14:33 22 Ottobre 2018
Il-20 alla base aerea russa a Hmeimim in Siria

Il post IL-20: Israele deve dimostrare di tenere alle vite dei russi

© AP Photo /
Mondo
URL abbreviato
9151

Si continua a far luce sulle circostanze della scomparsa dell’Il-20 in Siria. Putin ha comunicato la posizione della Russia: l’incidente è stato causato da una serie di tragici eventi.

Tuttavia, è un grave errore ritenere che questo voglia dire "non ci possiamo fare niente". Al contrario. Questo è uno di quei casi in cui la frase del politico sovietico Lazar Kaganovich si rivela più attuale che mai:

"Ogni guasto ha un nome, cognome e occupazione".

In questo caso si parla, in primo luogo, di 15 soldati russi morti. In secondo luogo, bisogna capire come mai questa serie di eventi è stata resa possibile. E in terzo luogo, come eliminare per sempre la possibilità che tali casi si ripetano in futuro.

E proprio per questo ai russi e non solo sembra inaccettabile la posizione pubblicamente rivendicata da Israele secondo cui "i siriani sparassero senza freno e non fossero in grado di ricorrere alla difesa antimissilistica". È una posizione inaccettabile anche per Israele stesso.

E il busillis sta proprio qui. Alla guerra in Siria, esempio lampante di quanto il nostro mondo sia paradossale, prendono parte alcuni dei mezzi militari più forti del pianeta e ognuno di questi persegue un obiettivo opposto a quello degli altri. Ciononostante, il numero di vittime fra i soldati di queste nazioni in guerra è oltremodo limitato. Tutti sanno come si è creata questa situazione: grazie a un rigido e scrupoloso sistema di coordinamento e di accordi reciproci il cui moderatore è la Russia. La guerra in Siria è probabilmente il conflitto più "diplomatizzato" e regolamentato di tutta la storia contemporanea.

Tuttavia, la Russia è diventata il "moderatore della guerra" non solo perché proprio con il suo aiuto il governo siriano ha abolito la pena di morte e sta passando in rassegna ogni metro del proprio territorio per liberarlo dalle bande. Ma anche perché, a differenza degli USA che si sono imposti come arbitri del conflitto, la Russia sta davvero studiando, riconoscendo e tenendo in considerazione la sovranità e gli interessi dei partecipanti.

Vladimir Putin e Benjamin Netanyahu
© Sputnik . Aleksey Nikolskyi
Tra i quali anche gli interessi di Israele. La lista di casi in cui la Russia ha aiutato Israele negli ultimi giorni si è allungata: ad esempio, il lavoro di mediazione nell'espulsione delle forze pro-iraniane (chiamate "combattenti" in Israele) dalle regioni confinanti con Israele. Include anche la mancata fornitura (nonostante un accordo già concluso) alla Siria degli S-300 per un totale di mezzo miliardo di dollari: infatti, il loro raggio d'azione comprendeva l'intero territorio israeliano. Insomma, la lista è lunga. La Russia ha dimostrato si tenere ai rapporti con Israele e di comprendere la sua posizione. Infatti, Israele non deve spiegare alla Russia cosa significhi ritrovarsi nel circolo dei nemici giurati, essere vittima di attentati terroristici e cercare continuamente di capire chi sono gli amici e chi i nemici.

Ma il rispetto e la comprensione degli interessi dell'altro non possono essere unilaterali. Infatti, è solo una questione di tempo finché la mancanza di un rapporto bilaterale e alla pari non vada a danneggiare chi lo infrange. 

A questo punto dobbiamo considerare un fatto. Le forze armate statunitensi, concorrenti a livello mondiale e nemiche ufficiali della Russia, con la quale intrattengono pessimi rapporti, osservano le regole della guerra siriana in maniera estremamente rigida e coordinano le proprie azioni con quelle dei colleghi russi.

Invece, le forze armate israeliane, pur non essendo un nemico della Russia e anzi intrattenendo con essa buoni e costruttivi rapporti, per qualche misteriosa ragione fino ad oggi si sono permesse ciò che non si permetteva una supernazione nuclearizzata. Ad esempio, rendere nota ai russi solo un'operazione su dieci effettuata in territorio siriano. Oppure, come nel caso della sfortunata incursione aerea su Laodicea, rendere nota l'operazione solamente un minuto prima (!) dell'inizio dell'incursione. 

Il risultato è stata una tragica concatenazione di eventi alla fine della quale abbiamo assistito alla morte di soldati russi.

E poiché questo ormai è accaduto, dimostrare che "i colpevoli sono i siriani che non hanno sparato in modo corretto" è semplicemente fuori luogo e non è nemmeno questa la questione. Perché l'obiettivo della diplomazia era inizialmente proprio quello di garantire la sicurezza dei soldati delle nazioni attive nella regione. E si pensava che questa sicurezza dovessero garantirla tutte le parti coinvolte a livello diplomatico.

Israele ora de facto si trova a dover scegliere fra due possibilità. O si prende le sue responsabilità per questi tragici eventi ai danni dei russi che non sarebbero successi senza le operazioni israeliane. O non si prende le sue responsabilità e addossa sulla Russia il dovere di garantire la sicurezza dei suoi soldati, non scendendo ad alcun accordo. È abbastanza evidente in che modo si possa fare tutto ciò: ad esempio, abbiamo letto molto del fatto che gli alleati siriani hanno un sistema di difesa missilistica piuttosto sviluppato. Questo è un caso in cui la Russia può senz'altro essere d'aiuto.

Alcuni ritengono che questo sviluppo degli eventi non piacerà ad Israele. E per questo per Israele è molto importante chiarire ai propri soldati l'importanza di tutelare le vite dei russi ed evitare a qualunque costo le concatenazioni di eventi che possono metterle a repentaglio, anche se queste possono far guadagnare loro molti "mi piace" sui social network. 

Viktor Marakhovsky

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Correlati:

Israele nega responsabilità nel disastro dell’aereo russo Il-20
Abbattimento aereo russo Il-20, Mosca accusa Israele: "azione provocatoria ostile"
Comparazione tra il “micidiale” Su-57 e il cinese J-20
Tags:
il-20, Crisi in Siria, Israele, Russia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik