08:10 19 Novembre 2018
Militari danesi

Nuovo progetto di legge in Danimarca, parla un giornalista critico della NATO

CC BY-SA 2.0 / Allied Joint Force Command Brunssum / Danish Soldiers
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Il Ministro danese della Giustizia prevede di introdurre una legge nazionale secondo cui gli utenti di Facebook al verificarsi di determinate condizioni potrebbero finire in carcere per aver pubblicato “contenuto ostile alla NATO”.

"Da tempo svolgo ricerche critiche sulla NATO", afferma il sociologo danese e autore del blog homosociologicus.com, Lars Jorgensen nell'intervista rilasciata a Sputnik.

Secondo i media, Soren Pind, il ministro danese della giustizia, starebbe prevedendo l'introduzione di una nuova legge nazionale nel suo Paese, membro dell'UE e della NATO. Il progetto di legge "Misure di contrasto alle operazioni di influenza psicologica, realizzate dai servizi segreti stranieri" prevede fino a 12 anni di carcere per i cittadini danesi che, durante le campagne elettorali, rilascino dichiarazioni discordanti dalla posizione ufficiale delle autorità. La legge si applica anche alle dichiarazioni pubblicate su social media come Facebook. Il progetto di legge deve ancora essere approvato dal parlamento danese.

"Penso che il parlamento danese non rappresenterà un ostacolo", ha dichiarato il sociologo e giornalista Lars Jorgensen della città danese di Varde.

"Il governo danese ha il sostegno dei Paesi occidentali. Il progetto di legge permette di criminalizzare dichiarazioni critiche nei confronti della NATO. Un altro punto importante è quando il governo è in grado di stabilire che tu collabori con i servizi segreti stranieri. Come cittadino danese e sociologo ora dovrei aver paura di essere accusato di collaborazione coi servizi segreti stranieri. Cosa che non faccio. Sono un semplice sociologo che desidera fare luce su quello che succede".

"Far tacere i detrattori"

Il cittadino danese è preoccupato dal fatto che probabilmente presto possa essere incarcerato. Per lui potrebbe essere la dura realtà non appena la legge verrà approvata a causa degli articoli critici sulla NATO disponibili online. Non solo sul suo sito personale, ma anche su Facebook dove tutti gli utenti possono condividerli. "Il mio account Facebook è stato bloccato per mesi interi", racconta Jorgensen. "Poi è stato anche disattivato. Ho circa 4000 amici fra i quali accademici di tutto il mondo". Facebook non ha risposto alle sue lamentele.

"Io sono uno studioso che ha un'opinione critica sulla NATO", afferma Jorgensen. "Al momento non ci sono molte posizioni critiche sulla NATO. Io ho ricercato in modo approfondito la storia della NATO. E mi confronto anche con un ampio gruppo di esperti e specialisti".

Il sociologo, ad esempio, conosce il "grande studioso della CIA" Douglas Valentine.

"Ho informazioni che smontano il profilo positivo della NATO. Queste informazioni dimostrano che la loro versione della guerra in Jugoslavia è una menzogna bella e buona. Lo stesso riguardo alla Libia. E alla Siria. Per la NATO e le forze politiche e lobbistiche ad essa collegate è importante far tacere i loro detrattori, quindi anche me".

Quando il ministro della giustizia prepara le leggi, ma nessuno ne parla

Poche pubblicazioni parlano del progetto di legge in previsione. Anche i media danesi praticamente non ne parlano. E questo non sorprende. Un'analisi dei media danesi ci rivela che sono 5 le maggiori pubblicazioni. E praticamente non ci sono pubblicazioni o riviste di sinistra o di critica sociale. Ma questi giornali non hanno scritto nemmeno una parola sul progetto di legge. Il panorama mediatico danese sembra, dunque, pesantemente compromesso.

I media danesi seguono pedissequamente l'operato della NATO, sostiene Jorgensen.

"Tutti i giornali danesi sono controllati da grandi conglomerati mediatici. Non permetteranno mai che io dica qualcosa di loro, come invece sto facendo in quest'intervista".

In Danimarca mancano altre proposte mediatiche.

"Se analizziamo i contenuti sulla Siria nei principali media danesi, sono persino più esagerati di quelli negli USA. C'è un disegno ben preciso dietro. Ma se si guardano i messaggi autentici mandati dalla Siria, cosa che io ho fatto, e si ascoltano le dichiarazioni delle persone normali, si sente un'unica domanda: perché il governo britannico sostiene i terroristi in Siria?".

