10:39 21 Ottobre 2018
Uno degli stand del padiglione italiano a World Food 2018 di Mosca

Lo straordinario gusto italiano prende per la gola la Russia

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Riccardo Pessarossi
Relazioni italo russe (25)
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L'onda del gusto italiano si propaga in Russia e prende per la gola i visitatori di World Food, il salone dell'enogastronomia di Mosca.

Fino al 20 settembre Mosca ospita la 27° edizione di World Food, salone internazionale dell'agroalimentare che riunisce nei padiglioni dell'Expocentr della capitale russa 1.516 aziende di 62 Paesi. Con circa 30 mila visitatori attesi la fiera è la piattaforma ideale per entrare in contatto con grossisti e distributori attivi sul mercato russo e dei paesi dell'Unione Economica Eurasiatica.

Un mercato che, nonostante l'embargo verso alcuni prodotti di alcuni paesi e l'andamento fluttuante del rublo, continua ad offrire spazi di sviluppo e penetrazione per i venditori stranieri, grazie alla vastità del territorio russo ed alle particolarità dei consumi nelle realtà locali.

Per questo motivo, negli spazi del salone si riflettono le strategie di prenotazione del mercato da parte dei singoli paesi.

Puntano sull'ortofrutta i padiglioni dei paesi non toccati dalle sanzioni: Balcani (Serbia, Macedonia) Sud America (Argentina, Colombia), Azerbaigian.  La Cina conserva la posizione di leader nell'export alimentare verso la Russia, ma sceglie un profilo diverso: al posto di un grande padiglione nazionale è presente con stand dall'allestimento univoco nei singoli settori merceologici.

  • Anche i pesci rimangono a bocca aperta tra gli stand di World Food
    Anche i pesci rimangono a bocca aperta tra gli stand di World Food
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  • Il padiglione italiano a World Food Expo
    Il padiglione italiano a World Food Expo
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  • Uno chef spiega i segreti della pasta a questi giovani visitatori del padiglione italiano di World Food Expo
    Uno chef spiega i segreti della pasta a questi giovani visitatori del padiglione italiano di World Food Expo
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  • World Food permette un contatto diretto tra produttori italiani e rivenditori e distributori russi selezionati
    World Food permette un contatto diretto tra produttori italiani e rivenditori e distributori russi selezionati
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  • Il padiglione italiano a World Food Expo si estende su una superficie di 520mq
    Il padiglione italiano a World Food Expo si estende su una superficie di 520mq
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  • Degustazioni di vino presso uno degli stand del padiglione italiano a World Food Expo
    Degustazioni di vino presso uno degli stand del padiglione italiano a World Food Expo
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Anche i pesci rimangono a bocca aperta tra gli stand di World Food

Tutt'altra concezione dietro alla presenza italiana a World Food, che con  44 espositori si classifica come la maggiore tra quelle dei paesi europei. Un'identità forte, espressa dal marchio unico dell'export agroalimentare italiano nel mondo, "The Extraordinary Italian Taste", con le tre onde che simboleggiano i valori di eccellenza, tradizione e crescita.

Un'immagine particolarmente azzeccata per il mercato russo, in cui i produttori italiani "cavalcano l'onda" e vedono il loro interesse sostenuto dai dati in crescita, come spiega il direttore di ICE Mosca Pierpaolo Celeste:

"La Russia è stato l'anno scorso il secondo paese per crescita dell'export italiano dopo la Cina. Nei primi 6 mesi siamo cresciuti del 19% nell'export dell'agroalimentare verso la Russia. Ma non ci fermiamo, andiamo a scovare, soprattutto nel Mezzogiorno grazie al progetto PES2, le nuove realtà che hanno le carte in regola per poter tentare la via russa, le prepariamo, le formiamo, le informiamo sul mercato russo e le portiamo qui, dove oltre al traffico del salone, incontrano  produttori, nostri clienti selezionati, provenienti da Russia, Bielorussia ed Armenia."

