02:58 19 Ottobre 2018
Soldati in Libia

Cosa sappiamo del trasferimento di soldati russi in Libia

© AFP 2018 / DOMINIQUE FAGET
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In Libia sono stati trasferiti dei soldati russi come rinforzi alle truppe guidate da Khalifa Haftar, che controlla l’Est del Paese, come riporta The Sun. L’invio del contingente russo è avvenuto negli ultimi mesi, hanno confermato le nostre fonti.

Presunto trasferimento di truppe

La Russia ha trasferito nella regione orientale della Libia alcune "decine" di soldati delle forze speciali e di ufficiali dell'ex KGB, scrive The Sun riportando non citate fonti di Downing Street. Secondo i dati della pubblicazione britannica, gli specialisti russi si starebbero occupando di addestrare l'esercito del maresciallo Khalifa Haftar al quale Mosca ha fornito armi pesanti. In Libia la Russia ha già creato due basi militari sulla costa nord-orientale del Paese, nelle città di Tobruk e Bengasi. Entrambe le basi sono state dispiegate grazie al finanziamento della compagnia militare privata di Wagner, scrive The Sun.

La presenza di militari russi in Libia è stata confermata da una fonte vicina al Ministero russo della Difesa. Il contingente russo in Libia è costituito da divisioni di truppe aviotrasportate, trasferite dalla periferia di Mosca in Libia. La fonte ha, inoltre, aggiunto che il trasferimento è cominciato già alcuni mesi fa.

Una fonte vicina alle autorità libiche ha confermato l'attività militare russa nella regione. Le fonti hanno affermato che alleato della Russia in Libia è l'esercito libico guidato da Haftar.

I fatti riportati dalla pubblicazione britannica The Sun non corrispondono alla realtà, sostiene il capo del gruppo di contatto russo per la risoluzione della questione libica Lev Dengov. "Non è la prima volta che ci troviamo di fronte a una situazione in cui la collaborazione della Russia con uno degli attori sulla scena libica viene presentata come politica di supporto di una sola parte. Le informazioni relative al sostegno russo nel conflitto non corrispondono alla realtà", ha confermato Dengov. "Ad oggi i dirigenti del nostro Paese hanno elaborato una politica statale precisa nei confronti della Libia, vi sono obiettivi concreti legati al ripristino dei legami commerciali tra Russia e Libia, il governo si è posto l'obiettivo di interagire con tutte le parti del conflitto libico. Inoltre, la Russia collaborerà con i principali attori sulla scena internazionale interessati alla risoluzione del conflitto, cioè l'Italia, la Francia e gli altri Paesi della regione", ha ricordato.

"Davvero i media britannici sperano che la Russia arrivi e sistemi il caos creato in Libia dalla coalizione occidentale in 7 anni?", hanno twittato dall'Ambasciata di Russia nel Regno Unito in risposta alla pubblicazione The Sun.

È stata inviata al Ministero russo della Difesa, al Ministero degli Esteri britannico e quello russo una richiesta per ottenere un commento ufficiale sull'attività militare russa in Libia.

Al momento è in vigore l'embargo dell'ONU per la fornitura di armamenti e il trasferimento in Libia di contingenti militari, ha ricordato Valisy Kuznetsov, direttore del Centro di studi arabi e islamici presso l'Istituto di studi orientali dell'Accademia nazionale russa delle scienze. "La Russia ha aiutato militarmente la Siria su invito delle autorità ufficiali, ma in Libia il governo ufficiale è quello di Tripoli riconosciuto tra l'altro anche da Mosca", afferma l'esperto. Secondo lui, i comunicati riguardanti l'invio di un contingente militare russo nel Paese dell'Africa settentrionale non corrisponderebbero al vero. In Libia vi sono compagnie militari private italiane e francesi che difendono i siti destinati all'imprenditoria privata, ma ci sono anche mercenari da Paesi africani, in particolare dal Sudan.

Quali obiettivi persegue la Russia in Libia

 Secondo The Sun, Theresa May è stata informata delle attività russe in Libia. Se Mosca riuscirà a controllare la costa settentrionale del Paese, potrà gestire l'intensità dei flussi migratori dall'Africa in Europa, ha osservato il primo ministro britannico.

"Il fatto è che siamo estremamente vulnerabili ai flussi migratori e alle oscillazioni del mercato petrolifero che dipendono dalla situazione in Libia", ha ammonito la fonte al quotidiano britannico. E ha sottolineato: sostenendo Khaftar, il presidente russo Vladimir Putin desidera rendere la Libia una nuova Siria.

Thomas Tugendhat, capo della commissione agli affari esteri presso la Camera dei comuni, ha definito "preoccupanti" le attività di Mosca, ma comunque prevedibili. "I russi, senz'ombra di dubbio, stanno tentando di sfruttare il controllo sui flussi migratori africani a loro vantaggio", ha affermato il deputato citato da The Sun. La sera dell'8 ottobre una serie di influenti deputati hanno invitato la May a prendere tempestivamente dei provvedimenti per "contrastare la minaccia russa" in Libia, scrive The Sun. "Non possiamo ignorarlo", hanno twittato il deputato britannico e James Cleverly, vicesegretario del Partito conservatore. I politici russi considerano questi timori inconsistenti. Secondo Konstantin Kosachev, presidente del comitato internazionale presso il Consiglio della Federazione Russa, la responsabilità della spiacevole situazione in Libia è della Gran Bretagna e dei suoi alleati NATO. Le accuse rivolte alla Russia Kosachev le ha definite "deliranti".

La presenza russa in Libia è legata agli interessi petroliferi, ha rivelato una fonte vicina al Ministero russo della Difesa.

In Libia la Russia starebbe perseguendo innanzitutto obiettivi non politici, ma economici, afferma Dmitry Frolovsky, esperto indipendente del Medio Oriente. "Non penso che oggi Mosca abbia cominciato a trasferire i militari in Libia perché desidera controllare i flussi migratori e fare pressione sull'Occidente", ha osservato. E ha sottolineato che gli interessi economici russi in Libia sono sotto gli occhi di tutti. "Si tratta dello sfruttamento di giacimenti di petrolio e degli interessi delle compagnie statali russe nel Paese, nonché della costruzione di una ferrovia", ha precisato l'esperto. Se le notizie riguardo alla presenza militare russa in Libia corrispondessero al vero, è verosimile che siano state decise con l'intento di stabilizzare la regione orientale del Paese per garantire la sicurezza necessaria allo svolgimento di attività commerciali, ha aggiunto l'esperto.

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crisi in Libia, NATO, ONU, Theresa May, Khalifa Haftar, Gran Bretagna, Russia, Libia, Siria
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