12:18 16 Dicembre 2018
Situazione in Siria

Siria: “mio figlio ucciso perché faceva scienza”

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Um Muhannad, abitante della provincia di As-Suwayda, è stata liberata un mese fa dalla prigionia dei terroristi. Ha passato tre mesi prigioniera senza sapere nulla del suo figlio diciannovenne, anche lui catturato. Arrivata a casa ha scoperto che era stato giustiziato. Nella Siria di oggi le lacrime di gioia si mescolano spesso a quelle di dolore.

"Quando è stato arrestato, non eravamo molto allarmati. Dissero che sarebbe stato interrogato e rilasciato. Poi sono stata fatta prigioniera. Per tutti e tre i mesi ho pensato a Muhannad tutto il tempo. Non avevamo nessun contatto con i parenti, quindi ero molto preoccupata. Ma queste cattive notizie non si sono fatte attendere. È molto, molto difficile da sopportare", ha detto Um Muhannad.

Il giovane Muhannad Zukan aveva studiato all'Istituto di scienze applicate, ed era impegnato nella ricerca. Non aveva niente a che fare con il governo o l'esercito. È stato ucciso perché faceva scienza ha detto la donna a Sputnik. Secondo i militanti dello Stato Islamico, questa è una motivazione sufficiente per l'esecuzione.

Il padre di Muhannad ha detto a Sputnik che la notizia dell'esecuzione di suo figlio è stata una sorpresa completa. "Questo è un dolore per tutta la famiglia. I militanti hanno ucciso molti scienziati, persone di professioni rispettate e necessarie. Distruggono tutto il colore dei siriani. Dopotutto, il nostro paese era e dovrebbe essere in prima linea nell'innovazione, nella qualità della vita. Abbiamo così tante persone con un'istruzione superiore, ed è loro che i terroristi uccidono ", ha detto il padre del giovane assassinato.

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