluppare un tumore cerebrale. I risultati di un altro studio, chiamato COSMOS, saranno pubblicati fra un paio d'anni.

Se ci fosse un qualche effetto, avremmo osservato un incremento sensibile del numero di malati 10-15 anni dopo la diffusione delle telecomunicazioni mobili, ma al momento non stiamo vedendo nulla di simile. Il parametro standard di incidenza è rimasto più o meno lo stesso: circa 5 casi ogni 100.000 persone. Dall'altro lato, la maggior parte di studi che evidenziano un legame positivo sono pubblicati dall'oncologo svedese Lennart Hardell. Vista la stragrande maggioranza di opinioni scientifiche riguardo alla mancanza di una correlazione, la sua opinione radicale riguardo al contrario rimane marginale.

Ad ogni modo studiare l'influenza dei telefoni sullo sviluppo del tumore negli umani è molto difficile. Non possiamo concedere il telefono ad alcuni, sottrarlo ad altri, e altri ancora costringerli a parlare per ore con il telefono attaccato all'orecchio. Non è etico ed è materialmente impossibile. Per questo tutti gli studi in questo settore sono di osservazione: registriamo chi parla di più al telefono e chi parla di meno, poi confrontiamo questi dati con quelli relativi all'insorgenza di tumori cerebrali. Non possiamo, come nel caso dei topi, prendere una delle "vittime", sottoporla a radiazioni e l'altra no.

Liver cancer
© East News / Science Photo Library
Per questo i risultati degli studi sugli umani sono meno precisi. I problemi possono essere casuali (pochi partecipanti allo studio) o sistemici (i partecipanti non sono in grado di ricordare precisamente per quanto tempo parlano al telefono). Ad esempio: nel grande studio internazionale INTERPHONE più lo stadio del tumore dei pazienti che intervistavano era avanzato, più spesso questi esageravano con il numero di telefonate e di tempo passato al telefono perché forse inconsciamente tentavano di trovare una ragione alla loro patologia. Invece, coloro senza tumore dicevano di usare meno spesso il telefono. La presenza di un tumore può influire sui ricordi di una persona che potrebbe non ricordare più su quale orecchio teneva il telefono. 

In futuro, per gli scienziati sarà sempre più difficile stabilire un eventuale legame: al momento è quasi impossibile trovare una persona che non usa il telefono, per questo non sarà mai possibile creare un gruppo ideale di "cavie" umane. Un problema riguarderà anche la modalità di utilizzo del telefono: sempre più spesso lo si tiene vicino agli occhi e non all'orecchio. Come stabilire una relazione tra la comparsa di un tumore e una potenziale fonte di radiazioni vicina alla testa quando in realtà non la si tiene più vicina alla testa?

Cosa potrebbe essere d'aiuto in tal senso? Una buona idea sarebbe chiedere agli operatori mobili di condividere i propri dati con gli scienziati. Questi dati, come il numero di persone che ogni giorno parlano al telefono o quale marca usano, potrebbero semplificare sensibilmente gli studi. Tutto ciò, però, è complicato da questioni organizzative e di permessi.

Dunque, chi ha ragione? Fa male la radiazione dei cellulari o no?

L'OMS raccomanda di:

  • Limitare il tempo che si passa al telefono;
  • Mantenere il telefono distante dalla testa utilizzando auricolari con o senza fili e un microfono;
  • Essere cauti nel far utilizzare il cellulare ai bambini poiché il loro cervello potrebbe subire gravi danni a causa delle radiazioni;
  • Non tenere il telefono nelle tasche dei pantaloni o della ghiaccia. In tal caso la radiazione potrebbe superare i limiti consentiti.

E poi?

Fra 1-2 anni verranno pubblicati i risultati del grande studio COSMOS. Verrà avviato lo studio MOBI-Kids volto a determinare l'eventuale correlazione tra le radiazioni dei cellulari e lo sviluppo di tumori cerebrali nei bambini e negli adolescenti. Continueranno, dunque, gli studi in tal senso.

È chiaro che ad essere più a rischio sono le persone che utilizzano il cellulare più spesso di altre, ad esempio per lavoro. Se venissero inventati nuovi mezzi di comunicazione più sicuri, la gente limiterebbe consciamente l'uso dei propri cellulari? No, probabilmente, perché in tasca non abbiamo solo un telefono, ma un computer, una radio, un accesso a internet, una fotocamera, una videocamera, un mezzo per collegarci con qualunque punto sulla Terra e, chiaramente, anche al nostro profilo Instagram preferito.

Il cellulare è parte della nostra vita e, per alcuni, una parte importante. Quindi, indipendentemente dalle conclusioni degli scienziati, questo traguardo dell'umanità non si potrà confiscare come se niente fosse, ma dovrà essere migliorato nella speranza che le onde radio si perderanno lungo il cammino del progresso di questa tecnologia.

Fonte: N+1

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radiazioni, Onde elettromagnatiche, tumore, cancro, cellulare, telefono, OMS
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