08:03 17 Novembre 2018
Cellula tumorale

La scienza e l'evoluzione: per l’organismo umano non era previsto lottare contro il cancro

CC BY-SA 4.0 / Destroyer of furries / Cancer cell
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Perché non si riesce a risolvere il problema del cancro, quando invece siamo riusciti a debellare molte altre malattie?

La maggior parte delle ricerche biofisiche moderne è indirizzata verso la lotta contro le malattie oncologiche. Perché non si riesce a risolvere il problema del cancro, quando invece siamo riusciti a debellare molte altre malattie? Quanto è importante la cooperazione internazionale in questo compito? Al corrispondente del progetto"Navigatore sociale" dell'agenzia d'informazione "Rossiya Segodnya" ne ha parlato il direttore della sezione di biofisica del GSI Helmholtz Center (Germania) Marco Durante:

— Professor Durante, pensa che la scienza potrà presto avere la meglio sul cancro?

— È una bella domanda, alla quale purtroppo non c'è risposta. L'allora presidente degli Stati Uniti Nixon una volta aveva espresso l'intenzione di sconfiggere il cancro in 10 anni. Potete vedere voi stessi con quali risultati…

In molti casi gli scienziati hanno individuato delle strategie indirizzate alla lotta contro le malattie oncologiche, ma poi si è scoperto che il cancro si annida non in un determinato gruppo di cellule, ma nel tessuto biologico.

Il cancro è "intelligente": trova diverse maniere per diffondersi.

Il metodo di immunoterapia, oggigiorno, sembra molto promettente nella battaglia contro il cancro, ma solo il tempo ci mostrerà i risultati. Nel corso dei prossimi dieci anni capiremo se è di un qualche aiuto oppure no.

— Quali sono gli altri approcci scientifici, oltre all'immunoterapia, che aiutano nella cura contro il cancro?

— Oggi esistono tre approcci fondamentali. Il primo è la terapia locale, che comprende in sé la chirurgia e la radioterapia. Il secondo è la terapia sistemica, a cui attengono la chemioterapia e la terapia ormonale. Il terzo consiste nell'immunoterapia e la terapia mirata (terapia target). 

La maggior parte dei pazienti riceve oggi tutti e tre i tipi di trattamento: questo approccio combinato ha ottenuto più successi.

Aspirina
CC BY-SA 2.5 / Ragesoss / Generic regular strength enteric coated 325mg aspirin tablets, distributed by Target Corporation

Certo, se andiamo a vedere la mortalità da patologie oncologiche, allora ci accorgiamo che nei Paesi occidentali essa non è diminuita sensibilmente; ma se guardiamo i casi di guarigione, allora la statistica va verso l'alto: questi due dati sono legati al fatto che l'aspettativa di vita delle persone è aumentata.

Il cancro è una malattia dell'età avanzata. Anticamente, quando una persona moriva all'età di 40 anni per un'infezione o per altre cause, il problema del cancro quasi non esisteva. Oggi molti muoiono di cancro semplicemente perché vivono più a lungo. 

È quindi così difficile sconfiggere il cancro: da un punto di vista evolutivo, non siamo stati strutturati per combattere contro questa malattia, essendo invece stati programmati per morire in un'età più giovane. Ora, vivendo di più, dobbiamo affrontare il problema delle malattie oncologiche. 

— Come valuta il contributo degli scienziati russi nella lotta contro il cancro?

— Lo voglio dire con assoluta sicurezza: gli scienziati russi hanno dato un enorme contributo in questo campo della scienza. I fisici nucleari russi, in particolare, hanno fatto davvero molto per lo sviluppo della moderna terapia a fasci di particelle.

Dal mio punto di vista, il problema sta nel fatto che gli scienziati russi non hanno sufficienti informazioni sulle ricerche dei colleghi stanieri, e tra noi e loro non c'è abbastanza comunicazione. Il livello della ricerca scientifica in Russia è effettivamente molto alto, ma i colleghi stranieri spesso non ne sono a conoscenza, non potendo leggere le pubblicazioni in lingua russa. Sappiamo appena dell'esistenza di gruppi e di centri scientifici russi, ma non conosciamo i risultati del loro lavoro. 

È assolutamente necessario che gli scienziati russi vengano pubblicati più spesso sulle riviste scientifiche internazionali e che essi visitino le conferenze internazionali: dobbiamo risolvere tale questione, dobbiamo lavorare di più insieme.

Vorrei anche far notare l'alto livello di preparazione degli studenti in Russia. Nel mio laboratorio in Germania lavorano molti studenti russi, tra cui quelli dell'Università nazionale di ricerca nucleare MIFI (NIJaU MIFI), e sono molto più bravi dei loro coetani tedeschi. 

In generale credo che il NIJaU MIFI si stia muovendo nella direzione giusta, facendo svolgere le ricerche scientifiche a contatto con i colleghi stranieri. Da quello che so, questo istituto superiore di studio ha fissato l'obiettivo di diventare una delle università più avanzate nelle classifiche internazionali: è un obiettivo molto ambizioso e lo sviluppo della cooperazione internazionale deve sostenerlo in tale raggiungimento.

Tags:
cancro, scienza, medicina
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