21:11 12 Novembre 2018
Artista presenta la sua versione del sistema planetario TRAPPIST-1

TRAPPIST-1, il sistema di esopianeti dove potrebbe esserci vita non lontano dalla Terra

© AP Photo / NASA/JPL-Caltech
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Attorno alla stella TRAPPIST-1 ruotano 7 pianeti molto simili alla Terra. Tutti hanno un'atmosfera densa ed hanno enormi riserve di acqua liquida. Nonostante l'instabilità del vento stellare delle nane rosse, gli astrofisici ritengono questo sistema planetario promettente per la ricerca di forme di vita extraterrestre.

La stella TRAPPIST-1 si trova nella costellazione dell'Acquario a soli 39 anni luce di distanza da noi. È una nana rossa che si trova nella sequenza principale, è molto piccola e fredda rispetto al nostro Sole e moderatamente attiva. Nel 2016 gli astronomi hanno scoperto tre pianeti che ruotano attorno all'astro. Sono stati immortalati dai telescopi orbitali e terrestri.

Un anno dopo sono stati scoperti nel sistema altri quattro pianeti. Tutti hanno dimensioni simili alla Terra, ma per la piccola massa della stella (8% rispetto alla massa del Sole) sono molto ravvicinati. Il diametro del sistema planetario di TRAPPIST-1, così denominato in onore del suo scopritore, un telescopio belga che si trova in Cile, è solo il 6% della distanza tra il Sole e la Terra.

TRAPPIST-1 è una stella poco luminosa, cosa che rende difficile il suo studio. Le nane rosse sono molto comuni nell'universo, rappresentano la maggior parte della materia stellare delle galassie. Vengono considerate stelle giovani. Ma l'analisi dei dati ha mostrato che TRAPPIST-1 è un'eccezione: la sua età è stimata in 7,6 miliardi di anni.

Le emissioni di plasma, tipiche per le nane rosse, sono rare in questo astro.

Per la vicinanza all'astro i pianeti sono sottoposti a forti radiazioni ultraviolette e ai raggi X, in grado letteralmente di sterilizzare la superficie e spazzare via l'atmosfera.

Solo un'atmosfera densa con uno strato di ozono garantisce la possibilità di condizioni per la vita simili alla Terra. In ogni caso gli astrofisici si apprestano a studiare l'atmosfera dei pianeti, cercando di trovare i biomarcatori che aumentano la probabilità della nascita della vita, in primo luogo l'ozono.

L'atmosfera dei pianeti è ricca di idrogeno, ma potrebbe essere stata spazzata via dalle emissioni della stella. Sebbene tutti i pianeti siano rocciosi, quasi per un terzo sono formati da acqua. Che si tratti di vapore, ghiacci o oceani è sconosciuto. Per fare un confronto, i nostri oceani sono solo lo 0,02% della massa terrestre.

I pianeti più vicini alla stella, TRAPPIST-1b, TRAPPIST-1c e TRAPPIST-1d, sono troppo caldi per contenere acqua liquida sulla superficie. Il settimo pianeta, TRAPPIST-1h, è troppo freddo. I più interessanti per gli astronomi sono i tre pianeti nel mezzo.

Il pianeta f, molto probabilmente, è circondato da un'atmosfera terrestre, sotto cui si trovano oceani d'acqua. Tuttavia la vicinanza degli altri pianeti del sistema può fare uno scherzo crudele: l'effetto della marea durante l'avvicinamento dei pianeti può riscaldare il nucleo e al posto di distese d'acqua potrebbero trovarsi oceani burrascosi di magma.

Nel prossimo futuro gli astrofisici sperano di scoprire l'ottavo pianeta di TRAPPIST-1, di cui ipotizzano e calcolano già l'orbita. Le speranze sono riposte sul telescopio spaziale James Webb, il cui lancio è previsto entro il 2021. Fino ad allora quasi tutte le informazioni sulla composizione e l'origine dei pianeti rimarranno molto ipotetiche, molte ipotesi di quello che accade nell'atmosfera e in superficie potrebbero rivelarsi errate.

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Vita, Astrofisica, Astronomia, Scienza e Tecnica, Spazio
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