09:48 16 Dicembre 2018
Immagine di un alieno in 3D

Scienziato britannico: fra 20 anni scopriremo forme di vita aliene

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Uno scienziato britannico sostiene che l’umanità stia per rispondere a una delle più grandi domande dell’universo. In un nuovo studio, uno degli astrofisici più noti del Paese ha sostenuto che entro 20 anni scopriremo tracce di vita aliena.

David L. Clements dell'Imperial College di Londra ha affermato che "identificare segnali di vita aliena è stato così difficile dal punto di vista tecnico da sembrare quasi impossibile" fino a poco tempo fa. "Tuttavia, nei prossimi 10-20 anni potrebbero essere fatte scoperte che ci permetterebbero di progredire in tal senso", ha continuato.

Nel suo studio, il professor Clements ha parlato del Paradosso di Fermi che è la contraddizione fra l'elevata probabilità che esistano altre forme di vita nell'universo e il fatto che ancora non siamo riusciti a trovarle. In via teorica, una "civiltà spaziale" dovrebbe essere in grado di visitare ogni singola stella della galassia in un lasso di tempo compreso tra 50 e 100 milioni di anni anche se viaggiasse a velocità inferiori della luce.

"Gli alieni, dunque, dovrebbero già essere qui, ma non ci sono", ha aggiunto il professor Clements. "Questo fatto potrebbe essere impiegato come tesi contro l'esistenza di extraterrestri intelligenti, ma la nostra esistenza è già la prova che forme di vita intelligenti esistono. Questo è proprio il problema espresso dal Paradosso di Fermi".

Il suo studio procede sostenendo che è probabile trovare negli oceani forme di vita bloccate nella superficie ghiacciata di lune e pianeti. Nel nostro Sistema Solare uno dei corpi celesti che potrebbe ospitare forme di vita è Europa, una luna di Giove che si crede nasconda un enorme quantitativo d'acqua al di sotto della sua crosta.

"La galassia potrebbe ospitare altre forme di vita che sarebbero però bloccate da impenetrabili barriere di ghiaccio che ostacolerebbero la comunicazione e la comprensione dell'universo esterno", si afferma nella ricerca. "Sappiamo che le specie acquatiche possono sviluppare un elevato grado di intelligenza: delfini e polpi sono ottimi esempi. Tuttavia, un ambiente acquatico potrebbe essere un fattore limitante per lo sviluppo tecnologico".  

 

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