04:02 13 Novembre 2018
Il Pentagono

Gli scienziati sospettano che il Pentagono lavori ad armi biologiche

© Sputnik . David B. Gleason
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Gli scienziati sospettano che il Pentagono stia lavorando ad armi biologiche e, in particolare, alla creazione di insetti che diffondano virus GM. Gli stessi sviluppatori affermano che una simile tecnologia è necessaria per migliorare le proprietà delle piante e che sarà usata solo per buoni fini.

Gli studiosi dell'Istituto di scienze dell'evoluzione francese e dell'Università di Friburgo in Germania sospettano che il Pentagono stia lavorando ad armi biologiche: pensano che nell'ambito del progetto "Insect Allies" (Insetti alleati) della DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) gli insetti possano essere usati per la diffusione di virus geneticamente modificati nonostante le norme previste dalla Convenzione sulle armi biologiche. I ricercatori hanno espresso le loro preoccupazioni in un articolo pubblicato sulla rivista Science.

Il programma "Insect Allies" prevede l'utilizzo di insetti, ad esempio pidocchi, per modificare il genoma delle piante.

In tal modo i partecipanti al programma sperano di conferire alle piante l'immunità ad alcune malattie, alla siccità e ad altri fenomeni che minacciano le colture. Le ricerche in questo ambito sono cominciate nel 2016 con un investimento di 45 milioni di dollari. Ma gli scienziati sono dubbiosi su questo tipo di approccio: ritengono che i dati disponibili a proposito del programma sono eccessivamente limitati a proposito dell'applicazione di queste tecnologie per lo sviluppo dell'agricoltura negli USA e per il contrasto di emergenze.

Granata a Deir ez-Zor.(foto d'archivio)
© Sputnik . Ministry of Defence of the Russian Federation

"Dunque questo programma potrebbe essere considerato un tentativo di creare e diffondere virus dannosi. Se questo corrispondesse al vero, si tratterebbe di una violazione della Convenzione sulle armi biologiche e tossiche (BWC)", si evidenzia nell'articolo.

La Convezione prevede il divieto di sviluppo, produzione e immagazzinamento delle armi batteriologiche (biologiche) e delle armi tossiche e la loro distruzione.

"La Convenzione vieta lo sviluppo di qualsiasi agente biologico che non sia volto a espletare funzioni di prevenzione o di difesa", osserva S. Voeneki, una degli autori della ricerca. "Il metodo sviluppato è di difficile controllo ed è altamente improbabile che la sua applicazione sarà permessa in tempo di pace. Inoltre, inserire dei virus sulle piante è molto più semplice tramite nebulizzazione. Se l'obiettivo pacifico del progresso è la difesa delle piante, ci sono molte domande senza risposta".

"La cosa più importante è che questo possa indurre altre nazioni a sviluppare armi biologiche", afferma preoccupato il bioetico Nicolas Evans degli USA.

Il direttore del progetto Blake Backstein, chiaramente, nega queste supposizioni.

"Il DARPA non sta creando armi biologiche", conferma. "Se volessimo sviluppare armi biologiche, avremmo davvero chiesto alle università di proporre i loro progetti per le ricerche?".

Backstein ha definito l'articolo diffamatorio e dice di essere estremamente turbato della sua pubblicazione su Science.

Intanto in un'intervista rilasciata a The Washington Post Backstein ha ammesso che una serie di tecnologie sviluppate nell'ambito del progetto "Insect Allies" potrebbero avere una "doppia finalità" e venire applicate sia per la difesa sia per l'attacco.

"Secondo me, ogni tecnologia rivoluzionaria può avere una doppia finalità. Ma non è di questo che ci occupiamo. Noi miglioriamo la salute delle piante, ci concentriamo su finalità positive. Vogliamo garantire la sicurezza alimentare perché questa va di pari passo con la sicurezza nazionale secondo noi", afferma Bakstein.

Il governo degli USA ha un approccio, per così dire, specifico quanto alla sicurezza. Di recente Gazeta.ru ha riportato che, secondo l'amministrazione Trump, un po' di radiazioni non faranno niente alla popolazione. L'obiettivo dell'amministrazione è di indebolire gradualmente le norme federali relative ai livelli di radiazioni tollerati.

Nella loro decisione le autorità si basano sull'opinione di vari esperti che ritengono che livelli non elevati di radiazioni non siano nocivi, ma anzi benefici per l'organismo umano, come anche leggere esposizioni alla radiazione solare. Chi critica questa decisione teme che le modifiche proposte possano portare a un aumento delle dosi di radiazioni consentite a cui saranno sottoposti i dipendenti delle centrali nucleari, dei distributori di benzina e i medici specialisti in radiografia e tomografia. Inoltre, in pericolo sarebbe anche la salute dei dipendenti delle discariche e di molte altre persone che in un certo momento saranno esposte a un livello elevato di radiazioni.

Precedentemente l'amministrazione Trump ha già eliminato i vincoli sulla concentrazione di sostanze nocive e tossiche presenti nelle centrali termoelettriche e nei tubi di scappamento delle automobili. Questo è stato fatto per eliminare il carico eccessivo, secondo la Casa Bianca, sull'imprenditoria.

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Armi biologiche, DARPA, Donald Trump, USA
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