17:13 20 Ottobre 2018
Cocaína com rosto de Escobar no Rio.

Emulare Escobar: in Brasile provano a creare un cartello della droga transnazionale VIDEO

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Oligopolio. Offerta limitata. Esclusione della concorrenza.

Queste sono le tre caratteristiche principali di un cartello e sono perfette per descrivere il movimento Primo Ordine della Capitale (PCC) in Amazzonia che è diventata ormai un vero e proprio campo di battaglia fra le organizzazioni criminali per accaparrarsi il diritto di controllare i flussi di droga i quali fanno arrivare la cocaina e la canapa non solo in Brasile, ma anche in molti altri Paesi.

In questo reportage speciale di Sputnik risponderemo a diversi interrogativi: da dove e come la droga arriva in Brasile e poi in altre zone del mondo, come agiscono i gruppi criminali brasiliani, chi sono i pirati del fiume Solimoes e quale ruolo svolgono nella guerra tra bande.

© Sputnik .
Traffico di droga in Brasile

I "re" del narcotraffico in Brasile

Oggi il maggiore gruppo criminale in Brasile, il PCC, controlla i flussi di droga più redditizi del Paese che garantiscono la fornitura di marihuana dal Paraguay e di cocaina dalla Bolivia. Va detto che le figure chiave di questa organizzazione lavorano in questi due Paesi per ridurre ancora di più la distanza tra luogo di produzione e di fornitura e aumentando così il guadagno in ognuno dei punti intermedi del processo.

Le autorità locali brasiliane hanno rivelato a Sputnik che la lotta sempre più accesa per impadronirsi dei flussi di droga in Amazzonia, lungo i fiumi Solimões e Japurá, è per loro fonte di grandi preoccupazioni. Innanzitutto, temono che i narcotrafficanti brasiliani emulino Pablo Escobar e creino un cartello della droga internazionale che viene già chiamato ufficiosamente "Narcosul".

"Il PCC in realtà ha tentato, e sta ancora tentando, di stabilire il monopolio sul narcotraffico in Brasile", ha affermato Márcio Sérgio Christino, pubblico ministero dello stato di San Paolo.

Sin dall'inizio il funzionario brasiliano ha preso parte alle indagini riguardanti questo gruppo criminale che ha fatto la sua comparsa nel 1993 nello stato di San Paolo. Christino pensa che il gruppo proverà ad espandersi verso nord.

"[Loro ci stanno riuscendo] attraverso la soppressione delle forniture di droga dal Perù in vari modi, come l'invio sul posto di loro agenti. […] Qual è il loro obiettivo? Se continuerete con queste forniture, toglierete ossigeno ad altri gruppi, fra cui il Commando Rosso che opera a Rio. E quando gli altri gruppi saranno indeboliti, il PCC avrà spazio per prendere il controllo del narcotraffico su tutto il territorio brasiliano", spiega.

Narcotraffico e livelli di criminalità

Il principale avversario del PCC nella realizzazione di questo progetto di conquista del mondo è la Famiglia del Nord (FDN), un'organizzazione criminale che tiene ancora sotto il suo controllo gran parte dei flussi nel nord del Paese.

Poliziotti in Cina
© Sputnik . Valeriy Melnikov
Tuttavia, secondo le autorità, sembrerebbe che il PCC non voglia affrettarsi a entrare in guerra con questo cartello. Ma i primi passi in tal senso sono già stati fatti: in particolare, si tratta della sommossa presso il penitenziario di Anisio Jobim (Compaj) durante la quale a gennaio del 2017 sono morte 56 persone. Secondo la polizia, la tragedia si è verificata in seguito a uno scontro tra membri del PCC e della FDN che si contendevano l'un l'altra il potere nella prigione.

Stando ai dati del Segretariato per la sicurezza pubblica dello stato Amazonas, nei primi 6 mesi di quest'anno nella capitale dello stato, Manaus, vi sono stati 530 omicidi. Secondo le autorità locali, la ragione principale di livelli così elevati sarebbe proprio la contrapposizione tra cartelli della droga.

"Ad oggi il narcotraffico è la base di tutti i crimini che si verificano nella città di Manaus. […] Ci troviamo in un punto strategico, abbiamo accesso al confine con il Perù e la Colombia, ai fiumi lungo i quali si trasportano la canapa e la cocaina pura", rivela a Sputnik Paulo Mavignier, membro del Dipartimento di indagini sul traffico di droga presso la polizia dello stato Amazonas.

Pirati della droga

Oltre a tutto questo, il PCC è considerato uno dei principali sponsor della pirateria nelle acque del fiume Solimões grazie alla sua collaborazione con un altro gruppo criminale dello stato di San Paolo, la Famiglia di Coari (FDC), che ha la sua base a 363 km dalla capitale dello stato Amazonas e si occupa di arruolare i pirati.