L'ambasciatore Pasquale Terracciano ed il direttore di ICE Mosca Pierpaolo Celeste nel padiglione italiano a World Food
© Foto : Ekaterina Frolova - ICE Mosca
L'ambasciatore Pasquale Terracciano ed il direttore di ICE Mosca Pierpaolo Celeste nel padiglione italiano a World Food

Il cibo non basta vederlo, ma bisogna anche assaggiarlo per volerlo acquistare: per questo motivo ogni giorno nel padiglione italiano si svolgono tre master class organizzate a favore dei buyer russi, in cui lo chef Vincenzo di Lillo prepara piatti della tradizione italiana coniugando gli ingredienti del paniere formato dai produttori presenti in fiera.

Anche noi ci siamo concessi una pausa pranzo tematica, andando ad assaggiare… le impressioni degli espositori presenti, uno per ciascuna categoria merceologica. Ecco il "menù" che abbiamo composto:

Antipasto: nuovi prodotti e qualità

Ci sediamo a tavola con una nuova realtà che si affaccia al mercato russo, puntando sul binomio qualità e territorialità, L'azienda di olive e antipasti "Le Nostrane" di Reggio, che ha scelto la Russia non a caso, come spiega la direttrice vendite Maria la Maestra:

L'80% del nostro fatturato è in export: come detto noi siamo presenti in Nuova Zelanda, in Israele, in Europa tutta, ma non in Russia, quindi siamo venuti a farci conoscere. Noi facciamo due fiere l'anno, che sono quelle più importanti in Italia (Cibus o Tuttofood) e poi o Anuga o Sial all'estero, dipende dall'anno. Un'altra fiera all'anno la facciamo mirata nel paese a cui più siamo interessati a sviluppare il mercato e quest'anno abbiamo scelto la Russia, con un'enorme varietà di prodotti e novità: dalle olive nere con cipolline in aceto balsamico, pomodori secchi, carciofi, funchi, peperoni farciti a mano. Un distributore locale ci affianca nello stand, per curare i rapporti con piccoli ristoratori o dettaglianti, mentre per quanto riguarda gli importatori ce ne occupiamo direttamente noi. Mi sembra un fiera di alto livello: è la prima volta che facciamo World Food Mosca e c'è un'utenza di alta qualità. 

Obiettivo a World Food 2018:

Trovare importatori che coprano tutto il territorio russo. Se ne trovassimo almeno due o tre possiamo dire che ha avuto successo la spedizione in Russia.

Una delle affollate master-class di cucina nel padiglione italiano di World Food
© Foto : Ekaterina Frolove - ICE Mosca
Una delle affollate master-class di cucina nel padiglione italiano di World Food

Condimento: per l'olio italiano la Russia è meglio dell'America

Anche per Graco Food, azienda a conduzione familiare della provincia di Foggia, quella con la Russia è una prima conoscenza, iniziata non nella maniera ottimale, come racconta Sabino Angeloro responsabile di produzione di Graco Food, azienda pugliese a conduzione familiare che vende olio d'oliva in USA, Canada, Taiwan, Svizzera:

"Ieri ho mangiato del salmone al ristorante ed ho chiesto dell'olio al cameriere ma non c'era. Questo la dice lunga, se non c'è l'olio d'oliva a 2 km dal centro di Mosca significa che c'è tanto da fare"

Per l'olio d'oliva di alta qualità quindi la Russia potrebbe diventare un' "America", puntando a consumatori che apprezzano il binomio fra qualità e benessere ed anche l'idea di italianità che viene trasmessa da un prodotto come questo:

