02:15 18 Novembre 2018
La bandiera dell'India

L’India vuole diventare partner di tutti. Ci riuscirà?

© AFP 2018 / ARUN SANKAR
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Il “dialogo strategico” tenutosi a Nuova Delhi tra gli USA e l’India si è rivelato degno di nota per la reazione di tutte le “parti interessate”.

In particolare, Mosca e Pechino non hanno dato segni a livello ufficiale. Anche gli USA se ne stanno relativamente zitti secondo il principio del "non spaventare" (si veda più sotto). Tuttavia, molti indiani si sono indignati per i risultati del "dialogo" e lo hanno reso noto sulle pubblicazioni non ufficiali cinesi (ma non solo).

La questione è che la strategia di politica estera indiana promossa dall'attuale primo ministro Narendra Modi ha come obiettivo quello di non fare affidamento a nessuna potenza e anzi di tenersi ugualmente lontano dagli altri Paesi. Un'idea lodevole finché non arriva il momento di metterla in pratica.

Il formato 2+2 è piuttosto diffuso: si incontrano i ministri della Difesa e degli Esteri dei due Paesi. Ed è proprio così che due veterani della politica americana, James Mattis e Michael Pompeo, hanno dialogato a Delhi con le loro due colleghe, Nirmala Sitharaman e Sushma Swaraj. È stato sottoscritto un solo documento chiave: l'accordo per la compatibilità e la sicurezza delle comunicazioni.

Si parlava di questo argomento da circa 10 anni, cioè già con il precedente governo indiano. Senza il quale Trump non sarebbe riuscito a realizzare il suo sogno "Buy American" (Compra americano), in questo caso nell'ambito degli armamenti, e Delhi non avrebbe potuto acquistare dagli USA gli elicotteri per impieghi navali, gli Hercules per le truppe aviotrasportate, i droni e molto altro. Le stime sul totale degli acquisti sono fra loro diverse, ma concordano su almeno alcuni miliardi di dollari.

La questione è che questi armamenti senza la "compatibilità e la sicurezza" delle comunicazioni altro non sono che inutile ferraglia. Ma queste comunicazioni sono tali che gli americani hanno accesso ai canali militari indiani.

Ma se così non fosse non si verificherebbero situazioni come questa: il Boeing P-8I indiano che stava braccando nell'Oceano indiano dei sottomarini cinesi ha potuto comunicare in tutta sicurezza con la base sulla terraferma.

Sottomarini cinesi? Dagli USA nessuno nasconde che l'obiettivo dell'intera loro politica in Oriente (oltre, chiaramente, agli introiti derivanti dalle vendite di armi) consiste nel contrapporre l'India e la Cina.

Ma il busillis è che l'India sta sviluppando rapporti militari anche con la Cina e con la Russia, cioè non vuole fare a meno di alcuni partenariati per privilegiarne altri. Vuole solamente prendere il meglio che ognuno può offrire, senza dimenticare nemmeno gli europei. Ad esempio, quanto ai sistemi antiaereo, Delhi ha bisogno delle armi migliori. Per questo, si è detta intenzionata ad acquistare i S-400 dalla Russia.

Proprio intorno a tale situazione si è creato il disagio durante il "dialogo strategico" di Delhi i cui dettagli stano gradualmente venendo a galla. Infatti, in teoria, la nuova politica degli USA (e la legge da poco approvata) sottintende che, se qualcuno compra dei S-400 dalla Russia, finisce colpito dalle sanzioni americane. Ed è quello che ora stanno spiegando alla Turchia che ha comprato gli stessi S-400.

Ma noi non siamo la Turchia, dicono gli indiani. Per noi bisogna fare un'eccezione: infatti, secondo la legge di cui sopra il presidente ne ha facoltà. E persino Mattis a Delhi ha detto che, sebbene per ora non siano state fatte eccezioni per Delhi, bisogna capire il contesto storico indiano che ha sempre fatto affidamento sulle armi russe.

A tal proposito, la presenza russa sui mercati indiani delle armi (vendita e lavorazione congiunta di armi) è stimata al 60%, ma gli USA sono proprio dietro, occupando il secondo al posto.

Dunque, si è creata una delicata situazione di stallo: fare pressioni sull'India significa probabilmente rimanere con un niente di fatto, ma allo stesso tempo significherebbe creare un precedente altrettanto inconsueto, ovvero lasciare che un Paese sia partner sia della Russia sia degli USA.

A ciò si aggiungono le elezioni: negli USA la complicata situazione pre-elettorale di novembre (i repubblicani sperano almeno di mantenere le posizioni attuali) e in India in primavera si vota per il nuovo primo ministro.

S-400 Triumf
© Sputnik . Sergey Pivovarov

A conti fatti un pugno di mosche. Non abbiamo nessuna informazione, nemmeno sui S-400. Non ci dovremmo stupire qualunque cosa accadesse (sia riguardo ai S-400 sia ad altri aspetti della questione), ma per ora tutti i partecipanti all'incontro di Delhi si stanno muovendo con cautela.

Ma questo non significa che qualcuno abbia rinunciato a fare la solita pressione all'americana sull'India riguardo ad altre questioni: all'India gli USA consigliano insistentemente di interrompere gli acquisti di petrolio iraniani, di pareggiare la bilancia commerciale con gli USA, ecc. In realtà, da Delhi questo lo pretendono, però con indulgenza. Un movimento brusco e a perdere può essere sia l'India (verrebbe privata della sua strategia di essere partner di tutte le forze tra loro contrapposte) sia l'America (vedrebbe infrangersi il suo sogno di aizzare l'India contro la Cina).

L'accaduto dà la possibilità di dare uno sguardo su un futuro ideale in cui nessuno è contro nessuno e tutti intrattengono un dialogo pacifico (se non amichevole) con le altre forze, mantenendo così un ordine globale. Questo è il sistema multipolare che concepiscono gli indiani.

Va ricordato che alla fine degli anni '90 molti a Mosca sognavano un'unione russo-sino-indiana contro l'onnipotenza occidentale con a capo gli USA. E dato che ancora oggi l'Occidente continua a sembrare, e a ragione, onnipotente, quest'unione si è concretizzata. E ha attratto nella sua orbita diversi altri Paesi (cfr. Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, BRICS e molte altre).

Ma ora la situazione è un po' diversa. Perché l'India è diventata, o si sente, molto grande. Non vuole essere un partner minore degli altri Paesi (USA, Cina o Russia). L'India sta cercando un modo per reggersi in piedi da sola. E questo è comprensibile, ma...

Ma la maggior parte dei commenti da parte di autori indiani sulla situazione creatasi sono cupi. Questo, ad esempio: il governo non riesce a sfruttare solo la ciliegina sulla torta. Si intende che la torta riesce, invece, a mangiarla tutta: compri armi dagli USA, ottieni una politica pro-americana. Oppure ancora: "L'amministrazione Trump ha brillantemente aggirato Modi rendendo i rapporti dell'India con Russia, Cina, Iran e Pakistan dipendenti dagli americani". Vedremo quale valutazione sarà la più azzeccata.

Tags:
s-400, Economia, USA, Cina, Russia, India
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