08:24 15 Novembre 2018
La bandiera dell'Albania

Due pallottole al petto per le relazioni greco-albanesi

© Sputnik . Илья Питалев
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Dal 1940 la Grecia e l’Albania non hanno mai firmato un trattato di pace, per questo da 80 anni si trovano formalmente in guerra fra di loro. Inoltre, i due Paesi non riescono a trovare un accordo sui diritti delle minoranze nazionali e sulla loro frontiera marittima sul Mar Ionio in cui vi sono giacimenti di petrolio e gas.

Di recente Atene e Tirana hanno avviato il processo di normalizzazione delle loro relazioni, ma i poliziotti albanesi hanno ucciso un cittadino greco e…

L'omicidio da parte delle forze speciali albanesi del greco Konstantinos Katsifas nell'Albania meridionale, in cui vive la minoranza greca, ha preoccupato la comunità e ha suscitato dubbi riguardo alle prospettive di normalizzazione delle relazioni tra Tirana e Atene. Ricordiamo che, secondo il comunicato diffuso dalla polizia, domenica a 6 km dal villaggio di Bularat (in greco, Vuliarates) vicino alla città di Argirocastro, il trentacinquenne greco in occasione della festa nazionale greca, il Giorno del No (il 28 ottobre del 1940 la Grecia si rifiutò di lasciare entrare le truppe di Benito Mussolini, NdR) ha issato la bandiera greca nel cimitero militare greco del luogo. Alla richiesta della polizia albanese di togliere la bandiera l'uomo ha risposto con dei colpi di Kalashnikov. Le forze dell'ordine albanesi hanno aperto il fuoco su di lui e Katsifas ha ricevuto due pallottole al petto.

Questo incidente è stato preceduto dagli ingenti sforzi profusi da Albania e Grecia per la normalizzazione delle relazioni bilaterali dopo che le due nazioni per 80 anni si sono trovate in guerra formale (dal 1940, quando l'Albania e l'Italia attaccarono la Grecia, non venne mai firmato un accordo di pace tra i due Paesi, NdR). Mentre rappresentanti del Ministero greco degli Esteri condannano le azioni della polizia albanese definendo "inaccettabile" l'omicidio di una persona indipendentemente dalle circostanze in cui è avvenuto e chiede spiegazioni, i suoi colleghi a Tirana sono delusi dal fatto che Atene non condanni invece l'attacco di un proprio cittadino nei confronti della polizia albanese.

Il primo ministro albanese Edi Rama ha reagito al tragico evento con un twit che invita i "cari vicini" a ringraziare dio che altre persone innocenti non siano rimaste coinvolte invece di definire "inaccettabile" l'omicidio di un "pazzo estremista".

Tuttavia, il corrispondente greco del canale televisivo ERT a Belgrado, Nikos Pelpas, che ha commentato i recenti eventi per Sputnik, è ottimista. Dice di credere che il processo di normalizzazione delle relazioni greco-albanesi continuerà e che si arriverà alla sottoscrizione di un trattato di pace. Secondo lui, l'esumazione, avviata il 12 ottobre, dei corpi dei soldati greci morti nella Seconda guerra mondiale in Albania dovrebbe portare proprio al raggiungimento di questi obiettivi.

"Nei Balcani qualunque evento può far scoppiare una crisi delle relazioni tra nazioni o popoli. Ma credo che il processo di normalizzazione delle relazioni greco-albanesi, avviato per porre fine alla guerra, non verrà interrotto e sarà anche accompagnato da un accordo economico sulle frontiere marittime, punto che sarà al centro dei negoziati tra i ministri degli affari esteri dei due Paesi", sostiene Pelpas.

Nonostante il fatto che i fan di calcio sia in Grecia sia in Albania gridino slogan sciovinisti, secondo Pelpas sul piano politico tutto lascia presagire il raggiungimento di un accordo.

