08:24 15 Dicembre 2018
Vista su Ceuta, enclave spagnola in Marocco

Spagna, le navi da guerra russe tornano a Ceuta dopo tre anni

© AP Photo / Cristina Quicler
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Lo scorso 9 novembre l’incrociatore missilistico Marshal Ustinov, la nave cisterna Dubna e il rimorchiatore SB-406 hanno fatto scalo nel porto di Ceuta, enclave spagnola in Nord Africa, per fare rifornimenti dopo la chiusura voluta dalla NATO in risposta alle azioni della Russia in Siria.

La decisione di Madrid di riaprire il porto di Ceuta alle navi militari russe ha scatenato l'ira degli alleati occidentali, soprattutto della Gran Bretagna. "La Spagna ha pugnalato la NATO alle spalle", ha affermato il politologo britannico Nile Gardiner. Gli fa eco Luke Coffey, che ha definito il comportamento di Madrid "l'apice dell'irresponsabilità".

La furia degli alleati occidentali contrasta fortemente con la calma della stampa spagnola, tra cui El País — una testata non certo vicina alla Russia — che fa notare che la Spagna ha subito solo perdite dalla chiusura del porto di Ceuta alle navi militari russe nel 2016 su ordine della NATO. Secondo dati ufficiali, dal 2010 fino alla chiusura, il porto di Ceuta ha accolto le navi militari russe 60 volta, e con loro almeno 10.000 marinai. In questo periodo il bilancio locale è stato incrementato di 4,5 milioni di euro.

Altri media locali, come El Pueblo de Ceuta e El Faro de Ceuta hanno descritto il ritorno delle navi militari russe come un evento positivo.

Il direttore dell'Academia de la Diplomacia Española, Santiago Velo de Antelo, in un'intervista a Sputnik Mundo, ha detto che il ritorno delle navi della flotta russa nel porto di Ceuta segna "la ripresa della situazione normale che è stata interrotta nel 2016".

Per quanto riguarda l'insoddisfazione dei partner occidentali della Spagna, secondo l'esperto, Londra teme di perdere il controllo sullo Stretto di Gibilterra.

L'economista spagnolo Guillermo Rocafort, in un'intervista a Sputnik, ha definito ipocrita la posizione della Gran Bretagna, dato che Londra non consulta nessuno quando accetta nel porto di Gibilterra i sottomarini nucleari, tra cui quelli in avaria, come accaduto nel 2005.

"La Spagna ha chiarito al Regno Unito, agli Stati Uniti e al mondo che è un paese indipendente, che ha i propri interessi e la determinazione a proteggerli. Certo, irrita qualcuno che Madrid abbia assunto un atteggiamento neutrale e direi amichevole nei confronti di un paese così importante come la Russia", ha spiegato Rocafort.

Sono sempre di più gli esperti autorevoli spagnoli che chiedono maggiore cooperazione con la Russia. Tra questi c'è il colonnello Pedro Banos, neo direttore della sicurezza nazionale.

"La Russia e la Spagna rappresentano i confini orientale e occidentale dell'Europa. Abbiamo qualcosa da offrirci dal punto di vista economico, umanitario e militare. Ciò che non ha senso è rifiutarsi di interagire sotto la pressione di altri stati", ha aggiunto Rocafort.    

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navi militari, esperti, porto, Gran Bretagna, Spagna, Russia
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