"Siamo in fiera da ieri e devo dire che noto una risposta positiva: abbiamo visite, i distributori sono interessati al prodotto di qualità e capiscono l'olio di qualità. Mi sembra un mercato molto più aperto verso l'Italia, rispetto all'America. Gli americani ormai ci snobbano, lì ci sono tanti italiani che vendono quello che non si dovrebbe e sul mercato si trova di tutto. Gli americani e mi dispiace per loro, sono un po' arroganti, l'americano è convinto già di avere tutto. Spesso gli importatori americani sono italiani emigrati che in qualche modo vivono di ricordi superati. Conoscono il prodotto, ma vogliono il prezzo e non gli interessa la qualità"

Sabino ed Ylenia Angeloro di Graco Food
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Sabino ed Ylenia Angeloro di Graco Food

Una provocazione: i pelmeni al sugo

Se non puoi insegnarli come si cucina la pasta, usa il sugo per condire i pelmeni. Parafrasando (molto) lontanamente la frase di Giulio Cesare, preso atto che in Russia la pasta viene usata spesso come condimento ad un secondo, allora potrebbe essere il caso di usare un condimento italiano insieme ad uno dei primi piatti della tradizione russa, i pelmeni (che poi altro non sono che agnolotti ripieni di carne).

L'idea piace ad Adriano Grassini, export Manager di Fiamma Vesuviana, che vende pasta e sughi appunto in Russia e non solo:

Siamo un'azienda che ha quasi 100 anni e siamo export-oriented perché lavoriamo in 80 paesi. In Russia siamo attivi a Kaliningrad, con il distributore Podravka.  Qualsiasi mercato è interessante perché ovunque si mangia. Questo vale anche in un paese in crisi, perché è proprio nei momenti di crisi che si possono cercare le opportunità. Al consumatore russo bisogna fornire una qualità stabile, ma non è un mercato con particolari problemi. I pelmeni al sugo non sono una provocazione, anzi: abbiamo esempi in Giappone di molti chef che vengono in Italia, imparano a cucinare e poi si fanno promotori di questi gusti italiani nella loro cucina. Di fatto oggi non si mangia più a casa e soprattutto le nuove leve, sono più mature e più aperte a uscire e provare cose nuove, quindi perché no.

Adriano Grassini, export Manager di Fiamma Vesuviana a World Food
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Adriano Grassini, export Manager di Fiamma Vesuviana a World Food

Un caffè con i prossimi clienti

Un caffè dopo mangiato. Una tradizione italiana che ha conquistato tutto il mondo, Russia compresa, come spiega Ilaria Saquella della torrefazione abruzzese Saquella Caffè 1856:

La Russia è un mercato molto importante. Siamo presenti da 20 anni ed è un paese dove il volume di caffè esportato dall'Italia dà dei numeri importanti, dati dalla grande distribuzione. La cosa un po' più atipica è che oltre al macinato c'è anche molto caffè in grani, forse perché la cultura russa e quella di avere macchine da caffè semiprofessionali. Noi non abbiamo avuto problemi legati all'embargo, che non colpisce il caffè, ma abbiamo avuto una certa ciclicità legata alle fluttuazioni della valuta. Il nostro è un prodotto più costoso, un prodotto per una fascia medio alta.

Obiettivo a World Food 2018:

A Mosca abbiamo sempre partecipato, prima attraverso l'importatore, poi ci siamo accorti che qui l'area italiana attira di più, rispetto a quella tematica e questa volta anche per una questione di branding abbiamo deciso di partecipare sotto il padiglione italiano. Cerchiamo spazi di crescita far conoscere il brand, e data la dimensione del territorio, subdistributori. Il mercato è largo e dispersivo, ci sono tanti rivenditori che vorrebbero importare direttamente, ma non ne hanno i mezzi,  quindi per noi è importante allargare la rete di subdistributori, trovare un primo contatto che possa poi essere gestito dalla società di esportazione.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tema:
Relazioni italo russe (25)
Tags:
Export prodotti ortofrutticoli, Salone, ICE, Ambasciata d'Italia a Mosca, Italia, Mosca, Russia
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