19:07 18 Dicembre 2018
Andrea Alai premiato dalla campionessa olimpica di ginnastica Margherita Mamun

La Russia è un paese per giovani. Fotografi

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Riccardo Pessarossi
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Intervista ad Andrea Alai, il giovane fotoreporter italiano che si è aggiudicato il primo premio dello Stenin Contest nella sezione Sport - Serie, con il progetto "Ultras".

Uno su seimila ce la fa. Quest'anno al fotoconcorso in memoria di Andrey Stenin hanno inviato i loro lavori più di 6000 fotografi, provenienti da 77 paesi. Andrea Alai all'inizio non voleva inviare le sue fotografie, invece poi spinto dalle insistenze degli amici ha deciso di partecipare, con il suo progetto "Ultras", dedicato alla vita dentro e fuori lo stadio dei tifosi dell'Albenga calcio. Ed ha avuto ragione. Ora le sue fotografie gireranno il mondo con la mostra itinerante di tutti i lavori premiati al concorso Stenin.

Gli ultras dell'Albenga allo stadio
© Sputnik . Andrea Alai
Andrea, dov'eri l'8 novembre dell'anno scorso?

E' una bella domanda. L'8 novembre dell'anno scorso ero in Italia e mi stavo preparando per un viaggio fotografico in Argentina.

Ora potrai raccontare che l'8 novembre del 2018 sei stato ricevuto nella residenza del primo ministro russo Dmitry Medvedev. Che effetto ti ha fatto?

E' stata sicuramente una grande emozione ed un grande onore. Un bel riconoscimento e un regalo inaspettato. 

Di lui dicono che si diletti nella fotografia amatoriale, vi ha chiesto qualche consiglio?

L'incontro è stato piuttosto formale. Il suo è stato un intervento di ringraziamento, in cui ha ricordato Andrey Stenin, i principi del fotogiornalismo e l'importanza di un genere, quello del fotoreportage, che permette a tutti di vedere quello che succede nel mondo, con tutte le difficoltà annesse a questo mestiere. 

Andrey Stenin con un bambino nel villaggio di Semenovka, nel Donbass.
© Sputnik . Komsomolskaya Pravda / Alexander Kots
Andrey Stenin con un bambino nel villaggio di Semenovka, nel Donbass.

Sei stato premiato dalla campionessa olimpica di ginnastica ritmica Margherita Mamun. Due mondi agli antipodi: da un lato la grazia e la leggiadria, dall'altro la brutalità degli ultras. Per te la fotografia armonizza o evidenzia i contrasti? 

La mia è una fotografia che cerca di raccontare la realtà, filtrata chiaramente dalla mia sensibilità. Se esistono contrasti allora è giusto che i contrasti emergano. Quello che ho cercato di fare con il mio reportage sugli ultras dell'Albenga è stato di ribaltare la prospettiva. La maggior parte dei fotografi si concentra sugli sportivi; io invece ho girato le spalle agli sportivi e ho dato voce alle persone che stanno sugli spalti. Lo sport è un aspetto molto importante della nostra vita, tramite lo sport si trasmettono valori e insegnamenti di vita, gli sportivi come Margherita ispirano generazioni e motivano al miglioramento personale, ma sarebbe limitante guardare solo una parte della medaglia. Se non ci fossero le gradinate, gli stadi pieni, il gesto atletico degli sportivi non avrebbe lo stesso eco e la stessa importanza, non sarebbe così spettacolare. Il pubblico è parte della cultura sportiva e così lo sono gli ultras, ai quali ho voluto dare voce con questo lavoro che è ancora un work in progress. 

Gli ultras dell'Albenga allo stadio
© Sputnik . Andrea Alai
Gli ultras dell'Albenga allo stadio

Il Gran Prix del concorso Stenin è stato vinto da Alyona Kochetkova, con una serie di fotografie dedicata alla sua battaglia contro il cancro. Hai visto la mostra? Ci sono delle fotografie che ti hanno colpito particolarmente? 

Quello di Alyona è un lavoro delicato ma al tempo stesso potente perché fa intendere, senza mai essere troppo esplicita, le sofferenze legate alla sua malattia. La sua storia è quella di migliaia di persone che combattono ogni giorno contro malattie devastanti. Con la sua sensibilità è riuscita a smuovere gli animi e rendere più consapevoli tutti gli spettatori che ora guarderanno chi combatte contro il cancro in maniera diversa. Questa secondo me è una delle missioni della fotografia: entrarti dentro attraverso le immagini e silenziosamente cambiarti.Tanti altri progetti erano di altissimo livello, ognuno ha contribuito a far conoscere diversi aspetti del nostro mondo.   

Una delle fotografie della serie, Come sono stata malata con cui Alyona Kochetkova ha vinto il Gran Prix del fotoconcorso Stenin
Alyona Kochetkova
Una delle fotografie della serie, "Come sono stata malata" con cui Alyona Kochetkova ha vinto il Gran Prix del fotoconcorso Stenin

Anche tu hai eseguito dei reportage dedicati a situazioni ai margini, che noi "normali" facciamo finta di non vedere. Non sarebbe più facile e remunerativo concentrarsi su qualcosa o qualcuno abituato alla luce dei riflettori?

Uno degli obiettivi della mia fotografia é dare voce a chi non ne ha, e rendere in qualche modo visibili le persone invisibili. Credo che abbiamo tutti bisogno di umanità e di coltivare valori come la compassione e l'altruismo. E si sono d'accordo con te, sarebbe più facile fotografare chi è abituato ai riflettori, ma non è quello che sento, non è quello per cui sono nato. 

