08:08 15 Novembre 2018
Barriera corallina

Alternativa all’uomo: sulla Terra possibile una civiltà marina

© Sputnik . Anton Denisov
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Nel processo evolutivo molte specie hanno avuto la possibilità di diventare più intelligenti, ma soltanto l’uomo è stato in grado di sfruttare questa abilità.

I dinosauri, gli uccelli e molti primati hanno sviluppato il loro cervello fino a un certo punto e hanno acquisito qualità importanti: posizione eretta, mano prensile, socialità. Sputnik vi spiega cosa ha impedito loro di prendere il posto dei nostri antenati.

Dinosauri: intelligenti predatori

I piccoli dinosauri carnivori Troodon inequalis, vissuti alla fine del Cretacico (84-66 milioni di anni fa) in America settentrionale e in Asia, avevano un cervello piuttosto grande. Secondo i paleontologi canadesi, il rapporto tra massa cerebrale e massa media corporea (quoziente di encefalizzazione) nei Troodonti era di 6 volte superiore rispetto a quello di altre specie.

Se a questo aggiungiamo il sangue caldo (ricercatori americani hanno dimostrato che la temperatura corporea dei dinosauri preistorici oscillava tra i 36° e i 38°), la postura eretta, una dieta complessa (i Troodonti erano predatori, ma mangiavano anche vegetali) e la mano prensile tridattile, è possibile concludere che i piccoli Teropodi avessero tutto il necessario per diventare animali intelligenti.

L'evoluzione intellettuale è stata interrotta dall'asteroide caduto sulla Terra oppure dalla graduale estinzione cominciata 40 milioni di anni prima della completa scomparsa dei dinosauri.

"Alcuni paleontologi ritengono che la velocità con cui cresceva il cervello dei Teropodi è comparabile a quella degli australopitechi, i nostri antenati. Se non si fossero estinti, considerati i loro ritmi evolutivi iniziali senza alcuna accelerazione, oggi avrebbero un cervello di 1.100 cm3 e sarebbero animali intelligenti", scrive nel suo libro "Dostayushee zveno", Stanislav Drobyshevsky, dottore di ricerca in scienze biologiche e docente di antropologia presso la Facoltà di biologia all'Università statale Lomonosov di Mosca.

La civiltà degli struzzi

Le generazioni successive dei dinosauri volanti sono arrivate fino ad oggi e potrebbero anch'esse evolversi in esseri intelligenti se rinunciassero a volare. Erano in lizza per la "conquista del mondo" 65 milioni di anni fa quando i mammiferi erano piccoli e deboli.

Tuttavia, per conquistare i cieli hanno dovuto pagare un caro prezzo: l'ossatura degli uccelli si è fatta più leggera e il cervello si è rimpicciolito. La riduzione di peso ha imposto durante l'evoluzione anche la perdita di sequenze "superflue" di DNA (parti di genoma che non codificavano con nessuna proteina). Inoltre, la necessità di coordinare i movimenti in fase di volo ha portato all'aumento del cervelletto. Dunque, non è rimasto spazio nel cervello per lo sviluppo di altro.

Probabilmente, il ritorno a uno stile di vita sulla terraferma potrebbe dare alla loro evoluzione un nuovo impulso, se però continuassero ad esserci predatori. Infatti, quando vi è assenza di pericolo, la specie si "indebolisce" e l'attività cerebrale si semplifica. Esempi di questo sono il kiwi, lo struzzo e il dodo che non brillavano per capacità intellettive nemmeno fra gli stessi uccelli.

I nostri fratelli primati

Perché altri primati, oltre all'Homo, non sono diventati intelligenti? L'oreopiteco, ormai estinto, avrebbe potuto, secondo alcuni dati, diventare molto più intelligente dei nostri antenati, ma anche babbuini e gorilla hanno fatto letteralmente una gara evolutiva con l'uomo. Tuttavia, l'evoluzione ha preso una piega diversa.

Per dimensioni del cervello le prime scimmie antropomorfe (proconsul africanus, turkanapithecus) erano simili ai moderni babbuini. In queste scimmie e nei nostri antenati lo sviluppo è avvenuto alla medesima velocità, mentre la superficie della corteccia associativa è del tutto simile a quella che si registra oggi.

Inoltre, alcune specie di babbuini hanno fatto il loro ingresso nella savana insieme agli australopitechi e l'hanno addirittura conquistata con risultati migliori. Prima si sono insediati in Africa e da lì in tutto il pianeta. Ma i babbuini, a differenza dell'uomo, hanno scelto l'aggressività e una rigida gerarchia nel branco.

L'autorità del maschio-alfa era praticamente illimitata e in presenza di qualsivoglia insubordinazione il babbuino mostra i suoi affilati canini dai quali, tra l'altro, anche i nostri antenati stavano lontani in simili situazioni. Questo sistema sociale ha funzionato molto bene perché i babbuini, raggiunta la loro forma ideale già nel Pliocene, non hanno subito grandi cambiamenti anatomici per alcuni milioni di anni.

Nemmeno il gorilla è cambiato poiché in natura non aveva praticamente alcun nemico. Inoltre, questa scimmia, a differenza degli altri primati, non impiega utensili di alcun tipo. Tuttavia, in cattività alle volte si rivela più intelligente dei nostri parenti più stretti, gli scimpanzé. Il volume del cervello dei gorilla corrisponde ai valori minimi contemporanei del cervello umano e supera i valori degli australopitechi.

Città sotterranee di balene e delfini

La conditio sine qua non dell'intelligenza è un grande cervello e le sue dimensioni possono crescere all'infinito solo in acqua. Per questo, ad esempio, già 33-23 milioni di anni fa in termini assoluti quanto a cervello i cetacei hanno raggiunto i livelli degli ominidi più avanzati. Ma questo dato va inquadrato nel contesto: rispetto alla massa corporea, il cervello di delfini e balene è piuttosto piccolo e la trasformazione da zampe a pinne non permette loro alcuna attività con strumenti. Tuttavia, sono noti casi in cui le femmine di delfino hanno insegnato ai piccoli come cercare il cibo, mettendosi prima sul naso una spugna.

"La pesca di pesci e gamberetti non è il miglior stimolo per far progredire l'intelligenza. Per quanto possa essere difficile per i delfini inseguire un branco di pesci, rimane un inseguimento di pesci. Le probabilità di aguzzare l'ingegno sono poche. Lo stesso vale anche per i pinnipedi. Mangiare solo una tipologia di cibo, avere le pinne al posto delle gambe e avere molto grasso corporeo non contribuiscono allo sviluppo intellettivo di una specie", scrive Drobyshevsky.

Qualche possibilità di creare una civiltà marina ce l'hanno le lontre di mare (Enhydra lutris). Sono animali altamente sociali, dotate di mano prensile e, dunque, sempre al lavoro. Ad esempio, per non fare la fame, vanno a cercare i ricci di mare nelle fenditure del fondo marino. L'unica cosa che al momento impedisce il passaggio delle lontre di mare al successivo livello evolutivo è che vivono troppo bene nel loro habitat.    

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ricerca scientifica, animali
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