14:13 15 Dicembre 2018
Acqua sotto il ghiaccio

Perché la Terra sta inghiottendo trilioni di tonnellate di acqua?

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Gli scienziati pensano che l’acqua venga intrappolata in corrispondenza delle zone di subduzione durante i movimenti tettonici. L’acqua verrebbe spinta a più di 60 miglia nel mantello terrestre. Una volta ogni milione di anni, la Terra risucchia 3 miliardi di teragrammi di acqua al suo interno.

Incredibili quantità di acqua vengono risucchiate nell'interno della Terra in seguito all'attività tettonica. E, gli scienziati non sono sicuri su dove questa vada a finire.

Un nuovo studio effettuato con l'ausilio di sismografici di fondo oceanico (OBS) lungo la Fossa delle Marianne ha evidenziato che le zone di subduzione della Terra risucchiano un quantitativo di acqua tre volte maggiore di quanto si pensasse.

Secondo le nuove stime, il fenomeno riguarderebbe 3 miliardi di teragrammi d'acqua una volta ogni milione di anni (un teragrammo è uguale a un miliardo di chili).

"Si sapeva che le zone di subduzione potessero risucchiare l'acqua, ma non in che quantità", ha affermato l'autore dello studio Chen Cai dell'Università di Washington.

Nel nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature, i ricercatori hanno utilizzato i dati raccolti in un anno da 19 sismografi passivi collocati lungo la Fossa delle Marianne. Hanno, inoltre, sfruttato i dati raccolti da sismografi collocati su 7 isole. Questo ha permesso loro di sviluppare un quadro più dettagliato del modo in cui la placca pacifica si unisce alla Fossa gettando luce su come le rocce trattengano l'acqua.

"Questa ricerca mostra che le zone di subduzione spingono all'interno della Terra, molte miglia al di sotto della superficie, molta più acqua di quanto si pensasse", ha affermato Candace Major, responsabile del programma presso la Fondazione scientifica naturale per gli studi oceanici. "I risultati hanno evidenziato l'importanza delle zone di subduzione nel ciclo idrico".

Secondo il team di esperti, la pressione e la temperatura elevate fanno intrappolare l'acqua fra le rocce mentre la placca si muove verso la crosta e il mantello superiore lungo le faglie. Sebbene si sapesse che una placca di subduzione potesse trattenere dell'acqua, i ricercatori non avevano un quadro chiaro di quanta acqua venisse trattenuta e della profondità del fenomeno.

"Le stime precedenti variano in modo importante fra loro quanto alla quantità d'acqua trattenuta a una profondità maggiore di 60 miglia", afferma Doug Wiens, professore onorario di Scienze della Terra presso il Robert S. Brookings Institute. "Quelle stime sono incerte soprattutto perché non si conosceva il contenuto di acqua iniziale del mantello superiore".

La Fossa delle Marianne
© Foto : University of New Hampshire Center for Coastal and Ocean Mapping/Joint Hydrographic Center
La Fossa delle Marianne
I ricercatori sostengono che il nuovo approccio sia di gran lunga più preciso grazie ad immagini che mostrano l'area rocciosa presso la Fossa delle Marianne che si estende per circa 20 miglia al di sotto del fondale marino. E lì sarebbe rinchiusa una grande quantità d'acqua.

"Le stime precedenti erano basate su studi che mostravano solamente le 3-4 miglia più superficiali della placca", afferma Cai. "Non era possibile essere precisi riguardo al suo spessore o al quantitativo d'acqua. Il nostro studio ha tentato di limitare il margine di errore. Se l'acqua penetrasse più in profondità nella placca, potrebbe rimanerci ed essere spinta ancora più in basso".

Presso la Fossa delle Marianne i ricercatori ritengono che sia stata trattenuta una quantità d'acqua quattro volte maggiore di quella che si pensava in passato.

A livello globale si parla di un quantitativo tre volte maggiore di quello stimato in precedenza.

"Se altre placche di subduzione più antiche e fredde contenessero simili spessi strati di mantello ad alto contenuto di acqua, allora le stime del flusso idrico globale nel mantello a profondità maggiori di 60 miglia debbono essere corrette incrementandole di tre volte", afferma Wiens.

Cosa succeda esattamente all'acqua una volta "catturata" non è ancora chiaro. Si pensa che la maggior parte di essa ritorni nell'atmosfera sotto forma di vapore acqueo attraverso le eruzioni vulcaniche. Ma le nuove stime rivelano che viene trattenuta più acqua di quanta se ne rilasci.

"Le stime dei quantitativi d'acqua che ritornano nell'atmosfera tramite le eruzioni vulcaniche non sono affidabili", afferma Wines. "Questo studio probabilmente porterà a rivalutarle".

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Tags:
oceano, Acqua, Fondazione scientifica naturale per gli studi oceanici, Terra
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