18:24 18 Dicembre 2018
Una manifestazione per appoggiare il presidente di Venezuela Nicolas Maduro in Messico.

Esperto: contro il Venezuela gli USA possono limitarsi alle sanzioni e alle dichiarazioni

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L'inclusione del Venezuela della lista statunitense dei paesi che promuovono il terrorismo non prelude ad un’operazione militare. Lo ha dichiarato a Sputnik Lazar Hiyfets, docente di studi americani presso l’università statale di San Pietroburgo.

"Non siamo più negli anni Ottanta, quando gli Stati Uniti invasero il Grenada. E poi il Venezuela non è il Grenada, dove non c'era nessuno a contrastare la fanteria americana", ha spiegato l'esperto.

Secondo Heifetz, l'ipotetica invasione del Venezuela potrebbe avere gravi conseguenze sia nelle relazioni internazionali, sia in quelle tra le organizzazioni sudamericane. Non importa quanto sia negativo l'atteggiamento di alcuni paesi latinoamericani nei confronti del governo di Nicolas Maduro, ha sottolineato l'esperto, è improbabile che essi vogliano il rovesciamento forzato del suo governo. Di conseguenza sembra improbabile che paesi come la Colombia o il Brasile accetteranno di fornire il loro territorio per favorire un'invasione via terra.

"Inoltre, sarebbero necessarie alcune sanzioni da parte di organizzazioni internazionali. Non credo che gli americani avranno il coraggio di farlo unilateralmente", ha affermato.

Le organizzazioni internazionali sudamericane e le Nazioni Unite, secondo l'esperto, non autorizzeranno mai un'operazione militare statunitense contro il Venezuela. Quindi Washington si limiterà alle dichiarazioni, all'inclusione nella lista dei paesi che sostengono il terrorismo e al rafforzamento delle sanzioni già esistenti.

Riguardo i presunti legami tra le autorità venezuelane e il movimento libanese Hezbollah, precedentemente denunciato proprio dagli Stati Uniti, Heifets crede che si tratta di dichiarazioni illogiche e senza prove a sostenerle.

"Non mi piace molto la tendenza a creare un'opinione pubblica, facendo accuse che non sono supportate da alcuna prova concreta", sostiene l'esperto.

Egli ha spiegato che, come prova, è necessario nominare persone specifiche, importi specifici, canali specifici attraverso i quali vengono queste persone hanno trasferito questi importi. E non è stato fatto. Il fatto che l'ex vicepresidente del Venezuela, Tareck El Aissami, sia di origine araba, non lo trasforma automaticamente in un agente dell'intelligence straniera e non significa che egli collabori con i terroristi — ha detto Heifets.

Per quanto riguarda le conseguenze per le relazioni del Venezuela con gli altri stati, dopo la sua inclusione in questo elenco, così come per le sanzioni, l'esperto crede che non ci saranno conseguenze.

"I paesi che collaborano con Caracas potrebbero non prestare particolare attenzione a queste sanzioni, dal momento che contro essi stessi sono sotto sanzioni: queste sanzioni non impediscono in alcun modo la piena vita economica della Russia, della Cina o di Cuba", ha spiegato l'esperto.    

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Tags:
esperto, Sanzioni, terrorismo, Venezuela, USA
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