01:57 19 Ottobre 2018
La bandiera della Serbia

La Serbia ha paura di porre domande scomode sulla propria sicurezza

© Sputnik . Ruslan Krivobok
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Dall'8 all'11 ottobre in Serbia ci sono le esercitazioni congiunte con la NATO.

Per tre giorni ci saranno esercitazioni per le situazioni di calamità naturali e catastrofi, le "Serbia 2018", per questo motivo il segretario generale dell'alleanza, Jens Stoltenberg, ha visitato Belgrado e ha incontrato il presidente serbo Alexander Vucic. La scorsa settimana, dal primo al 6 ottobre, il paese ha tenuto esercitazioni russo-serbe, le Bars 2018. Una settimana dopo, il 17 ottobre, inizierà il forum di Belgrado per la sicurezza: "Costruire un futuro comune in tempi di instabilità", in visita ci sarà il primo ministro della Macedonia, il presidente dell'Austria e i vice ministri degli esteri di Italia e Repubblica Ceca.

L'editorialista di Sputnik Serbia, l'esperto militare Miroslav Lazansky, è perplesso, perché in Serbia ogni settimana ci sono forum e "tavole rotonde" per la sicurezza, tutti i tipi di esercitazioni, ma ostinatamente si tacciono i punti veramente importanti per la sicurezza regionale nei Balcani.

Forum e altre riunioni in cui si discute di sicurezza, ci sono quasi ogni ora. La sicurezza è nelle nostre orecchie. E a soli 250 km a sud di Belgrado, in Kosovo, i bambini serbi arrivano a scuola sotto la scorta della KFOR (Forze internazionali di sicurezza in Kosovo, sotto la guida della NATO), e di questo nei forum nessuno ne parla. Se si scava sui finanziatori di tutte queste infinite riunioni sulla sicurezza nella regione, diventa chiaro perché alcuni temi vengono taciuti per anni.

Ad esempio, il tema dello scudo antimissile americano in Romania, è chiaro che i romeni non vogliono particolarmente parlare di questo, perché in cambio del consenso dell'inserimento di questa difesa antimissile, per Deveselu ha ricevuto dall'FMI una bella somma. Ma perché nessuno dei partecipanti di Belgrado a queste discussioni, su questioni di sicurezza, non ha mai chiesto come una base americana con le armi nucleari, a circa 200 chilometri da Belgrado, influenza la sicurezza della Serbia? O quelli che finanziano forum simili vietano di fare domande del genere? Infatti, in caso di conflitto la base di Deveselu può diventare legittimo obiettivo russo, non dobbiamo dimenticare che l'Unione Sovietica non ha mai avuto basi militari in Romania e Bulgaria.

Davvero, qual è il legame che può esserci tra i 20 miliardi di dollari, che il FMI ha dato alla Romania sette anni fa per superare la crisi economica, e la base? In ogni caso, i Balcani confermano ancora una volta, che i soldi aiutano a penetrare ovunque. Resta solo da chiedersi quali sono i gradi militari per questa "impresa", assegnati alla guida del FMI. Allo stesso modo hanno posizionato lo scudo antimissile in Romania, che fin dall'inizio è stato diretto contro la Russia.

Negli ultimi anni la diplomazia americana ha cercato di spiegare a tutto il mondo e soprattutto all'Europa, che questo "scudo" è necessario per proteggere gli USA dai missili della Corea del Nord e Iran. Poi la versione della minaccia nordcoreana è scomparsa: qualcuno ha guardato meglio il globo e si è reso conto che siamo stati presi per sciocchi.

Ma è rimasto l'Iran con i suoi missili. La difesa antimissile in Repubblica Ceca Barack Obama l'ha rifiutata, appena entrato nella Casa Bianca. Tutti gli specialisti affermavano che la Repubblica Ceca ha la posizione ideale per lo scudo antimissile americano, ma si scopre, che questo era sbagliato. Nessuno si è scusato per aver mentito. Beh, forse non lo sapevano. Mosca in risposta allo scudo americano in Polonia, ha inserito a Kaliningrad i missili "Iskander", e Washington ha annunciato la cosiddetta "terza zona di posizionamento" nel Mediterraneo: sulle navi da guerra della Sesta flotta della Marina USA in Turchia o in Israele, che, devo ammettere, mi sembra abbastanza logico, se parliamo di Iran. Ma improvvisamente si scopre la Romania e il Mediterraneo. Sembra che qualcuno debba tornare a conquistare il globo.

Il processo militare di accerchiamento della Russia va avanti. Un pò a nord, poi a sud. Accettando la proposta di Washington, Bucarest ha provocato un cambiamento nella situazione della sicurezza nel Mar Nero e nel sud est dell'Europa. Al forum di Belgrado nessuno ne parla. La posizione dell'Ucraina per la Russia è ancora più importante. E Kiev ora è ancora più lontano dall'ingresso nella NATO rispetto a cinque anni fa. La marina militare russa a Sebastopoli ha acquisito ancora più importanza. La Russia aumenterà il potenziale missilistico offensivo nel sud del suo territorio e non risponderà ai passi degli Stati Uniti con mezzi militari simili. Al contrario, Mosca parerà i colpi di Washington con azioni asimmetriche e sistemi di combattimento, non permetterà di attirarla in una costosa corsa agli armamenti.

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Tags:
Sicurezza, Sicurezza, esercitazioni, NATO, Serbia
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