"Armi in grandi quantità" in Siria

Il sociologo racconta dei comunicati pubblicati dai media britannici. The Guardian nel 2015 ha scritto che "vi sono prove a sufficienza del fatto che il governo britannico abbia fornito un importante supporto all'opposizione armata siriana". E si tratta non solo di uniformi protettive, ma anche di addestramenti, supporto logistico e forniture segrete di "armi in grandi quantità".

Peter Ford, ex ambasciatore britannico a Damasco, ha accusato Londra, parte della coalizione guidata dagli USA, di aver prolungato la guerra civile "attraverso il sostegno dell'opposizione". La notizia è stata riportata da The Independent nel 2016. E il governo olandese si vede confrontato ai media internazionali riguardo al sostegno degli insorti siriani, sostiene lo studioso danese.

Le ricerche di Jorgensen sono disponibili sul suo sito. "Il sito è pubblico ed è stato creato proprio per difendere i miei punti di vista. Gli utenti vi possono trovare più informazioni su temi come il neoliberalismo o il rapporto tra media occidentali e guerre".

"I danesi non stanno praticamente opponendo resistenza"

La sinistra in Danimarca è poco influente a mal organizzata, afferma il sociologo. "Sebbene in Danimarca vi sia un piccolo movimento a favore della pace, questo appunto è piccolo".

Per questo, non sorprende che proprio il piccolo giornale comunista Arbejderen per primo abbia dato la notizia del progetto di legge. L'articolo si intitolava: "Per questo si può finire in carcere".

Servizi segreti: "difendersi dalle attività straniere"

"Grazie al progetto di legge l'intento è identificare le seguenti attività punibili: aiutare i servizi segreti stranieri o collaborare con loro per influenzare l'opinione pubblica danese", riporta la proposta di legge. "L'obiettivo del progetto di legge è permettere di difendersi da attività illecite straniere in un processo penale". È molto probabile che tali operazioni rappresentino per la Danimarca una minaccia significativa.

Nella proposta di legge si citano i servizi segreti norvegesi secondo i quali è probabile che "le campagne russe di sensibilizzazione potrebbero rappresentare una crescente minaccia per la Danimarca. È altamente probabile che la Danimarca diventi l'obiettivo di queste campagne".

Russia: "Se le posizioni coincidono con quelle del Cremlino"

Anche i media danesi confermano il fatto che la proposta di legge sia antirussa. "Dopo la promozione della nuova iniziativa i danesi rischiano di passare fino a 12 anni in prigione se influiscono sull'opinione popolare con idee che coincidono con la posizione del Cremlino", ha scritto qualche giorno fa il giornale danese Berlingske. L'articolato del progetto di legge interessa "programmi televisivi, radiofonici, giornali e altre pubblicazioni su stampa, internet e social media. La proposta di legge non prevede nemmeno una soglia minima per l'avvio di un procedimento legale".

Il governo danese ha più volte criticato le recenti azioni mai confermate della Russia. Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg di recente ha dichiarato a n-tv che la NATO continuerà a tenersi pronta in caso di attacchi cibernetici russi. "La Gran Bretagna e la Danimarca hanno già messo a disposizione dell'alleanza i loro mezzi di contrattacco informatico".

La Danimarca nella NATO

La legge è "parte del piano di azione contro la cosiddetta influenza straniera che questo mese è stato lanciato dal governo", scrive il giornale Arbejderen a fine settembre. "Secondo il governo l'influenza esterna, in particolare proveniente dalla Russia, rappresenta una minaccia crescente per la Danimarca".

Al momento in Danimarca al potere si trova una coalizione liberal-conservatrice del partito danese Venstre. Il primo ministro danese, Lars Lokke Rasmussen, è in carica dal 2015.

Il Paese dal 1949 è partner fedele della NATO. La Danimarca è uno dei Paesi fondatori dell'alleanza che è guidata dagli USA e comprende 29 Paesi. Attualmente il segretario generale della NATO è il norvegese Jens Stoltenberg. Il suo predecessore è stato il danese Anders Fogh Rasmussen, in carica dal 2009 al 2014.

"La NATO è una guerrafondaia"

Secondo le statistiche di Military Balance, pubblicazione annuale dell'Istituto internazionale di Studi Strategici (IISS) di Londra, la forza militare danese si compone di circa 30.000 tra soldati e funzionari, 100 carri armati, 120 aerei da guerra e almeno 80 navi militari.

La NATO e la sua politica negli ultimi anni stanno affrontando un'ondata di critiche. Detrattori della globalizzazione, gruppi conservatori, gruppi di sinistra, sociologi, ex funzionari statali segnalano continuamente il "carattere militaristico" della NATO e dei suoi stati membri. 

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NATO, Russia, Danimarca
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