Sputnik Brasile si è recato nella "capitale della pirateria", Coari, e ha scoperto che l'avvicinamento tra PCC e FDC è avvenuto di recente. Il rappresentante principale del PCC nella città è Gerlan Souza Ferreira, fuggitivo e autorità locale che è sopravvissuto a due attentati.

Prima aveva due soci del PCC, Raimundo Araújo de Souza soprannominato il "Nero di Catara" e José Gerson Mota da Silva soprannominato il "Macellaio". Oggi entrambi si trovano nel penitenziario di Manaus.

La strategia del PCC che consiste nel finanziare la pirateria nella parte centrale del percorso del narcotraffico (controllato dalla nemica FDN) sta dando i suoi frutti. Infatti, in cambio di un "tetto" in prigione, i pirati mettono i bastoni fra le ruote ai due concorrenti del PCC, cioè la FDN e il Commando Rosso (CV), il cartello della droga principale di Rio. Questo non è di secondaria importanza dato che il Solimões rifornisce anche il mercato di Rio. Il CV, a sua volta, ha interrotto qualsiasi relazione con il PCC nel 2016 dopo l'omicidio del barone della droga paraguaiano Jorge Rafaat Toumani. Questo pose fine all'intermediazione sul confine tra Bolivia e Paraguay per la fornitura di droga in Brasile e rafforzò il PCC in qualità di gestore del principale flusso di esportazione della canapa paraguaiana e della cocaina boliviana in Brasile e poi in Africa ed Europa.

Al tempo stesso questo astuto progetto di collaborazione tra PCC e FDC sta provocando un aumento della criminalità nella zona tra la sorgente e la foce del Solimões. In parte durante gli scontri tra pirati e narcotrafficanti che attraversano il fiume in direzione di Manaus si impiegano armi di grande calibro e si assiste allo squartamento o alla decapitazione dei nemici nelle vicinanze della foresta amazzonica.

Inoltre, a queste operazioni prendono parte anche membri delle FARC, Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia. Sono pesantemente armati, hanno ricevuto un ottimo addestramento e garantiscono la fornitura di droga colombiana verso Manaus.

Coari ha la sua base a 363 km dalla capitale dello stato Amazonas e si occupa di arruolare i pirati
© Sputnik . Thiago de Araújo
Coari ha la sua base a 363 km dalla capitale dello stato Amazonas e si occupa di arruolare i pirati

Il cartello transnazionale "Narcosul"

Un altro progetto del PCC è l'espansione delle proprie strutture oltre i confini brasiliani. Gilberto Aparecido dos Santos soprannominato "Ciminiera" è oggi il maggiore rappresentante del gruppo nelle trattative con i narcotrafficanti boliviani e, secondo le autorità dello stato di San Paolo, al momento è latitante nel Paese. La cocaina prodotta in Bolivia arriva nel porti meridionali del Brasile attraverso le ferrovie del Paraguay (da dove il PCC importa la canapa).

Secondo il pubblico ministero Márcio Sérgio Christino, il PCC non si sta affrettando a prendere il controllo di tutti i flussi di narcotraffico in Amazzonia. Il gruppo ha un altro progetto: una volta acquisiti nuovi "soldati", esperienza e risorse, prevede di inghiottire gli altri gruppi o di allearsi con loro.

Inoltre, le autorità sanno che il cartello della droga sta instaurando rapporti sempre più solidi con gli spacciatori peruviani e colombiani per appropriarsi in futuro di tutte le loro operazioni in Amazzonia. Se le autorità del Paese non agiscono in qualche modo, le conseguenze potranno rivelarsi catastrofiche, ammonisce Christino.

"Abbiamo di fronte una nuova sfida. Fino ad oggi non vi erano organizzazioni tanto grandi da formare un cartello. Questo è successo solo recentemente. Per questo ritengo necessario rivedere completamente i metodi di contrasto a questo cartello su scala nazionale. Uno stato o un ente non sono in grado da soli di contrastare un cartello di questa portata considerando le azioni che una simile organizzazione può intraprendere e la difficoltà di un simile caso", riconosce Christino.

I tentativi del PCC di monopolizzare il narcotraffico brasiliano e di espandersi in altri Paesi dell'America del Sud sono volti a rafforzare il "Narcosul". È ciò che non osò fare nemmeno il celeberrimo barone della droga colombiano Pablo Escobar. Tuttavia, le prospettive di crescita della narcocriminalità in Messico nel 2018 sono molto più preoccupanti rispetto a quelle colombiane.

"Se non si contrasterà l'organizzazione, questa crescerà e comincerà a capitalizzare così velocemente che non riuscirete più a fermarla. Ci troviamo in una situazione in cui il criminale ha in pugno la persona comune a tal punto che l'intera società è prigioniera dell'organizzazione criminale. Per questo dobbiamo decidere se investire e prenderci la responsabilità di contrastare seriamente quest'organizzazione per non ritrovarci poi in una società asservita e inerme di fronte alla droga. Questa decisione dobbiamo prenderla oggi", conclude Christino. 

Thiago de Araujo

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droga, Brasile
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