07:17 17 Novembre 2018
Il partenariato NATO per le manovre della pace

Trident Juncture: gli addestramenti della NATO in Norvegia a caro prezzo per l’Europa

© AP Photo / Mkhitar Khachatryan, Photolure
Mondo
URL abbreviato
6318

Più di 50 navi, 250 aerei, 10.000 mezzi di trasporto e 50.000 soldati: l’Europa settentrionale non aveva visto manovre militari di questa portata dai tempi della Guerra fredda.

Il 7 novembre in Norvegia si sono terminati gli addestramenti NATO Trident Juncture 2018 alla quale hanno preso parte 29 Paesi. Svedesi e finlandesi hanno sostenuto l'alleanza. Sputnik vi racconta quale sia lo scopo dell'operazione e perché non si farà aspettare a lungo una reazione russa.

Orde dal Nord

Le operazioni pseudo-militari dell'alleanza si sono tenute dal 25 ottobre al 7 novembre via mare, terra e aria. La portata delle operazioni è impressionante: la Norvegia centrale e orientale, le regioni adiacenti dell'Atlantico settentrionale, i golfi danesi del Mar Baltico, il Mar di Norvegia, il Mar del Nord, l'Islanda, lo spazio aereo di Svezia e Finlandia. A capo dell'operazione vi è l'ammiraglio americano James Foggo.

Secondo lo scenario fittizio, la pacifica Norvegia ha subito un attacco militare da un Paese inventato del Nord "Murinus" (tarantola, in latino) e si difende con le unghie e con i denti.

I soldati dell'esercito attaccante di Murinus (o Forze del Nord) sono in realtà rappresentati dalle brigate norvegesi, canadesi e svedesi e dalla fanteria di marina del corpo di spedizione americano. Dal mare questo gruppo è coperto dalle navi della marina militare di Canada, Danimarca, Norvegia, Polonia, Gran Bretagna e USA. In occasione del grande scontro verso le coste norvegesi si è diretto il gruppo d'urto guidato dalla portaerei nucleare Harry Truman che non veniva impiegata in quelle zone sin dalla Guerra fredda.

Il potente attacco di Murinus viene respinto pacificamente dalle Forze unite del Sud composte dalla fanteria di marina di Belgio, Gran Bretagna, Germania, Danimarca, Spagna, Canada, Lettonia, Lituania, Olanda, Norvegia, Portogallo, Turchia, Finlandia, Francia e Svezia. Il ruolo di milizia volontaria chiamata alle armi lo svolge la guardia nazionale norvegese. Dall'acqua tutti sono coperti da due gruppi della marina della NATO, l'SNMG1 e l'SNMG2, un gruppo di dragamine e il gruppo olandese di mezzi anfibi.

Dopo il primo attacco le parti si scambiano i ruoli: le Forze del Sud vanno al contrattacco, mentre le Forze del Nord si difendono. Questo permette di rodare i due gruppi in diversi regimi di combattimento. La NATO non nasconde l'obiettivo principale di queste manovre: praticare il rapido spostamento delle truppe nell'Atlantico e in Europa e perfezionare le operazioni delle varie divisioni dell'alleanza a basse temperature.

"Questi addestramenti sono un'ottima possibilità per la Norvegia per migliorare la capacità dei soldati di lavorare con un gran numero di truppe e mezzi stranieri", ha affermato il Ministro norvegese della Difesa, presentatosi di fronte ai giornalisti con un maglione bianco decorato con disegni a forma di pesciolini, navi e onde.

Questi addestramenti costano alla NATO un mucchio di soldi: solamente per il trasferimento di mezzi e truppe saranno necessari 180 voli e 60 navi a noleggio. Per non parlare poi delle spese per munizioni, carburante e cibo. I contratti conclusi con le società norvegesi per la fornitura di servizi nell'ambito degli addestramenti sono pari a 159 milioni di euro.

Danze alla frontiera

Le manovre sono del tutto trasparenti, aperte e difensive e Murinus esiste solo sulla carta: queste sono le tesi che nei loro interventi cercano di difendere tutti i partecipanti e gli organizzatori di Trident Juncture, incluso il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg. Affinché a nessuno venissero dubbi a tal proposito, a partecipare agli addestramenti sono stati invitati tutti i Paesi dell'OSCE, Russia inclusa.

