12:12 16 Dicembre 2018
Mar d'Azov, la guardia costiera ucraina

Ministero degli Esteri: perché l'Occidente ha inventato il problema del mare di Azov

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La Crimea ha smesso di essere un soggetto ostico, non è più percepita come uno strumento di pressione sulla Russia, quindi in Occidente è stato inventato il problema del Mar d'Azov.

Lo ha detto il Vice Ministro degli Esteri Grigory Karasin.

"L'Azov è un tema gettato forzatamente e deliberatamente nello spazio delle informazioni, l'attuale regime di Kiev, coordinato con i paesi esteri che lo nutrono, ha trovato un altro tema antirusso", ha detto Karasin in un'intervista al quotidiano Kommersant. Il vice Ministro degli Esteri ha detto che la situazione nella regione ad ovest non è interessante, è importante solo trovare una nuova occasione per attaccare la Russia e una scusa per un inasprimento delle sanzioni.

La Russia è stata attivamente accusata di alcune azioni illegali, ma le prove non reggono, ha aggiunto.

L'ispezione delle navi

Karasin ha sottolineato che le ispezioni delle navi nel mare sono assolutamente legittime, ma la loro intensità è commisurata al livello di minacce provenienti dagli estremisti nei confronti della Russia.

Egli ha spiegato che il motivo maggiore che cattura l'attenzione delle guardie di frontiera di sicurezza della navigazione nello stretto di Kerch è evidente: "si tratta di pubblici appelli dei leader della cosiddetta Crimea tatara del Majlis e dei nazionalisti delle fazioni ucraine, ma anche di una serie di politici di Kiev che parlano di attentati nei confronti del ponte di Crimea". Il vice Ministro degli Esteri ha detto che le azioni delle guardie di frontiera non sono discriminatorie, non ci sono lamentele da parte dei capitani delle navi.

"I controlli selettivi si fanno senza eccezioni, anche alle navi russe. Nel periodo da aprile ad ottobre quasi la metà (il 48 per cento) delle navi sono state controllate nei nostri e nei loro porti. Nel Mar d'Azov è stata trattenuta solo una nave (battente bandiera ucraina) per la violazione delle regole della pesca", ha detto Karasin.

La base militare non ci sarà

Ha sottolineato che la Russia non ha intenzione di creare ad Azov, nella regione di Kerch, una base militare. "La militarizzazione della Russia sul Mar d'Azov è una "storia dell'orrore" inventata, le forze armate della Federazione russa sono utilizzate solo per la protezione del ponte di Crimea in relazione alle minacce terroristiche", ha detto Karasin. Secondo lui, le guardie di frontiera svolgono i loro compiti, quindi Mosca non dispiegherà forze.

Il diplomatico ha detto che la questione militarizzazione della regione è "esattamente al contrario". In particolare, l'Ucraina sul mar d'Azov ha una formazione militare, intensificata dal sostegno del raggruppamento navale americano, estende sulla costa infrastruttura militare. Allo stesso tempo, ha aggiunto che Mosca non ha intenzione di coprire il canale Kerch-Yenikalsky.

"Il canale funziona esattamente nel modo in cui ha funzionato negli ultimi 25 anni, è un'importante arteria internazionale, che non abbiamo mai pianificato di chiudere", ha dichiarato.

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Controlli, Controlli, Mare d'Azov, Ucraina, Russia
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