17:15 14 Novembre 2018
L'isola Chakmut

Come vivere come Robinson Crusoe in un’isola russa deserta?

© Foto : Narek Oganisian
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Il programma “Dalnevostochny gektar” (Un ettaro nell’Estremo Oriente Russo) permette ad ogni cittadino russo di ottenere gratuitamente in locazione un appezzamento di terra nell’Estremo Oriente Russo (EOR) che può in seguito diventare proprietà effettiva dell’assegnatario.

Questo programma sta stimolando l'immaginazione dei russi, sia in patria sia all'estero, e degli stranieri. E sebbene possa diventare proprietario del terreno solo una persona fisica che abbia ottenuto la cittadinanza russa al momento della concessione del terreno come proprietà, la gestione dei terreni dell'EOR può essere affidata anche a persone giuridiche. E di questo i cittadini stranieri non possono che essere felici.

Per attività agricole saranno assegnati terreni solo al 26% dei partecipanti al programma, ha dichiarato Anatoly Kutsenko, direttore del dipartimento di economia, investimenti e regolamentazione dei mercati presso il Ministero russo dell'Agricoltura durante la conferenza "Un ettaro nell'EOR: dalla concessione al passaggio di proprietà", tenutasi nell'ambito del Forum Economico Orientale 2018.

Alla conferenza hanno preso parte le autorità della regione, i rappresentanti del settore bancario e gli stessi assegnatari dell'ettaro. Questi ultimi hanno deciso di ottenere i terreni per costruire un'abitazione familiare, un magazzino per una panetteria, un maneggio, un centro commerciale, una località di villeggiatura...

Uno dei progetti più originali è stato quello di un terreno concesso su un'isola deserta nel Mar del Giappone. Il moscovita Narek Oganesyan ha ottenuto un appezzamento di terra sull'isola Chakmut. Qui ha intenzione di organizzare dei percorsi di avventura per Robinson Crusoe contemporanei. Oganesyan è stato intervistato da Sputnik Polska.

— Come Le è nata quest'idea?

— Lavoro nel settore bancario, quindi non ho esperienza in quello turistico. Ho amici con esperienza nell'organizzazione di eventi e di viaggi. Quando ho sentito parlare di questo programma, ho pensato: cosa ci si potrebbe fare là? Ho dato un'occhiata ai progetti imprenditoriali dell'Agenzia per lo sviluppo del capitale umano nell'EOR (ASCU) e ho trovato un'attività che è possibile condurre senza trasferirsi definitivamente, ma solo facendo qualche viaggio occasionale. Io associo il turismo più alla vacanza al mare, per questo ho cominciato a cercare ettari vicini all'acqua, all'oceano. Uno degli appezzamenti che mi è balzato agli occhi non era in realtà nemmeno un mero ettaro di terreno, ma un'intera isola deserta.

L'isola Chakmut
© Foto : Narek Oganisian
L'isola Chakmut

— Quindi è possibile richiedere di ottenere un'isola?

— Ho presentato una domanda collettiva come famiglia e mi hanno concesso l'utilizzo dell'intera isola. Io amo molto i percorsi d'avventura. E non appena si è presentata questa opportunità hanno preso vita progetti come "L'isola del tesoro", "Prova l'ebbrezza di Robinson Crusoe"...

L'avventura alla Crusoe è unica nel suo genere in Russia e anche nel resto del mondo. Insomma, non c'è concorrenza. Una vera isola, veramente deserta, un bosco, delle spiagge, condizioni climatiche favorevoli (+26° d'estate). E l'isola Chakmut è ben posizionata: a soli 300 metri dalla terraferma. Non è necessario noleggiare navi, basta un gommone e in 5 minuti si arriva sull'isola.

— C'erano altri terreni che le interessavano?

— Sì, ma non erano adatti per varie ragioni. Ho consultato molte fotografie scattate dal satellite: alcune isole non avevano vegetazione o questa era misera, alcune erano troppo lontane dalla terraferma, altre erano troppo grandi. In questo caso non potevo avere la certezza che non si presentassero dei vicini con interessi simili ai miei. Altre isole ancora avevano animali selvatici. Insomma, l'isola Chakmut è ideale. Il mio team (il capo del villaggio Lazarev e due abitanti del luogo) ha visitato l'isola, ha fatto delle fotografie, ha condotto delle ricerche e ha scoperto che c'è una fonte di acqua dolce e c'è un segnale buono. L'isola è totalmente sicura: non ci sono animali selvatici, solo uccelli e non ci sono insetti pericolosi. Siamo davvero stati fortunati.

