07:45 19 Novembre 2018
La bandiera NATO

La NATO ci uccide ancora

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Sono i risultati della Commissione serba sulle conseguenze dei bombardamenti.

In Serbia, dopo i bombardamenti del 1999, i tassi di incidenza di diversi tipi di cancro sono aumentati in modo significativo. Ciò è particolarmente evidente nelle regioni in cui l'aviazione della NATO ha usato munizioni con uranio impoverito. Per quasi vent'anni nessuno a livello istituzionale ha affrontato questo problema, ma all'inizio dell'estate è stata istituita una commissione speciale, che può dimostrare che i serbi nel sud del paese sono malati di cancro al cervello, soffrono di manifestazioni cutanee inspiegabili e muoiono di tumori maligni non a caso.

La Commissione governativa di indagine sulle conseguenze dei bombardamenti NATO nella Repubblica Federale di Jugoslavia del 1999, è stata costituita il 12 giugno del 2018, ed ha annunciato i primi risultati del loro lavoro.

Secondo alcune fonti, se nel 1999 per i bombardamenti in Serbia per il cancro sono morte dalle 9.000 alle 12.000 persone all'anno, come suggeriscono le informazioni per il 2014, il numero dei morti è raddoppiato fino a 22.000 persone, mentre il numero dei pazienti con una nuova diagnosi di cancro ha raggiunto le 40.000 persone. Alcuni scienziati attribuiscono questo all'uso che ha fatto l'Alleanza dell'uranio impoverito e indicano una prevalenza in Serbia di casi di leucemia e di linfoma, ovvero tipi di cancro e tumori che colpiscono il tessuto sensibile alle radiazioni ionizzanti.

Altri esperti dicono che le prove della relazione tra l'aumento della mortalità e l'uranio impoverito non esiste, così come il numero di malattie tumorali in tutto il paese, e l'uranio impoverito ha un limitato il raggio di azione e venne utilizzato, soprattutto, nel sud della Serbia.

Il numero di pazienti con tumori maligni cresce in tutto il mondo. Secondo le previsioni dell'OMS, il numero di pazienti oncologici entro il 2030 può aumentare di una volta e mezzo. Tra i 185 paesi del mondo analizzati, secondo i dati statistici analizzati dall'agenzia, tenendo conto della standardizzazione per età, la Serbia era al 18esimo posto con un indice di 307.9 tumori maligni rilevati su 100.000 abitanti, molto meglio del "leader" della statistica nell'elenco: l'Australia (468 su 100.000) e la Nuova Zelanda (438.1 su 100.000), e anche meglio di alcuni paesi Europei, come Irlanda, Ungheria, Belgio, Francia, Danimarca, Norvegia, Paesi bassi, Regno Unito, Germania, Svizzera e Lussemburgo, tuttavia, rientrare tra i "venti" più poveri paesi del mondo per incidenza di cancro non può essere chiamato un grande successo. 

Darko Laketich, il capo della Commissione per indagare gli effetti dei bombardamenti della NATO, il cui obiettivo principale è la prova della presenza di un nesso tra bombardamenti e uso di uranio impoverito in Serbia meridionale e l'alta mortalità da cancro in questa regione, ha detto a Sputnik, che il suo staff continua ad analizzare i dati medici nelle aree colpite.

"Abbiamo visitato Vranje, Pancevo e Novi Sad, ora stiamo andando a Kragujevac. Queste sono le regioni prioritarie per noi. Raccogliamo dati medici e statistici delle istituzioni".

L'esperto segnala che la crescita del numero del cancro si osserva nella città di Pcinjski, è un indicatore estremamente importante, la popolazione del distretto, in media, è tra le più giovani del paese. Secondo il capo della Commissione, a questo punto viene creato un grande database, si organizza la documentazione medica classificata. "Esaminiamo l'effetto delle sostanze tossiche. Il nostro compito è quello di stabilire nessi causali tra l'azione e la malattia, abbiamo ricevuto strumenti validi per l'organizzazione della prevenzione, rilevamento e trattamento del cancro nelle fasi iniziali in quelle regioni dove è necessario", spiega il capo della commissione.  

Secondo lui, è scientificamente provato che l'impatto sulla salute umana, non solo dell'uranio impoverito, ma anche di altre sostanze tossiche, rilasciate durante i bombardamenti, come cloro, derivati del benzene, e composti tossici, causa neoplasie maligne, che appaiono dopo 5-10 anni dal contatto e possono essere rilevate dopo 10-20 anni. Il primo rapporto preliminare della Commissione d'inchiesta sulle conseguenze dei bombardamenti della NATO, secondo il suo capo, sarà reso pubblico entro il 2020. Nel mese di dicembre di quest'anno, la Commissione prevede per la prima volta di riferire del lavoro svolto alla Camera di Stato della Serbia.

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guerra, Bombardamento, malattia, Uranio, Guerra, NATO, Serbia
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