La direttrice del premio Stenin, Oksana Olenik, ha paragonato voi fotografi ai cosmonauti, dicendo che questo concorso è un pò come una rampa di lancio, che vi manda "nello spazio". Quale direzione prenderà adesso la tua carriera?

Mi auguro che con questa vittoria possa ottenere più visibilità nei confronti dei giornali e delle istituzioni. Un mio desiderio è anche quello di far crescere l'interesse verso questo tipo di fotografia, nella speranza di avere più risorse a disposizione dei fotoreporter che raccontano con passione e meticolosità le avventure e disavventure della società contemporanea, contribuendo alla sua evoluzione.

Dei traduttori dicono che non riescono a godersi un libro o un film in lingua originale perchè ad ogni battuta pensano ad una possibile traduzione. Un fotografo riesce a guardare da semplice turista una città nuova, oppure l'occhio è sempre alla ricerca dell'inquadratura giusta?

Non è tanto l'occhio, ma è la mente che è sempre attiva. E' un approccio di vita che è parte del mio DNA, quello di non voler essere soltanto spettatore, ma di capire dal di dentro le dinamiche dei luoghi e delle persone che li abitano. Per me entrare in contatto con le persone, parlare con la gente "comune", è fondamentale ed è l'esperienza che più mi riempie di vita e che porto nel mio bagaglio culturale e umano. 

  • Una delle fotografie della serie Si Se Puede reallizata da Andrea Alai nei sobborghi di Buenos Aires
    Una delle fotografie della serie "Si Se Puede" reallizata da Andrea Alai nei sobborghi di Buenos Aires
  • Una delle fotografie della serie Si Se Puede reallizata da Andrea Alai nei sobborghi di Buenos Aires
    Una delle fotografie della serie "Si Se Puede" reallizata da Andrea Alai nei sobborghi di Buenos Aires
    © Foto : Andrea Alai
  • Una delle fotografie della serie Si Se Puede reallizata da Andrea Alai nei sobborghi di Buenos Aires
    Una delle fotografie della serie "Si Se Puede" reallizata da Andrea Alai nei sobborghi di Buenos Aires
    © Foto : Andrea Alai
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Una delle fotografie della serie "Si Se Puede" reallizata da Andrea Alai nei sobborghi di Buenos Aires

In questi due giorni passati a Mosca, tu e gli altri premiati avete vissuto dentro una centrifuga di emozioni dove hanno trovato spazio situazioni disparate: dalle location esclusive della premiazione e del vostro hotel, lo storico "hotel delle spie" Metropol, alle due ore imbottigliati in auto nella periferia per arrivare all'aeroporto. Che cosa ti rimane dentro dopo questi due giorni passati a Mosca?

Sono convinto che abbiamo visto una parte infinitesimale di Mosca e della Russia in generale. Sono anche certo che ho avuto modo di aver accesso a luoghi e situazioni che probabilmente non potrò più vivere, e di questo sono grato. L'impressione è stata molto positiva, anche se purtroppo un po' superficiale essendo rimasti a Mosca meno di 48 ore, ma ti assicuro che mi ha lasciato la voglia di scavare e conoscere meglio questa terra, di capire cosa si cela dietro questi edifici enormi e a volte spaventosi, alle persone che passano ore e ore nel traffico per raggiungere le loro case; chissà quante storie affascinanti da raccontare. La mia esperienza con l'organizzazione del concorso è stata comunque eccellente, abbiamo ricevuto molte attenzioni e questo ci ha fatto sentire speciali.

Ora le fotografie dei finalisti del concorso Stenin gireranno il mondo con una mostra itinerante che approderà anche in Italia, a Roma all'inizio del prossimo anno. 


Il concorso internazionale di fotogiornalismo intitolato ad Andrei Stenin, organizzato da "Rossiya Segodnya" sotto l'egida della Commissione della Federazione Russa per l'UNESCO, si pone l'obiettivo di sostenere i giovani fotografi e di attirare l'interesse del pubblico sui compiti del moderno giornalismo fotografico. Il concorso è rivolto ai giovani fotografi di talento, sensibili e aperti al nuovo e si propone come piattaforma dalla quale i loro obbiettivi indirizzando la nostra attenzione sulle persone e sugli eventi vicini a noi.

Il fotoconcorso Andrei Stenin viene organizzato dal 2015 con il patrocinio dell'UNESCO dall'agenzia di stampa MIA ROSSIYA SEGODNYA. 

Main media partner dell'evento: il portale di informazione e notizie Vesti.ru, il canale televisivo statale della Federazione Russa «Rossija-Kultura»,  il portale di informazioni Jourdom e il portale Russian Photo.

Media partner internazionali: l'agenzia di informazione e radio Sputnik, l'agenzia di stampa Askanews, la holding mediatica Independent Media, l'agenzia di stampa  Notimex,  l'agenzia di informazione ANA, il canale televisivo e portale RTThe Royal Photographic SocietyShanghai United Media Group (SUMG), la piattaforma multimediale internazionale TeleSUR, il portale Internet del quotidiano China Daily, la rivista Frontline, l'agenzia di stampa PNA, il portale on-line e il quotidiano AlYoum AlSabee, il portale Internet The Paper, l'agenzia di informazione Bernama, la compagnia radiofonica nazionale Radio Republik Indonesia, l'agenzia di informazione Antara, la rete mediatica Al Mayadeen

Media partner di settore: Photo Academy, l'agenzia GeoPhoto, il portale Photo-study.ruUnione dei giornalisti di Mosca, Unione degli artisti fotografici di Russia, Scuola di arti visive, il portale di informazione YOung JOurnalists i festival FotoistanbulKolga Tbilisi Photo.

L'opinione dell'autore puo' non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Concorso Stenin, Milano, Genova, Italia, Mosca
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