15:04 15 Ottobre 2018
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La presidente del Consiglio della Federazione Valentina Matvienko in un incontro con il capo dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio D'Europa (APCE) Liliane Maury Pasquier ha detto che la Russia comincia ad avere il desiderio di uscire dall'organizzazione.

"Lo dico sinceramente. Se il Consiglio d'Europa non si riconcilia, se non è importante la partecipazione della Federazione Russa, beh, allora così sia. Quindi prolungare questa pausa non ha senso", ha detto. Secondo lei, una serie di decisioni dell'organo, tra cui l'elezione dei giudici, il Commissario del Consiglio D'Europa, sono illegittime senza la partecipazione della Russia. Ha aggiunto che valuta la situazione come critica e contraria all'etica "del principio del parlamentarismo".

La politica ha ricordato che i negoziati sullo status della Russia nell'organizzazione sono in corso da quattro anni "e tutto è a un punto morto". All'inizio di ottobre si terrà la prossima sessione dell'APCE, dove per la prima volta sarà discusso il tema, più volte rimandato dal 2014, al fine di evitare l'applicazione delle sanzioni contro delegazioni nazionali.

Il senatore Konstantin Kosachev, a sua volta, ha dichiarato che la decisione sull'eventuale uscita dall'APCE sarà presa sulla base dell'esito della sessione di ottobre, dove presenteranno gli emendamenti allo statuto dell'organizzazione.

Contraddizioni tra APCE e Russia

Le relazioni tra la Russia e il Consiglio d'Europa stanno attraversando un periodo difficile. Il conflitto si è aggravato dal 2014-2015, quando i parlamentari russi hanno perso alcuni diritti a causa della posizione sulla Crimea. Mosca ha annunciato l'impossibilità di lavorare in tali condizioni e ha smesso di partecipare alle riunioni. Alla fine di giugno dello scorso anno, il confronto si è intensificato. Mosca ha congelato una parte dei pagamenti nel bilancio dell'organizzazione, fino a che i poteri della delegazione parlamentare non verranno completamente restaurati. La parte russa ha continuato il lavoro per la ratifica dei documenti.

Nel mese di marzo l'organo ha riconosciuto che le misure di Mosca hanno portato a difficoltà finanziarie e ha dovuto bloccare il nove per cento del bilancio dell'organizzazione, con un deficit pari a 1,5 milioni di euro. Nel mese di aprile, il segretario generale del Consiglio D'Europa, Turbern Jagland, ha dichiarato che, a causa della situazione creatasi con il mancato pagamento dei contributi, contro la Russia si possono introdurre sanzioni. Non ha specificato di quali misure si tratta.

In estate, la parte russa ha riferito che non ha intenzione di rinnovare i contributi.

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bilancio, Consiglio d'Europa, Valentina Matvienko, Russia
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