03:17 13 Novembre 2018
F-22 Raptor, un cacciabombardiere di quinta generazione

Raptor vs Favorita: l’F-22 vincerà sull’S-300 in Siria?

© AFP 2018 / SAUL LOEB
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La rivista The Drive ha parlato dei piani degli USA di utilizzare in Siria i caccia di quinta generazione F-22 Raptor i quali, secondo i soldati americani, sarebbero inattaccabili dagli S-300.

La fornitura dei sistemi missilistici terra-aria russi S-300, come previsto, ha messo in subbuglio Gerusalemme e Washington. I generali in attività e in congedo delle Tzahal e del Pentagono da più di una settimana stanno esprimendo la loro preoccupazione e minacciano Mosca e Damasco di rispondere alla pari. In particolare, la rivista The Drive ha parlato dei piani degli USA di utilizzare in Siria i caccia di quinta generazione F-22 Raptor i quali, secondo i soldati americani, sarebbero inattaccabili dagli S-300. Sputnik vi spiega se la Casa Bianca deciderà di farlo davvero e quali saranno le eventuali conseguenze.

F-22 Raptor, un cacciabombardiere di quinta generazione
© Foto : Photo US Air Force
F-22 "Raptor", un cacciabombardiere di quinta generazione

Tutto fila liscio sulla carta

La decisione relativa alla fornitura in Siria degli S-300 è stata presa il 17 settembre subito dopo l'incidente dell'Il-20 colpito in fase di avvicinamento finale. L'aereo di ricognizione è stato attaccato dal missile S-200 del sistema antimissilistico siriano guidato da un F-16 israeliano. Nella catastrofe hanno perso la vita 15 soldati russi. Il Ministero della Difesa ha incolpato Israele dell'accaduto dichiarando che la cessione a Damasco di moderni sistemi antimissilistici potrà scongiurare simili tragedie in futuro.
Sistemi missilistici terra-aria S-300
© Sputnik . Uriy Shipilov
Sistemi missilistici terra-aria S-300

Gli esperti sono convinti: l'Aviazione militare USA non si lascerà scappare l'occasione di scoprire come si comportano gli S-300 sul campo di battaglia. È difficile trovare un candidato migliore dell-F-22 al ruolo di aereo di ricognizione: infatti, quest'aereo è stato appositamente creato per la distruzione di sistemi antimissilistici molto avanzati. Ma ciò non significa che sarà completamente sicuro.

"L'idea americana di utilizzare i Raptor contro un sistema di difesa antimissilistica sarà realizzata più o meno così. Uno o più F-22 entreranno senza essere localizzati nella zona del nemico, attiveranno i propri sistemi di contromisure elettroniche e cominceranno a oscurare i mezzi di ricognizione nemici", spiega a Sputnik Sergey Sudakov, professore dell'Accademia militare. "Parallelamente colpiranno i radar, le piattaforme di lancio, i punti di controllo. Subito dopo i caccia penetreranno nella zona successiva e allora non sarà più possibile contrastare gli aggressori. Ma operazioni simili filano così lisce solo sulla carta".

Una guerra a colpi di parole

L'esperto ha sottolineato che, anche se i localizzatori del sistema antimissilistico di terra non vedranno gli F-22, il caccia comunque rivelerà la sua presenza nel momento in cui avvierà il radar di bordo. Secondo Sudakov i mezzi di controllo di terra sono in grado di localizzare la fonte del radar, cioè di determinare la posizione dell'aereo e in breve tempo lanciargli contro un missile.

L'unica cosa che un pilota del Raptor può fare in totale sicurezza è stabilire indicativamente il raggio d'azione dei sistemi di difesa antimissilistica. Ma questi sono in grado di cambiare velocemente la loro posizione. E comunque, secondo gli esperti, non esistono aerei del tutto invisibili.

"L'elevata impercettibilità degli F-22 ai radar è una realtà", afferma l'esperto militare Mikhail Khodarenok. "Ma affermare che questo aereo sia invisibile ai mezzi di geolocalizzazione degli S-300 è eccessivo. Nelle frequenze della banda centimetrica (SHF) l'F-22 è davvero impercettibile, ma questo non esclude la possibilità di aprirgli contro il fuoco. Invece, nelle frequenze della banda metrica (VHF) i Raptor sono ben visibili. Per adesso parlare di queste cose equivale a farsi una guerra a colpi di parole. Io sono assolutamente convinto che né gli israeliani né gli americani attaccherebbero gli S-300 finché vi saranno esperti russi in servizio su quei mezzi. Ma i missili guidati potrebbero tentare di distruggere questi bersagli non appena saranno consegnati ai militari siriani".

Khodarenok ha sottolineato che il livello di preparazione militare dei soldati siriani per il momento non corrisponde ai requisiti minimi e che non sarà possibile in breve tempo costruire nella repubblica araba un sistema antimissilistico efficace. La mancanza di esperienza dei siriani potrebbe avere effetti negativi sull'esercito russo e dare la possibilità ai media occidentali di parlare male dell'efficienza dei russi. E questo potrebbe compromettere la reputazione della Russia come esportatrice di armi.

A repentaglio c'è la reputazione

Gli americani hanno già messo alla prova più volte i sistemi antimissilistici siriani. Come evidenzia The Drive, gli F-22 sono stati impiegati attivamente all'inizio dell'operazione aerea. Gli "invisibili" F-22 hanno scandagliato le zone di copertura dei radar nemici per capire se questi fossero una minaccia per i moderni aerei occidentali. Tra l'altro, l'F-22 e il suo "giovane fratello, l'F-35, hanno fatto la loro comparsa nei cieli siriani anche in seguito. In particolare, la settimana scorsa i media internazionali hanno diffuso l'immagine di un Raptor in cielo scattata probabilmente dal caccia russo Su-35.

"È una guerra fatta di parole, minacce e terribili frecciate: un paravento dietro il quale si cela il desiderio di Washington di dichiarare la propria superiorità sulla Russia alla vigilia delle elezioni di metà mandato del 6 novembre", ritiene Sergey Sudakov, "Negli USA la Russia è da tempo presentata come uno spauracchio. Chiaramente, l'amministrazione in carica desidera farsi bella dinnanzi agli elettori. Con le parole non si va molto avanti. E anche se così fosse, allora anche un solo Raptor colpito potrebbe indebolire le posizioni degli autori statunitensi della "piccola guerra vittoriosa" e influire sui risultati delle votazioni".

Comunque vada, il Pentagono ci penserà dieci volte prima di scagliare i suoi migliori aerei contro i sistemi antimissilistici S-300. Mantenere la propria reputazione in una guerra reale è un'arma a doppio taglio. Basterebbe perdere anche solo un F-22 per rispondere a un attacco e l'intera reputazione statunitense nel campo dell'industria militare subirebbe un colpo senza precedenti. 

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Tags:
Relazioni Russia-USA, Crisi in Siria, S-300, F-22, USA, Russia
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