16:53 19 Dicembre 2018
Cervello

Come riusciamo a prevedere il futuro? Nel cervello abbiamo 2 orologi

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Gli scienziati dell’Università della California hanno scoperto che un gruppo di neuroni è responsabile del tempo e un altro del ritmo.

Gli scienziati dell'Università della California a Berkeley sono giunti alla conclusione che il nostro cervello dispone di 2 orologi in grado di fare delle previsioni. Grazie a questi siamo in grado di anticipare alcuni eventi. I gruppi di neuroni sono disposti in aree opposte del cervello e espletano funzioni diverse.

Gli esperti hanno indicato due semplici esempi. Il primo: l'automobilista schiaccia l'acceleratore ancor prima che il semaforo sia diventato verde. Cioè, un automobilista con esperienza ha una memoria temporale e riesce a prevedere inconsciamente dopo quanto tempo arriverà il verde. Il secondo: finita una canzone, il conducente inconsciamente comincia tenere il tempo della canzone successiva con il piede o le dita. In entrambi i casi entrano in gioco abilità di previsione gestite dai due orologi.

Secondo gli autori dello studio, Assaf Breska e Richard Ivry, questo aiuterebbe l'uomo a capire cosa succederà dopo e a calcolare il tempo di esecuzione di un'azione, scrive la rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

Questi dati sono stati confermati da una serie di test pratici.

I neurobiologi hanno studiato due gruppi di persone. Quelle del primo gruppo soffrivano di Parkinson, cioè non riuscivano a focalizzare la propria attenzione. Quelle del secondo gruppo, invece, erano affette da degenerazione del cervelletto, organo responsabile della coordinazione motoria. Sono stati mostrati diversi colori ai due gruppi ed è stato chiesto loro di indicarne uno solo. Questo test è stato proposto con una certa periodicità. Alla fine, è stato scoperto che le persone del primo gruppo percepivano peggio i segnali ritmici, mentre nel secondo gruppo il cambiamento ritmico dei colori creava confusione.

Gli esperti sostengono che sia una scoperta importante che aiuterà i medici a curare i pazienti con patologie neurodegenerative. Al momento stanno elaborando un metodo per migliorare il lavoro di questi orologi neuronali senza l'impiego di farmaci pesanti. In tal senso potrebbero essere d'aiuto giochi o applicazioni che stimolino determinate aree del cervello.

Inoltre, gli scienziati hanno anche scoperto che sulla scelta tra caffè e tè influirebbero i geni ereditari. Per farlo, i collaboratori dell'Istituto di ricerca medico-scientifica Berghofer di Brisbane (Australia) e della Northwestern University di Chicago (USA) hanno studiato un gruppo di 400 soggetti. 

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