17:02 16 Dicembre 2018
La costruzione del gasdotto Nord Stream-2

Washington perde la lotta con la Russia per l’“energia del futuro”

Nord Stream 2
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Gli esperti dell’Agenzia internazionale dell’energia (IAE) in un rapporto sulle prospettive dell’energia mondiale hanno sottolineato il ruolo di leader della Russia in questo settore almeno fino al 2040.

Regione chiave, grazie alla quale sarà possibile incrementare le esportazioni di gas naturale del 60%, è il Sud-est asiatico con le sue economie in via di sviluppo. Sputnik vi spiega quali vantaggi trarrà Mosca dall'approvvigionamento energetico nei prossimi decenni.

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Industria di depurazione del gas - Repubblica dei Komi
© Sputnik . Sergey Subbotin
Gli esperti dell'IAE osservano che in una prospettiva a lungo termine la Russia difficilmente avrà concorrenti sul mercato del gas. Nonostante il fatto che il fabbisogno europeo di gas a metà degli anni 2020 diminuirà ed entro il 2040 sarà pari a 408 miliardi di m3 (il 16,4% in meno rispetto al 2017), fino a quel momento le importazioni europee aumenteranno fino all'86%. Questo è dovuto al fatto che gli Stati membri dell'UE diminuiranno gradualmente il volume delle loro estrazioni.

E sebbene la Russia non riuscirà a approvvigionare completamente l'Europa a causa dello sforzo politico dell'UE di diversificare le forniture di carburante, nessun esperto dell'IAE mette in dubbio il ruolo chiave di Mosca in tal senso.

"La Russia rimarrà il principale fornitore di gas della regione e uno dei più convenienti, ma il risultato sarà un mercato europeo del gas più integrato nel quale i compratori avranno accesso a diversi fornitori", prevede l'IAE.

Alcuni passaggi del rapporto sono un po' controversi. Ad esempio, uno di questi riguarda la sicurezza dell'approvvigionamento o, probabilmente, con questo si intende la diversificazione dello stesso. Gli esperti sopravvalutano i suoi possibili volumi dato che l'unica alternativa al gas russo per l'UE è il GNL americano che, nonostante le aspettative di Washington, non è diventato la nuova locomotiva dell'energia in Europa.

Quest'anno Gazprom prevede di battere per l'ennesima volta il record di forniture di gas all'estero riservando alle esportazioni 205 miliardi di m3 di carburante, cioè 10 volte di più di tutto il gas estratto nel 2017 in Ucraina.

Raggiungere questi risultati è stato possibile in larga parte grazie ai consumatori europei. Stando ai valori rilevati a metà anno le forniture in varie nazioni sono cresciute: in Germania del 12,3%, in Austria del 48,3%, in Olanda del 53,8%, in Francia dell'11,8%, in Croazia del 40,1%, in Danimarca dell'11,9 e in Polonia del 6,6%.

Ed è chiaro perché questo sia successo. Il GNL americano a ottobre costava 352 dollari al km3 (9,6 dollari al milione di Btu, un milione di British termal unit), mentre Gazprom proponeva per la stessa quantità 230 dollari in media.

La posizione dei consumatori europei si manifesta nel modo più oggettivo in assoluto quando si tratta di progetti infrastrutturali. In UE continua la costruzione del North Stream 2. Parallelamente si sta procedendo con il Turkish Stream e anzi a fine ottobre al Cremlino il premier italiano Giuseppe Conte ha discusso con Vladimir Putin la possibilità di prolungarlo fino a Roma. 

Intanto la costruzione di nuovi terminali per la ricezione del GNL a stelle e strisce lungo il North Stream 2 rimane solo una finta promessa che i politici europei usano per rabbonire Donald Trump.

La manovra asiatica

Secondo gli esperti dell'IAE i maggiori consumatori di energia nei prossimi anni saranno le economie asiatiche emergenti. In primo luogo, la Cina il cui fabbisogno di gas entro il 2030 aumenterà fino a 480 miliardi m3. L'unico fattore che potrebbe impedire a questo mercato di svilupparsi in maniera stabile sono le provocazioni politiche dei singoli attori sul piano internazionale.

"Siamo convinti che più del 70% degli investimenti mondiali in energia dipenderà dalla volontà delle nazioni e questo significa che il destino del settore viene definito integralmente dalle decisioni politiche", ha sottolineato il direttore esecutivo dell'IAE, Fatih Birol. "Il raggiungimento dei nostri obiettivi comuni richiede l'elaborazione di una politica corretta e di conseguenti iniziative".

In tal senso anche Mosca si trova in una posizione più favorevole rispetto a Washington. A causa della guerra commerciale scatenata da Donald Trump Pechino ha rinunciato completamente alle forniture di GNL e di petrolio americani. Anzi, Vladimir Putin e Xi Jinping si sono accordati sulla costruzione del nuovo gasdotto Forza della Siberia 2 lungo il percorso occidentale Altay. Si prevede che lungo tale gasdotto scorreranno ogni anno circa 30 miliardi di m3 di gas.

Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo cinese Xi Jinping durante l'incontro ai margini del quarto Forum economico orientale.
© Sputnik . Mikhael Klimentyev
Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo cinese Xi Jinping durante l'incontro ai margini del quarto Forum economico orientale.

Di fatto ciò significa che il grande progetto di costruzione dei nuovi impianti di liquefazione del GNL negli USA nonché l'estrazione di olio di scisto rischiano di arrecare ingenti danni all'economia americana. Per ora nel mondo si registra una carenza di metaniere e il costo del loro noleggio aumenta, mentre la debole domanda di GNL americano dalla Cina rende insensata l'apertura di nuovi impianti.

Secondo le stime degli esperti della società di consulenza Edison, con l'interruzione delle forniture di GNL americano in Cina praticamente è stato privato di qualsivoglia prospettiva economica l'impianto di liquefazione Magnolia LNG con una capacità di 8 milioni di tonnellate l'anno che è attualmente in costruzione in Louisiana. Anche la costruzione di altri impianti viene rimessa in questione. 

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Tags:
gas, Nord Stream 2, Energia, USA, Russia
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