Ma Mosca non crede alla buona fede di Trident Juncture. Il Ministero russo degli Esteri ha definito le manovre della NATO una provocazione contro la Russia e ha sottolineato la loro influenza negativa per la sicurezza di tutti i Paesi della regione. Il Ministro russo della Difesa Sergey Shoygu mercoledì ha dichiarato che le attività militari della NATO in prossimità dei confini russi hanno toccato livelli senza precedenti.

Gli esperti interpellati da Sputnik sono concordi. Ad esempio, Konstantin Sivkov, dottore di ricerca in scienze belliche, ritiene che gli addestramenti Trident Juncture siano indirizzati esclusivamente verso la Russia. "La NATO non può combattere con nessun altro nella regione", ha affermato Sivkov a Sputnik. "Non escludo che l'alleanza, con la scusa di un addestramento, voglia dispiegare delle truppe per un futuro attacco alla Russia. L'unica cosa che li trattiene al momento è lo status di nazione nucleare. E chiaramente nessuno vuole una bomba atomica nel proprio giardino".

Secondo l'esperto per queste manovre non hanno scelto a caso lo spazio operativo della Flotta del Nord, equipaggiata con armi strategiche: "Probabilmente elaboreranno attività di ricerca e distruzione dei sottomarini russi nel Mar di Barents e nella zona settentrionale del Mar di Norvegia".

Degno di nota è il fatto che persino Stars and Stripes, il quotidiano legato al Ministero della Difesa statunitense, abbia riconosciuto che Murinus, sebbene frutto dell'immaginazione, sia stata ricalcata nei minimi dettagli dagli strateghi della NATO sulla base di un prototipo molto verosimile.

"Gli addestramenti consistono nell'imitare la liberazione (dei territori occupati, NdR). Questo, infatti, è lo scenario peggiore per la NATO", riporta il quotidiano. "Stoltenberg ha affermato che si tratta di operazioni contro un "aggressore fittizio". Ma i Trident Juncture sono stati concepiti per imitare il "nemico più vicino" e l'unico è la Russia".

E sebbene il generale norvegese Rune Jacobsen in una breve conferenza stampa della NATO abbia assicurato ai giornalisti che gli aerei e le navi dell'alleanza saranno impiegati a una distanza di almeno 1000 km dalla Russia, agli addestramenti partecipa anche una base dell'aeronautica militare finlandese che si trova a soli 200 km dalla frontiera russa.

Proteggersi? Un'illusione

Sergey Sudakov, docente presso l'Accademia militare russa, è convinto: addestramenti della NATO di così ampia portata potrebbero essere una morbosa reazione alle manovre di settembre delle Forze armate russe Vostok-2018 durante le quali sono stati mobilitati più di 300.000 soldati e un'enorme quantità di mezzi o comunque essere in qualche modo legati alle dichiarazioni sulla possibile uscita degli USA dal Trattato INF.

"Gli USA e la NATO ora devono dimostrare a tutti i costi che continuano ad essere una base solida per tutta l'Europa" ha spiegato Sudakov a Sputnik. "Bisogna tranquillizzare i partner europei e dimostrare che la potenza degli USA e dell'alleanza è più grande che mai e che l'Europa è protetta. Ma se gli europei vogliono la protezione, devono pagare".

Secondo lui con simili addestramenti gli americani stanno tentando diffondere tra i cittadini europei la paura di una grande guerra in modo tale che questi aprano più tacitamente i loro portafogli e inviino i propri cari a combattere per la NATO.

"In particolare, pagheranno per l'acquisto di altre armi americane e, chiaramente, per il trasferimento di nuove basi militari", precisa Sudakov. "Per gli USA questo è uno schema rodato per avere ulteriori entrate e un modo per schiavizzare altre nazioni: non appena gli americani mettono una base militare in un Paese, questo perde la sua sovranità".

L'esperto sottolinea che in Europa a provare un entusiasmo irrefrenabile per i grandi addestramenti della NATO sono solamente Polonia, Romania, Lituania, Lettonia ed Estonia. Invece, le più autosufficienti Germania e Francia sono un po' più scettiche. In questi Paesi sono in pochi a credere alla leggenda della "minaccia russa".

Correlati:

Times: NATO propone aprire i confini in UE per contenere più velocemente aggressione russa
Russia preoccupata dai maggiori legami tra UE e NATO
Tags:
vostok 2018, Trattato Inf, Trident Juncture, Esercitazioni NATO, OSCE, NATO, Sergey Shoygu, Jens Stoltenberg, USA, Russia, Norvegia, UE
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik