00:30 19 Novembre 2018
Armi sequestrate in Brasile

Settimo paese al mondo per armi in circolazione: il Brasile è pronto a legalizzarle?

© Foto : Tânia Rêgo/Agência Brasil
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Pochi giorni prima dell'inizio della settimana del disarmo, che si celebra dal 24 al 30 ottobre sotto l'egida dell'ONU, il presidente della camera bassa del Parlamento brasiliano Rodrigo Maia ha annunciato di voler mettere ai voti entro la fine dell'anno la legge per rivedere gli standard esistenti relativi alla detenzione e al trasporto di armi.

La questione della detenzione di armi ha spaccato la società brasiliana in chi ritiene che regole più morbide portino all'aumento del numero di uccisioni e chi sostiene che la liberalizzazione della vendita delle armi sia una forma di difesa personale. Il vincitore del primo turno e in testa ai sondaggi delle presidenziali, il candidato della destra Jair Bolsonaro, è uno dei principali sostenitori del cambiamento della legge sulla detenzione di armi, chiedendone una semplificazione.

Il disegno di legge prevede l'abolizione dell'obbligo di un cittadino di dimostrare la necessità per cui detenere l'arma e la concessione di autorizzazioni per trasportare le armi all'interno delle aziende nelle zone rurali e, d'altra parte, riducendo al tempo stesso il numero di armi che possono essere possedute legalmente da un cittadino da sei a tre.

L'economista dell'Istituto di Ricerca di Economica Applicata (Ipea) e consigliere del Forum brasiliano per la sicurezza pubblica Daniel Cerqueira, è convinto che con le possibili modifiche all'attuale legge sul disarmo ci si imbatterà in un aumento del tasso di criminalità. L'esperto ritiene che non solo il trasporto di armi, ma anche il fatto della loro presenza in casa gioca contro la sicurezza della famiglia.

"Molte analisi americane hanno già dimostrato che un'arma in una casa aumenta di cinque volte le probabilità che qualcuno all'interno delle mura domestiche venga ucciso o si suicidi. Per non parlare delle vittime tra i bambini. Più armi in casa significa che più armi verranno perse o rubate. Significa che aumenterà l'offerta sul mercato legale che, a sua volta, abbasserà i prezzi nel mercato nero delle armi e renderà le armi da fuoco più accessibili ai criminali",

— ha dichiarato il ricercatore in un'intervista a Sputnik, sottolineando che la nuova realtà non aumenterà la sicurezza pubblica, perché un'arma è uno strumento di attacco, non di difesa.

Un altro problema segnalato da Cerqueira è la mancanza di preparazione della maggioranza della popolazione a gestire strumenti così pericolosi come le armi:

"Immaginate la nostra società, con persone che si odiano a vicenda, che si scontrano in conflitti violenti, che si tratti di una fila in un bar o in un ingorgo, che si tratti di schermaglie di vicini o addirittura di una resa di conti per amore: tutti saranno armati. Non ho dubbi che questa sarà una tragedia per il Paese".

Fabricio Rebelo, anch'egli ricercatore di Ipea e coordinatore del Centro studi in giurisprudenza e sicurezza (Cepedes), condivide un'opinione diversa.

"La realtà brasiliana con regole e norme più flessibili per l'accesso dei cittadini alle armi da fuoco è molto più sicura rispetto a quella attuale. Subito dopo l'inasprimento delle regole per ottenere il porto d'armi, dove persino ottenere il permesso per la detenzione è diventato quasi impossibile, i nostri tassi di criminalità sono peggiorati", ritiene il ricercatore.

Secondo la ricerca dell'Ong “Small Arms Survey”, il Brasile è tra i primi dieci Paesi con il maggior numero di armi tra i cittadini, nonostante siano state adottate leggi dal 2003 che limitano la circolazione d'armi. Un'inchiesta sulle armi di piccolo calibro riporta che 14,84 milioni di armi girano tra i cittadini: 8 armi da fuoco ogni cento abitanti, tenendo conto sia delle armi registrate che quelle detenute illegalmente.

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Criminalità, Difesa, Sicurezza, Armi, Società, Brasile
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