20:45 21 Ottobre 2018
Hacker

USA, accusati sette presunti militari russi di crimini informatici

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Il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti ha accusato sette "ufficiali dell'esercito russo" di crimini informatici. Lo ha annunciato il procuratore generale aggiunto per la sicurezza nazionale John Demers.

"Questi sette sono accusati di una campagna su vasta scala di hacking per il furto di informazioni personali e segrete, e la pubblicazione di queste informazioni al fine di vendicarsi delle critiche alla Russia e inclinare l'opinione pubblica a favore della Russia", ha detto Demers.

I sospetti, additati dall'FBI quali appartenenti all'esercito russo, sono Dmitry Badin, Artem Malyshev, Alexey Minin, Alexey Morenets, Yevgeny Serebryakov, Oleg Sotnikov e Ivan Ermakov. Tutti loro si trovano attualmente in Russia.

Essi sono anche accusati di riciclaggio di denaro usando la criptovaluta.

"Hanno usato le criptovalute, come i Bitcoin, per la realizzazione dei loro piani, come il pagamento di server, la registrazione dei domini, i servizi dei fornitori, per acquisire altri strumenti per l'hacking. I trasferimenti finanziari sono avvenuti in parte negli Stati Uniti", ha detto il procuratore per il distretto occidentale della Pennsylvania Scott Brady.

Demers sostiene che il laboratorio chimico dell'Aia e la società nucleare Westinghouse, che forniva combustibile alle centrali nucleari in Ucraina, hanno subito gli attacchi di questi hacker. Secondo Washington, sarebbero gli stessi che hanno violato i server del laboratorio svizzero che ha analizzato la sostanza tossica con cui sono stati avvelenati Sergey Skripal e sua figlia. Tra gli obiettivi degli hacker c'è anche un certo numero di organizzazioni sportive e agenzie antidoping.

"Le accuse di oggi riguardano gli stessi agenti dei servizi segreti russi arrestati a L'Aia e i loro colleghi a Mosca. Essi hanno collaborato per effettuare attacchi hacker contro individui e organizzazioni negli Stati Uniti, in Canada e in Europa al fine di ottenere informazioni o ottenere l'accesso a questi per il successivo utilizzo nell'interesse del governo russo", ha Demers.

Il ministero della Difesa olandese ha annunciato oggi che l'intelligence ha sventato un attacco hacker all'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW) da parte di quattro cittadini russi. I sospettati sono stati espulsi dal territorio dei Paesi Bassi il 13 aprile.

Una fonte del ministero degli Esteri russo ha osservato che Mosca ha già accesso alle informazioni dell'organizzazione, quindi le accuse sono assolutamente infondate e ha definito le accuse "un esempio della politica obsoleta di alcuni paesi occidentali".    

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russi, accuse, Attacchi informatici, hacker, Hackeraggio, Sospetti, servizi segreti, USA, Russia
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