07:44 15 Dicembre 2018
Eutanasia

Eutanasia come “medicina” contro la depressione?

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Per la prima volta nella storia le autorità olandesi hanno trasmesso in tribunale un fascicolo per la violazione della legge sull'eutanasia.

Secondo il Guardian, un medico olandese ha condotto l'intervento di eutanasia aggiungendo un potente sedativo al caffè di una paziente affetta da una grave forma di demenza mentre i suoi familiari la tenevano ferma.

Sputnik ha discusso la prassi dell'eutanasia con il professore di neuroscienza cognitiva all'università di Amsterdam ed esperto di libero arbitrio Victor Lamme.

E' un argomento estremamente difficile da discutere. Abbiamo parlato con diversi esperti, alcuni dei quali erano a favore, altri erano contrari all'eutanasia. Parlando di questo caso particolare, cosa pensa del fatto che il medico che ha violato la legge sull'eutanasia ora si presenterà davanti ai giudici?

— Penso che sia corretto e giusto, perché in questo caso ci troviamo di fronte ad una chiara violazione della legge originale, secondo cui l'eutanasia è usata per alleviare la sofferenza dei pazienti, per esempio nelle ultime fasi di un cancro terminale. Allo stato attuale vediamo che questa legge si sta diffondendo sempre di più per alleviare la sofferenza psicologica, l'eutanasia viene sempre più applicata a persone sole o malate di mente. E' una tendenza molto pericolosa. Ritengo assolutamente corretto che ora tali casi vengano perseguiti dalla legge.

Pensa che, da un punto di vista legale, la linea che separa ciò che può essere fatto da quello che non si può è molto confusa? Apparentemente i medici non hanno una posizione univoca riguardo all'eutanasia. Pensi che il lato legale di questo argomento abbia bisogno di qualche chiarimento?

— Da un punto di vista legale, ci sono molte ambiguità nella legge. La domanda è quale tipo di sofferenza del paziente chiamiamo insopportabile: si tratta solo di sofferenza fisica o anche il dolore psicologico può essere classificato come insopportabile? Penso che la maggior parte delle contraddizioni risiedano proprio in questo punto, quale tipo di sofferenza debba essere considerata insopportabile. Mi sembra che sia estremamente difficile da fissare nella legge. Credo che questi casi aiutino a determinare cosa esattamente cosa i medici dovrebbero considerare come sofferenze insopportabili. Quindi, se in questo caso i giudici dichiareranno colpevole il medico e lo condanneranno penalmente, i medici capiranno che questi casi sono una violazione della legge.

Pensa che questo caso diventerà un importante precedente?

— Sì, certo, in questo senso questo caso è davvero importante.

Sono sempre stato sorpreso dal fatto che con un livello così alto di sviluppo della medicina moderna si parli ancora di dolore e sofferenze insopportabili. Mi sembra che al momento ci sia un'enorme quantità di farmaci per alleviare la sofferenza del paziente senza porre fine alla sua vita artificialmente.

— Non sono un esperto di antidolorifici, ma in un certo senso probabilmente è così. Penso che la maggior parte delle persone muoia non dall'eutanasia attiva, ma dalla cosiddetta eutanasia passiva, ovvero viene somministrata una dose così grande di sedativo da interrompere il respiro. Questo modo di interrompere la vita è considerato il più comune.

Tuttavia ci sono pazienti che semplicemente non vogliono assumere una quantità enorme di antidolorifici e sedativi, pertanto, accettano l'eutanasia. Questa tendenza è inoltre abbastanza popolare in Olanda.

Gira una tesi secondo cui un numero relativamente piccolo di persone che soffrono veramente di dolori insopportabili accettino di sottoporsi all'eutanasia. Molte altre persone che accettano di condurre questa procedura vogliono lasciare questo mondo per altri motivi, come la paura della solitudine o la perdita di legami con la famiglia ed amici…

— Sì, questo è ciò che mi preoccupa più di tutto, ovvero i confini dell'eutanasia sono sempre più in espansione; l'interruzione artificiale della vita è sempre più utilizzata per le persone che non soffrono di dolore fisico, ma soffrono di solitudine, si sentono depressi. Questi problemi dovrebbero essere risolti in altri modi.

Se un paziente si sente solo, gli si dovrebbe offrire compagnia, non l'eutanasia.

Uno dei maggiori problemi della prassi dell'eutanasia è che questa procedura è considerata qualcosa di bello, qualcosa che dà al paziente l'opportunità di controllare la propria vita. Tuttavia in combinazione con la paura della demenza, la solitudine o di una casa di riposo…

Si crea un'atmosfera in cui l'eutanasia diventa più o meno una cosa normale. La dolce morte diventa qualcosa di completamente normale nei casi in cui la tua vita professionale o personale finisce. Sempre più persone famose sostengono questa visione. L'idea che l'eutanasia sia qualcosa di buono è una sorta di "stratagemma di marketing". È completamente anormale applicare tali metodi a persone sole e depresse che non vedono il significato della vita.

Pensa che se l'eutanasia sia qualcosa di normale, allora c'è qualcosa che non va nella nostra società?

— Certamente. Penso che tutto ciò si inserisca perfettamente nell'agenda neoliberale, secondo cui le persone sono utili solo se possono aiutare la società con il loro lavoro o in qualche altro modo. Una volta che una persona non è più in grado di aiutare la società, viene praticamente considerata morta. Questo è un concetto assolutamente inaccettabile e terrificante, secondo cui il significato di una persona si riduce al lavoro di un operaio e se non è più in grado di adempiere a questo ruolo deve smettere di vivere.

Cosa può aver provocato un forte aumento del numero di persone che si sottopongono all'eutanasia dopo l'adozione della legge in Olanda?

— Come ho detto, si tratta di una buona operazione di marketing. L'eutanasia è promossa come qualcosa di bello, qualcosa che ti dà la possibilità di controllare la tua vita. Con l'età, le persone sviluppano le paure di cui ho parlato, per la solitudine in queste persone si sviluppa la demenza, etc. La combinazione di queste paure con l'idea propagandata di eutanasia è considerata un metodo di suicidio assolutamente normale.

Come ha detto, sono un esperto di libero arbitrio. Le persone spesso pensano che quello che fanno sia una propria decisione. Tuttavia in realtà questa decisione è dettata dalle loro emozioni, da stereotipi e da fattori esterni. Quindi, in sostanza, questa non è una decisione propria, è una decisione imposta dallo sviluppo sociale. Questo è il motivo dell'aumento del numero di casi di eutanasia.

Suscita inoltre grande preoccupazione, perché le persone credono di togliersi la vita secondo una libera scelta, ma in realtà è una decisione che viene loro imposta.

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Tags:
Giustizia, Medicina, Diritti Umani, Psicologia, Salute, Società, Eutanasia, Olanda
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