15:14 21 Novembre 2018
Lui straniero, lei russa: una coppia sulla Piazza Rossa

Tutti pazzi per Mosca: 7 ragazzi contro gli stereotipi

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I magnifici sette salvano i peones dai pregiudizi contro la Russia. Sette studenti del master di giornalismo dell'Università Autonoma di Barcellona hanno visitato Mosca ed hanno scritto un guida turistica alternativa dove spiegano che la Russia non è solo vodka, orsi e gente brutta e cattiva.

Proprio come i Magnifici 7 del film western, gli eroi di questa storia hanno professioni, personalità e provenienze diverse accomunate però dalla voglia di viaggiare e raccontare storie. Sono Paula Merchan Recal, ecuadoriana, Georgina argentina, Guillermo cileno, Letizia italiana e poi Alessandra, Maria Jesus e Natalia, spagnole.

Un anno fa si sono iscritti al master in giornalismo di viaggio dell'Università di Barcellona che prevede come lavoro finale la scrittura di una guida turistica alternativa, realizzata intervistando abitanti di una delle città selezionate.

Ai nostri sette "locos" Mosca è capitata per caso: potevano finire in Scozia, Moldavia, Marocco, Turchia, oppure Finlandia, ma il sorteggio delle destinazioni effettuato dai docenti del master li ha mandati nella Capitale Russa.

Poco male, come spiega a Sputnik Mundo Georgina, traduttrice d'inglese, argentina:

"Era la città che volevo visitare di più. Mi attirava tantissimo la cultura e poi ho delle amiche russe, perciò mi intrigava molto un viaggio in questo posto".

I sette studenti prima della partenza per Mosca
© Foto : Huella el mundo
I sette studenti prima della partenza per Mosca

Tra Barcellona e Mosca ci sono quasi 3600 km di distanza, senza contare i gradi (della temperatura atmosferica) e gli stereotipi su due popoli apparentemente agli antipodi: i caldi e simpatici spagnoli ed i freddi e cattivi russi.

Dopo il primo semestre introduttivo del master, venuti a conoscenza della loro destinazione finale, i sette studenti nel secondo semestre hanno intrapreso una preparazione specifica, seguendo corsi di antropologia, sociologia e storia della Russia.

A luglio, subito dopo i Mondiali di calcio, il gruppo composto da tre giornalisti in erba, due traduttori di inglese, una guida turistica ed una storica dell'arte, ha preso armi (macchina fotografica, blocknotes, penna, notebook) e bagagli ed è volato alla volta di Mosca, per conoscerla in persona.

Una città, molti stereotipi

Comunismo, violenza, alcolismo, freddo, gente che non sorride mai sono alcuni degli stereotipi più diffusi sui russi,  ma è veramente così?

Nel corso del loro viaggio i sette ragazzi lo hanno verificato di persona.

"La metà del gruppo nata in Sudamerica è cresciuta con una tv dove i russi sono sempre i cattivi: nei film, nei fumetti o nei cartoni. Siamo cresciuti con un rifiuto nei confronti dei russi, perciò andare a Mosca, incontrarli di persona è stata la cosa più bella che abbiamo scoperto quest'anno" spiega Guillermo Adrianzen Barbagelata.

Il resto del gruppo è d'accordo:

"Pensavo che fosse una città molto fredda. Abbiamo trovato molta pioggia, ma piano piano la città e la gente si sono aperti a noi. Dicono che i russi sono freddi e distanti, che non sorridono… Ci hanno tappato la bocca! Questo è stato lo stereotipo più grande che abbiamo rotto", ammette Paula.

Un'altra ragazza, Georgina, è rimasta stupita da un altro dettaglio e pensa che Mosca non abbia nulla da invidiare a Venezia e Parigi:

"Camminando per le sue vie Mosca mi è sembrata la città più romantica del mondo"

Perché? La risposta di Georgina e graffiante come le unghie di una pantera:

"Sembrava l'arca di Noè. Dappertutto era pieno di coppie che camminavano mano nella mano, si baciavano. Gli uomini si comportavano con galanteria. E poi era pieno di fiori: le russe vanno in giro portando sempre con sé un mazzo di fiori, come se fosse un accessorio insieme ai loro vestiti: in una mano la borsa, nell'altra i fiori"

Georgina, argentina che vive da tre anni a Barcelona è rimasta anche sorpresa dall'ospitalità dei moscoviti:

"Parecchie persone che abbiamo intervistato ci hanno dedicato un giorno intero. Un giorno intero ad una persona che non conosci!"

La copertina della guida Sem Moscù
© Foto : Huella el mundo
La copertina della guida "Sem Moscù"

7, il numero perfetto

Dopo il loro viaggio i "magnifici sette" hanno fatto ordine tra il materiale raccolto ed hanno scritto "Sem Moscu" ("Sem" significa "sette" in russo, "Moscu" è la traduzione del nome Mosca in spagnolo) una guida alternativa e interattiva alla Capitale Russa. In 120 pagine, arricchite da foto e video visionabili scannerizzando i codici QR, vengono trattate le seguenti tematiche: arte, sport, medicina, musica e comunità omossessuale. Al termine di ogni capitolo è presente un elenco di posti (guarda caso sette), suggeriti dagli intervistati.

 "La gente che va in Russia visita il Cremlino, la Piazza Rossa, la cattedrale di San Basilio. Noi vogliamo proporre un'alternativa a questi luoghi, una visione locale e non troppo turistica" spiega il cileno Guillermo.

L'unico maschio della compagnia durante il viaggio a Mosca ha maturato un legame indelebile con la Russia. No, non ha sposato una moscovita, ma ha ricevuto in regalo un tatuaggio da parte di una delle persone che ha intervistato, che di mestiere faceva proprio il tatuatore:

"E' stato molto disponibile e mi ha offerto di realizzare un tatuaggio gratis, a condizione che il disegno rappresentasse qualcosa di russo. I russi sono molto orgogliosi della loro cultura, dei loro scienziati, dei loro scritto. Alla fine ho accettato e mi ha tatuato un cosmonauta sulla schiena"

Guillermo con il suo tatuaggio regalo
© Foto : Huella el mundo
Guillermo con il suo tatuaggio regalo

Al momento la guida realizzata da questi studenti è in procinto di valicare l'ambito universitario, per essere data alla stampa e distribuita nelle librerie. 

Testo riadattato, originariamente pubblicato a firma di Cesar Salvucci su Sputnik Mundo

Tags:
Spagna, Mosca
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