13:20 11 Dicembre 2018
Gli astronomi creano una riproduzione VR del buco nero al centro della galassia

Gli astronomi creano una riproduzione VR del buco nero al centro della galassia

© Foto : J. Davelaar 2018
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Scienziati olandesi hanno creato il primo modello virtuale tridimensionale di un buco nero enorme al centro della Via Lattea che permette di calcolare molto precisamente la sua luminescenza durante il suo “pasto”. I risultati degli esperimenti sono stati presentati sulla rivista Computational Astrophysics and Cosmology.

"Il nostro stimolatore al momento elabora il quadro più realistico possibile di come appaia la zona immediatamente circostante il buco nero. Ci aiuta a capire che cosa determini il comportamento dei buchi neri. Noi molto probabilmente non potremo visitare la zona circostante i buchi in un prossimo futuro. Dunque, questo modello è il nostro principale aiutante in tal senso", ha dichiarato Jody Davelaar dell'Università cattolica Radboud di Nijmegen (Olanda).

Al centro della Via Lattea e probabilmente in tutte le altre galassie dell'Universo si trova un buco nero insolitamente grande. Nel nostro caso il buco è circa 4 milioni di volte più pesante del Sole e si trova a 26.000 anni luce dalla Terra.

Questo buco nero, che gli scienziati chiamano Sgr A*, è circondato da alcune decine di stelle e alcune grandi nebulose che periodicamente vi si avvicinano.

A differenza di altri enormi buchi neri che assorbono continuamente materia, quello al centro della nostra galassia si trova in una fase di letargo sui generis. Infatti, non emette potenti getti relativistici ed è invisibile a quasi tutti i telescopi tranne quelli degli osservatori di onde radio e raggi X.

Questo induce gli astronomi a dibattere vivacemente su come debba apparire questo corpo celeste e sul modo in cui questi incontri periodici con stelle e nebulose possano influire sulla sua attività. I primi dati sulla zona circostante Sgr A* sono stati ottenuti di recente dopo il lancio del progetto Event Horizon Telescope (EHT) che ha unito i maggiori radiotelescopi del mondo.

Utilizzando i dati raccolti da EHT, Davelaar e i suoi colleghi hanno creato un modello virtuale del buco nero che consideri tutti i processi fisici i quali determinano la caduta di materia al di là del suo orizzonte degli eventi.

Grazie a questo modello gli scienziati sono riusciti per la prima volta a capire come questo processo influisca sul riscaldamento della "ciambella" di gas e polvere che circonda Sgr A* e lo induce ad emettere enormi quantità di luce e altre forme di onde elettromagnetiche. Questa luminescenza, a sua volta, viene alimentata da potentissimi campi gravitazionali generati dal buco nero e si "confonde" con le radiazioni di stelle lontane collocate dietro Sgr A*.

Con questo modello virtuale gli astrofisici olandesi hanno avverato il sogno di molti cosmologi e appassionati. Sono quasi "caduti" oltre l'orizzonte degli eventi perché si sono avvicinati al buco nero a una distanza come quella tra il Sole e Marte dopo aver cominciato le osservazioni da una distanza di 12 miliardi di km (circa come l'orbita di Plutone).

Questo approccio, come affermato da Davelaar e i suoi colleghi, ha permesso loro per prima volta di capire come funzionano i getti del buco nero "da dentro" e scoprire alcune caratteristiche sul suo aspetto, inclusa la struttura della sua "ombra" che dovrebbe essere visibile per l'EHT e altri telescopi.

 

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galassia, buco nero, scienza, spazio, Olanda
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