Tuttavia, oltre alla questione del trattato di pace, la Grecia e l'Albania hanno altri due problemi. Gli albanesi sollevano continuamente la questione dei diritti degli albanesi-ciamurioti (membri di una minoranza albanese vissuti nella Grecia nord-occidentale e poi scacciati dopo la Seconda guerra mondiale per complicità con gli occupanti. Gli albanesi chiamano Ciamuria, da qui il nome di ciamurioti, la regione costiera dell'Epiro, cioè a sud dell'Albania e a nord della Grecia, NdR). Atene, dal canto suo, sostiene che in Albania ledano i diritti della minoranza greca.

Quanto ai ciamurioti, Peplas sostiene che loro non rappresentino un problema e che gli albanesi esagerino la questione: sono stati cacciati dalla Grecia per complicità con gli occupanti e hanno lo stesso destino dei Tedeschi dei Sudeti e gli Svevi del Banato. Secondo l'esperto, il numero di coloro che sono rimasti in Grecia non è abbastanza elevato perché gli albanesi possano strumentalizzarli durante i negoziati.

"Da un lato, le condizioni della minoranza greca in Albania negli ultimi anni non possono essere definite buone, tenuto conto del fatto che Tirana sta tentando di sciogliere le organizzazioni greche e di formare comunità in modo tale da includervi anche la popolazione albanese. Così facendo, Tirana può risolvere il problema della concentrazione dei greci in un'unica zona del Paese. Questo problema esiste davvero e penso che proprio questo potrebbe rappresentare un ostacolo in futuro", spiega Pelpas.

Pelpas ritiene che, considerando che con una sentenza della Corte suprema albanese è stato annullato il Trattato tra Grecia e Albania sulle frontiere marittime che nel 2009 gli allora primi ministri Kostas Karamanlis e Sali Berisha avevano firmato, la risoluzione di tale questione dipende in larga misura dall'Albania.

Peplas ricorda, inoltre, che anche le attuali autorità albanesi, i cui rappresentanti nel 2009 erano all'opposizione, si sono opposti a questo accordo e osserva che i negoziati per la conclusione di un nuovo accordo sono ancora in corso. Secondo lui nella controversia sulle frontiere marittime tra Albania e Grecia si sarebbero intromessi anche altri Paesi:

"La Turchia sta cercando in tutti i modi di impedire la firma dell'accordo da parte degli albanesi. Ma stando alle informazioni del Ministero greco degli Esteri, il documento è già stato stilato e la questione si risolverà solamente con la sua sottoscrizione", afferma l'esperto.

Nel filmato mandato in onda sulla televisione albanese che mostra l'omicidio di Katsifas, ripreso da un passante, si vede il presunto "colpevole" sparare a bersagli non ben visibili. Secondo la versione ufficiale albanese, subito dopo il "colpevole" sarebbe fuggito e avrebbe tentato di nascondersi sui colli circostanti dove poi è stato colpito.

Tuttavia, stando alle informazioni diffuse dai media greci, i membri della minoranza greca in Albania, i cui interessi sono rappresentati dall'organizzazione Omonoya, sostengono che Katsifas sia stato giustiziato e condannano la polizia albanese di aver infranto la legislazione sull'omicidio. Un amico del defunto, Pantelis Papistas, in diretta al canale televisivo greco ANT1, ha confutato le affermazioni della polizia albanese riguardo al fatto che Katsifas avesse problemi psicologici.

Secondo la versione ufficiale, il greco rimasto vittima dell'incidente avrebbe rifiutato di arrendersi e gli spari reciproci sarebbero continuati per almeno mezz'ora. Secondo la polizia albanese, vicino al corpo di Katsifas è stata ritrovata una borsa in cui vi erano circa un centinaio di cartucce e un coltello da guerra. I dubbi riguardo alla versione ufficiale sono corroborati dal fatto che le forze dell'ordine albanesi non abbiano ancora pubblicato un filmato dell'incidente che potrebbe fugare tali dubbi.

L'incidente avvenuto a Bularat ha scatenato proteste presso l'ambasciata albanese di Atene. Inoltre, a questo evento si collega anche il conflitto tra greci e albanesi ad Atene dove almeno 6 persone sono state vittime di gravi ferite. 

Nikola Jiksimovic

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