— Da quanto si occupa del progetto? C'è un sito ufficiale?

— Ho cominciato ad occuparmene da marzo di quest'anno. Purtroppo l'estate scorsa non eravamo più sicuri che ce l'avremmo fatta. Abbiamo avuto difficoltà con la scelta della categoria di destinazione del terreno perché quest'ultimo non era nemmeno presente nel piano catastale. Mi sono rivolto all'ASCU e la questione è stata risolta a marzo di quest'anno. Da quel momento ho cominciato a lavorare in questa direzione. Ho lavorato molto sulla promozione del progetto, dato che non avevo grandi possibilità di fare molto sul terreno. Per questo, sì, c'è un sito che è attivo da tempo, abbiamo condotto una grande campagna di promozione e abbiamo ricevuto in totale 3.500 richieste.

L'isola Chakmut
© Foto : Narek Oganisian
L'isola Chakmut

— Riuscirà a cominciare la prossima stagione?

— No, si parla ancora di alcuni anni. Il progetto va per le lunghe: è un po' come sentirsi davvero Robinson Crusoe! Abbiamo anche elaborato un'app per cellulare che permette di ottenere il nome di una pianta dopo averla fotografata. E uno dei compiti del percorso sarà proprio trovare una determinata pianta sull'isola. Diventeremo esperti della flora dell'EOR. E per il futuro percorso "Isola del tesoro" ho già cominciato a comprare delle monete di Sberbank.

— Pensa di costruire qualcosa sull'isola? Un albergo? Un campeggio?

— La prima tappa è l'avvio di questi percorsi alla Robinson Crusoe che non prevedono nessun edificio perché a Crusoe non serviva niente. Ma in una seconda fase ho in progetto la costruzione di un campeggio in tenda. Pensavo a tende a montaggio rapido con puntelli rinforzati. E l'idea principale poi è quella di far arrivare delle case-container. A questa idea siamo giunti analizzando alcuni progetti polacchi. Queste case sono resistenti, metalliche e ideali per ogni stagione. Se il progetto ci darà i profitti sperati, potremmo anche costruire qualcosa. Ma per adesso attrezzerò solamente un punto di approdo.

— Chi pensa di assumere?

— Ho già una persona che gestisce il progetto, Elena Saprykina, che ha abitato nel villaggio Lazarev e ha trovato due collaboratori, due abitanti del luogo. In progetto ci sono chiaramente delle guide. Uno dei due miei assistenti è un cacciatore con la licenza e conosce quei posti. Quanto al "percorso alla Crusoe" è solo necessario portare le persone sull'isola e registrarle presso il Ministero russo delle Situazioni d'Emergenza. Queste sono cose di cui si occuperà Elena. Per quanto riguarda la parte più meramente avventurosa ci saranno degli organizzatori che saranno responsabili del percorso e controlleranno che le regole siano rispettate. Vi è un medico nel villaggio Lazarev a soli 300 metri via mare, quindi si possono impiegare i servizi e le infrastrutture del villaggio. Ho in programma di acquistare un immobile nel villaggio dove potranno alloggiare i turisti e per questo sarà assunto del personale. Secondo le mie previsioni il lavoro dovrà essere organizzato in due turni poiché credo che i turisti rimarranno sull'isola per 24 ore.

L'isola Chakmut
© Foto : Narek Oganisian
L'isola Chakmut

— Ha pensato anche all'aspetto ecologico della questione? I turisti, si sa, sono turisti, ma qualcuno dovrà pure interessarsi allo smaltimento dei rifiuti e alla tutela dell'ambiente.

— Sì, ho provveduto ad acquistare appositi container per l'incenerimento dei rifiuti: è un metodo ecologico perché i rifiuti sono inceneriti all'interno e verso l'esterno è diretto solo il condotto di evacuazione del fumo. Per la tutela dell'area è già stato pensato tutto. Inoltre, cercherò di coinvolgere attivamente anche uno dei miei collaboratori, membro della Società geografica russa. Quest'anno a novembre si festeggeranno i 230 anni della nascita dell'ammiraglio Mikhail Lazarev e nell'EOR non c'è nessun suo monumento. Abbiamo in progetto di collocare nel villaggio Lazarev, che porta il suo nome, un busto o un monumento dell'ammiraglio. Sarà un regalo da parte mia e della Società geografica russa.    

Tags:
isola, Intervista, Mar del Giappone, Russia
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